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Il mistero della vicenda Sant'Anna e dei proprietari senza volto

Una delle interrogazioni sollevate durante l’ultima seduta consiliare, quella dello scorso 21 novembre, concerneva la questione del Sant’Anna ed è stata fatta dal consigliere Simone Codirenzi, il quale si è rivolto al sindaco Giuseppe Pitta, avente anche la delega all’Urbanistica.

«Conosciamo tutti la storia del Sant’Anna – ha cominciato a dire il consigliere –, da tanti anni diventato ormai il graffio di quella piazza: è impensabile continuare ad andare avanti così in quanto ne va dell’immagine dell’intera città». Codirenzi ha proseguito ricordando che la società dell’immobile è cambiata a luglio del 2022 e che la nuova ha presentato di recente una scia al protocollo, con numero 52331, dove cerca in un certo senso di arrivare a mettere in sicurezza quella struttura: «Sappiamo bene infatti che ci sono stati due incendi, oltre al problema dei bambini che vi giocano: non ci possiamo permettere questa situazione, quella piazza grida di dolore e quella struttura va sistemata». Il consigliere ha approfittato per ricordare a riguardo che c’è stata anche una richiesta da parte del dirigente comunale, l’ing. Pietro Savoia, di rilascio dell’autorizzazione della Soprintendenza, concesso già alla vecchia società nel 2021, pertanto Codirenzi ha voluto capire a che punto si fosse e soprattutto quali fossero i tempi.

Giuseppe Pitta ha esordito sottolineando che come tutti sanno la questione Sant’Anna è scottante per la città di Lucera perché da quasi vent’anni esso deturpa il decoro della piazza più importante della stessa città nonché una delle più belle di Puglia se non d’Italia. Ciò detto, la SCIA presentata qualche giorno prima era finalizzata ad avviare una procedura di intervento sulla staccionata che protegge i puntelli a sostegno del palazzo: «Diciamo che è un passo veramente minimo rispetto a quello che si deve fare per ridare decoro a quella piazza e alla nostra città». Il sindaco ha poi colto l’occasione per informare che dalle sue interlocuzioni con l’avvocato dell’Ente risultava che sarebbe potuto essere presentato nel giro di qualche ora o nei giorni a venire l’atto di revocatoria nei confronti della società, ovvero l’atto che serviva a invalidare gli effetti della vendita tra una società e l’altra, perché «a onor del vero noi crediamo che ci siano delle illegittimità rispetto a quella vendita che, guarda caso, si è concretizzata nei giorni in cui dovevano essere consegnate le chiavi per avviare i lavori in danno alla società pur con un sacrificio iniziale del Comune di Lucera, ma questo l’ha deciso insieme a me il Consiglio Comunale mettendo le somme in bilancio».

Proprio in quel momento storico c’è stata dunque la cessione del bene. Pitta ha aggiunto che circa alcune questioni che non li riguardavano era stata notiziata a firma sua e del dirigente la Procura della Repubblica poiché a suo dire è bene che sulla questione si vada a fondo: in tal modo il sindaco ha risposto anche al consigliere Vincenzo Checchia, il quale si era fatto promotore della vicenda e aveva chiesto dall’inizio informazioni in merito al Sant’Anna e ad ipoteche comunali che gravavano sull’immobile. Quindi Pitta ha assicurato sulla base di tutto ciò che la questione va avanti velocemente, anche perché sarebbe stata fatta una ricognizione del dovuto, che non è il “nulla è dovuto” che si legge sull’atto di rogito notarile, fatto, questo, notiziato all’autorità competente: «I tempi a disposizione sono molto lunghi, però con una nota a mia firma e forse anche a firma dell’assessore al Contenzioso è stato intimato al dirigente e all’avvocato di sbrigarsi in merito alla revocatoria perché circa un’eventuale nuova cessione metterebbe il Comune nelle condizioni di una grave difficoltà di inseguire il recupero del dovuto e anche la veridicità di quegli atti». Si sarebbe allora accelerato sulla questione. Inoltre rassicurerebbe il fatto che vi è altresì un nuovo parere fornito dall’avvocato Ignazio Lagrotta, che indica alcune strade da seguire. Pitta ha però insistito sul discorso dell’azione revocatoria, la cui notifica di fatto bloccherebbe il bene per gli anni a venire, infatti «non si acquista un bene con un pregiudizio così importante», pertanto si starebbe procedendo per riattivare quanto notificato in passato alla vecchia società anche rispetto alla nuova, avendo cura di non sbagliare, ma «non perché il Comune sia nel torto, anzi, bensì per evitare un’ulteriore perdita di tempo, infatti le impugnazioni ne portano via tanto e noi abbiamo bisogno di riacquistare la fruibilità di quella piazza in un tempo ragionevole».

Questo dunque sarebbe allo stato attuale il quadro della situazione e la SCIA presentata costituirebbe soltanto il primo gradino di una scala molto alta ma…

Ma ecco che è di questa mattina un ulteriore colpo di scena che, proprio nel momento in cui si è parlato di revocatoria in Consiglio Comunale, ha fatto andare su tutte le furie il sindaco di Lucera che ha affidato a Facebook un suo breve ma incisivo e deciso sfogo: «È notizia di ieri che l’immobile dell’ex convento di Sant’Anna, in Piazza Duomo, sia stato nuovamente venduto, per la seconda volta in pochi mesi (cosa a mia memoria mai accaduta prima). Il problema per loro è che noi continueremo ad inseguirli, non ci fermeremo finché non avranno tolto quello scempio e ridato dignità alla nostra Città». Era già avvenuta la stessa cosa, come emerso pure durante l'interrogazione di Codirenzi e come sopra menzionato dal sindaco, a luglio scorso quando, proprio mentre da Palazzo di Città attendevano le chiavi dalla proprietà per iniziare i lavori in danno, ecco che il giorno successivo (dopo che i proprietari avevo riferito di non potersi incontrare con il sindaco e gli uffici comunali per la consegna di quelle chiavi) avveniva la cessione dell’immobile. Oggi, un’ulteriore cessione.

E siamo a tre!

L'impressione è che quei 400mila euro che gravano sul bene e che non vengono versati ormai da vent'anni, si stiano schivando.

I lucerini intanto sembrano alquanto rassegnati al destino ineluttabile di quel rudere, quasi accettandolo così com'è, forse perché non credono più ad una soluzione finale. Ma Pitta è deciso a non demordere ed a marcare a uomo l’avversario. Un avversario che ad ogni vendita sembra perdere i connotati rendendosi irriconoscibile.

Sarebbe interessante sapere cosa vorranno fare di quelle rovine e cosa ci verrà al loro posto: «Ce lo dicano una buona volta», ha affermato Pitta. Lucera è città di imprenditori occulti e di cultura. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa l'universo ormai sopito degli intellettuali e, soprattutto, quell’organismo che un tempo era ritenuto il braccio destro del decoro culturale di Palazzo Mozzagrugno e della città, la Pro Loco. In fondo, pro loco non vuol forse dire “a favore del luogo”?

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