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Migliori amiche. Il docufilm di Luciano Toriello per non dimenticare

Il 14 marzo 1998 Nadia Roccia, studentessa modello dell'Istituto magistrale "Poerio" di Foggia, si reca presso il garage di proprietà della famiglia di Annamaria Botticelli per trascorrere un pomeriggio di studio con lei e Mariena Sica, sue MIGLIORI AMICHE. Per mano loro troverà invece la morte, una morte atroce quanto assurda, una morte che ha scosso le coscienze, suscitando dolore, rabbia, pietà, ma soprattutto sconcerto, come tutto ciò che sfugge alla logica razionale che guida, o almeno dovrebbe guidare, le relazioni umane.

Episodi come questo generano un effetto destabilizzante, perché quel che non si comprende fa paura.

MIGLIORI AMICHE, docufilm realizzato dal giovane regista lucerino Luciano Toriello, ripercorre le fasi salienti della vicenda che pose la piccola comunità di Castelluccio dei Sauri sotto i riflettori. Frutto di meticolosa ricerca, di studio attento di fonti dell'epoca, il docufilm non si limita a ricostruire i fatti, ma amplia il campo d'indagine concentrandosi sul contesto socioculturale che ne fa da sfondo e cercando di comprendere, mediante il necessario supporto di esperti, le dinamiche psicologiche che possano aver provocato tale tragedia.

Luciano Toriello, dunque, non esprime giudizi, nè ha la presunzione di fornire risposte:a tutt'oggi, ad esempio, non c'è chiarezza riguardo al movente dell'efferato delitto. Il giovane regista sente piuttosto il dovere morale di ricordare la vittima, Nadia Roccia, di rinnovarne, dopo lungo silenzio, la memoria, per non ucciderla due volte.

Accade spesso infatti che, dopo un gran parlare, e non sempre nel rispetto del dolore della parte lesa e della sua famiglia, su questi episodi agghiaccianti cali il sipario, come se una vita, la vita, fosse al centro di un grande talk show di dubbio gusto; e poco importa l'ambientazione: Castelluccio dei Sauri come Avetrana, Novi Ligure come Garlasco.

Le opere di qualità, che si tratti di letteratura, di arte o di cinematografia, per essere tali devono indurre alla riflessione, devono evocare sentimenti e, perché no, insegnare a districarsi nei meandri non sempre facili delle relazioni che alimentano la nostra vita. A me sembra che il docufilm MIGLIORI AMICHE abbia centrato questi obiettivi, e allora grazie a Luciano Toriello, al suo sguardo sempre attento alle esigenze e alle criticità del territorio, alla sua profonda sensibilità, virtù oggi assai rara.

Adelia Mazzeo

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