LUCERA – (Comunicato stampa) Con 112 sì, 59 no e 9 astenuti è stata approvata in Senato in quarta lettura la legge di riforma costituzionale della giustizia che porta anche alla separazione delle carriere dei magistrati.
Il 7 febbraio 2026, poi, il Consiglio dei Ministri, a seguito dell’accoglimento da parte della Corte di Cassazione sul testo del referendum da proporre sulla riforma costituzionale della giustizia, ha deciso di confermare la consultazione per il 22 e 23 marzo, integrando il quesito con gli articoli della Costituzione che vengono modificati dalla riforma della giustizia.
Terminato il lungo iter parlamentare e l’esame della Corte di Cassazione, la legge, quindi, sarà sottoposta al referendum confermativo dei cittadini, nei giorni 22 e 23 marzo 2026.
Infatti in base all’art. 138 le leggi di revisione della Costituzione sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne faccia domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali, mentre non si fa luogo a referendum solo se la legge viene approvata nella seconda votazione da ciascuna delle camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
Cosa prevede, in sintesi, il testo approvato dal Parlamento?
CARRIERE DISTINTE
Nel sistema attuale i magistrati ricevono un’unica formazione e, dopo il concorso, possono scegliere di svolgere la funzione giudicante o quella requirente, potendo cambiare funzione entro i primi dieci anni di attività. Prima della riforma Cartabia questo cambiamento poteva avvenire fino ad un massimo di 4 volte per l’intera carriera, possibilità ridotta poi nel 2022 a una sola volta.
La riforma Nordio modifica l’art. 104 della Costituzione aggiungendo all’attuale formulazione, secondo cui “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, il seguente inciso: “è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”. La modifica comporta che il magistrato debba scegliere all’inizio della propria carriera e in modo definitivo se esercitare le proprie funzioni come Giudice o come Pubblico Ministero e la scelta sarà irrevocabile. Dopo la modifica del dettato costituzionale, le regole dettagliate della separazione delle carriere, in fatto di concorsi, funzionamento degli organismi di formazione e modalità di scelta della carriera, dovranno essere dettate dalla riforma dell’ordinamento giudiziario.
DOPPIO CSM
Come conseguenza della separazione delle carriere, l’attuale Consiglio Superiore della Magistratura, organo unico di autogoverno presieduto dal Presidente della Repubblica con funzione anche disciplinare, sarà diviso in due diversi organi, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, ma la funzione disciplinare sarà affidata ad un nuovo organo istituito ad hoc e denominato Alta Corte disciplinare.
Tolta la funzione disciplinare i due CSM si occuperebbero quindi di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzione ai magistrati.
Attualmente i consiglieri laici del CSM, cioè giuristi e avvocati di chiara fama, vengono votati dal Parlamento mentre i membri togati, cioè i magistrati in servizio, sono eletti dai magistrati attraverso il meccanismo delle correnti.
Con la riforma Nordio si introduce il meccanismo del sorteggio.
Tolti i membri di diritto, che sono, il primo presidente di Cassazione nel CSM della magistratura e il Procuratore Generale della Cassazione nel CSM della magistratura requirente gli altri membri, laici e togati saranno estratti a sorte, per un terzo da un elenco di avvocati e professori, compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, da un elenco di magistrati rispettivamente giudicanti e requirenti.
I membri designati resteranno in carica quattro anni, e non potranno partecipare al sorteggio per la consiliatura successiva.
I due vicepresidenti saranno estratti a sorte tra i componenti laici dei rispettivi Consigli.
ALTA CORTE DISCIPLINARE
Modificando l’art. 105 della Costituzione, la Riforma istituisce un nuovo organo di rilevo costituzionale, che assume alcuni compiti finora ripartiti tra il CSM e la Corte di Cassazione in materia di giurisdizione disciplinare nei riguardi di magistrati ordinari, giudicanti e requirenti.
L’Alta Corte sarà composta da 15 magistrati, in carica per 4 anni senza possibilità di rinnovo.
Tre dei 15 magistrati saranno nominati dal Presidente della Repubblica da un elenco di professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno 20 anni di esercizio, altri tre sempre laici saranno estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune, sei saranno estratti a sorte tra i magistrati giudicanti e tre estratti a sorte tra quelli requirenti, con almeno 20 anni di esercizio di funzioni giudiziarie e che svolgono o hanno svolto funzioni di legittimità.
Il Presidente dell’Alta Corte verrà nominato tra i membri scelti dal Capo dello Stato o dal Parlamento.
Le decisioni dell’Alta Corte potranno essere impugnate davanti alla stessa Corte, che dovrà giudicare in composizione diversa, senza la partecipazione dei membri che avevano assunto la decisione nella sentenza impugnata.
L’incontro che si terrà il prossimo 21 febbraio nel Salone di Rappresentanza del Circolo Unione 1860 a Lucera a partire dalle ore 18:30, evento organizzato dalle associazioni FOCSE (Formazione Orientamento Competenze Educazioni) e CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti) intende sottoporre ai partecipanti una “riflessione” sulla portata delle nuove norme costituzionali e gli effetti per i cittadini e l’andamento della giustizia.
Relatore di questo importante appuntamento sarà il Prof. Emerito Avv. Enrico Follieri e sarà preceduto dai saluti del Sindaco di Lucera Avv. Giuseppe Pitta, dell'Avv. Giuseppe Agnusdei, dalla Dott.ssa Maria Antonia Camarca per l'Associazione CIDI e dal Dott. Giuseppe De Sabato per l'Associazione FOCSE.
Il Frizzo
