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A Lucera sono in arrivo altre due centrali a biogas. La denuncia di Ventrella

«Ci rendiamo conto – ha proseguito Ventrella, il quale non riusciva a contenere la propria legittima rabbia – che già abbiamo aziende che trattano rifiuti a vario titolo? Ci mancavano solo altri due impianti oltre a quello di Maia Rigenera! Ma cosa si vuole fare di questa città?».

LUCERA – Un fulmine a ciel sereno l’interrogazione sollevata dal consigliere Angelo Franco Ventrella durante il Consiglio Comunale tenutosi lo scorso 30 novembre. Il quesito era rivolto al sindaco Giuseppe Pitta, responsabile della salute pubblica.

Ventrella ha informato che lo scorso 9 novembre, durante lo svolgimento della commissione speciale “Ambiente e salute pubblica” che presiede, i membri della stessa avevano appreso dall’ing. Pietro Savoia – dirigente del settore – che due imprenditori "forestieri" avevano presentato delle istanze per insediare due impianti di biogas nel territorio di Lucera in zona agricola, così il consigliere durante la seduta consiliare non ha potuto tacere: «Badate bene che per un solo impianto in altre città si fanno barricate, ma qui ne vogliono insediare due, più una procedura in itinere e dunque tre, quindi altro che capitale della cultura, qui andremo verso la capitale dei rifiuti, se non cominciamo a prendere provvedimenti!».

Ventrella ha voluto pertanto sapere da Pitta, dando per scontato che quest’ultimo fosse a conoscenza della cosa, che cosa avesse fatto o intendesse fare per allertare e informare la cittadinanza, che invece allo stesso modo dei consiglieri comunali non ne sapeva nulla. Le istanze sarebbero state peraltro presentate con la VAS, procedura semplificata che è meno di una SCIA, e in base a quanto detto dal consigliere, se non ci fosse stato lo stesso Savoia a vederle e a mettervi immediatamente mano, sarebbero passate senza se e senza ma.

«Ci rendiamo conto – ha proseguito Ventrella, il quale non riusciva a contenere la propria legittima rabbiache già abbiamo aziende che trattano rifiuti a vario titolo? Ci mancavano solo altri due impianti oltre a quello di Maia Rigenera! Ma cosa si vuole fare di questa città?».

Il consigliere ha voluto dunque sapere da Pitta se per allertare la cittadinanza volesse fare un manifesto o un comizio pubblico e ha sottolineato che Lucera ha già subito aggressioni insopportabili: «Ci stanno svendendo in tutti i modi, quindi dobbiamo cercare almeno di sventare quest’altra minaccia».

Il sindaco ha dunque chiarito nella propria replica che lui stesso e tanti consiglieri lì seduti si espressero nella passata amministrazione consiliare in maniera contraria rispetto a ogni tipo di discarica e quindi all’insediamento di nuovi impianti nel territorio di Lucera. Pitta ha però fatto notare che il dirigente male aveva fatto a non comunicare il fatto anche a lui e in riferimento all’intervento di Ventrella ha parlato di «populismo da quattro soldi» chiedendo a chi si rivolgesse, Ventrella, nel parlare di "svenderci in tutti i modi", la qual cosa ovviamente non è piaciuta al suo interlocutore, che in fin dei conti aveva messo in luce «l’ennesimo tentativo di aggressione nei confronti di Lucera, città d’arte».

Notando che il dibattito era ormai difficile da gestire, il presidente Pietro Di Carlo ha risolto la faccenda, come sempre d’altronde, dichiarando chiusa l’interrogazione per procedere oltre. A dire il vero il tempo per le interrogazioni era anche scaduto da parecchio.

Questione chiusa, insomma, ma in realtà il caso si è solo appena aperto.

Greta Notarangelo

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