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A Lucera la rigenerazione della DC parte da Lucia Altilia

«A Lucera inizia una nuova stagione per la Democrazia Cristiana».

Ad affermarlo è il responsabile cittadino e provinciale della gloriosa Balena Bianca e Consigliere Nazionale della Democrazia Cristiana - Libertas, Gerardo Lanza, il quale fissa alla data dello scorso 15 ottobre «una data storica per Lucera, perché la storia non si archivia con un colpo di spugna». Da tempo Lanza sta lavorando all'organizzazione della DC sul territorio per riportare alla luce i valori dello Scudocrociato che ha visto in don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi due grandi pionieri della concezione della politica come valore reale del popolo. Un po' per volta si sta muovendo avvicinando tanta gente che nella politica "babeliana" e confuisionaria odierna non riesce a riconoscersi perché i valori dell'identità e della riconoscibilità dell'azione politica sono crollati. E da tempo!

Nei prossimi giorni Lucera vedrà l'inaugurazione della sede del partito ed intanto, dopo una meticolosa ricerca che mirava alla individuazione di una figura femminile a cui affidare il coordinamento e la segreteria locale, Lanza annuncia finalmente la sceglie di «ripartire con un segnale forte di rinnovamento e di futuro con la nomina di Lucia Altilia a Segretaria Sezionale. Una donna, una figura di impegno, di competenza e di radicamento nel territorio, vicina al Mondo Cattolico, chiamata a guidare la sezione in questa fase di rilancio. Una figura che sarà al fianco dei cittadini più bisognosi, con attenzione alle loro esigenze e alle loro problematiche».

Ci tiene a farsi portavoce, Lanza, di coloro i quali tengono a sottolineare che «non siamo affatto nostalgici di un partito appartenente a un passato ormai lontano, ma ci riconosciamo nei valori di don Luigi Sturzo, che ebbe il coraggio di lottare per le proprie idee, promuovendo la libertà e il rispetto della persona umana. Siamo impegnati nella realizzazione di un progetto di rinnovamento della politica, che rimetta il cittadino al centro dell'azione politica e delle scelte amministrative».

Ecco perché «la Democrazia Cristiana si rivolge a tutti gli uomini e le donne liberi e forti, invitandoli a unirsi per tutelare il diritto alla vita e promuovere una società fondata sui valori della dignità umana e della solidarietà. Siamo un partito che affonda le proprie radici nel rispetto di ogni persona, indipendentemente dall'etnia o dalle convinzioni individuali, e che si oppone a ogni forma di discriminazione, sia essa umana, politica o sociale».

L'idea di questa nuova fase è tutta riassunta in quel manifesto che reca la firma del Segretario Nazionale della DC-Libertas, Sabatino Esposito, che non a caso sceglie di intitolare: "La rigenerazione della Democrazia Cristiana: un nuovo centro per un’Italia libera, giusta e prospera".

Lo scroso 24 settembre, infatti, da Roma parte la riflessione sulla attuale «crisi sociale ed economica senza precedenti», sulla «perdita di centralità dell’Italia nello scenario internazionale e al progressivo logoramento delle garanzie costituzionali, le donne e gli uomini della Democrazia Cristiana lanciano un appello accorato al Paese per la rigenerazione dello Scudo Crociato».

L’Italia – scrive Esposito – vive una stagione segnata dalla continua contrapposizione tra schieramenti opposti e populismi sterili. «Questa deriva, fondata sulla polemica quotidiana anziché sul dibattito di merito, ha isolato la nostra nazione in Europa e nel mondo, lasciando le famiglie e le imprese sole ad affrontare l’aumento del debito pubblico, le sfide energetiche e la crisi dello Stato sociale.

Rifacendosi alla lezione del personalismo e del comunitarismo di grandi padri del pensiero politico come Giorgio La Pira, Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier, la Democrazia Cristiana ribadisce che la politica deve tornare a essere uno strumento per il bene comune, fondato sull'etica e sul rispetto assoluto della persona umana».

Ma quali sono i pilastri su cui poggia l'azione politica della DC?

Innanzitutto «la difesa intransigente della Costituzione e delle Istituzioni: La DC esprime forte preoccupazione per i continui attacchi alla Carta Costituzionale, alla Presidenza della Repubblica e alla Magistratura. La vera stabilità democrate non si ottiene con forzature autoritarie, ma garantendo la separazione dei poteri e la tutela dei diritti di tutti».

Non poteva mancare un passaggio sulla riforma elettorale e sulla democrazia partecipata: «Per sanare il distacco tra cittadini e Palazzo, occorre superare leggi elettorali distorsive e ripristinare un sistema proporzionale puro con preferenze dirette e sbarramento al 3%. Solo consentendo agli elettori di scegliere i propri rappresentanti si restituisce piena sovranità al popolo».

La politica deve garantire «piena trasparenza e contrasto al conflitto d'interessi: È ora di separare nettamente l'interesse privato dalla gestione della cosa pubblica – afferma il Segretario Nazionale –. La DC propone l'incompatibilità assoluta tra ruoli parlamentari o di governo e cariche in enti o associazioni che beneficiano di fondi e risorse pubbliche».

Altri aspetti investono, poi, la sovranità industriale ed energetica: «L'Italia deve superare i ritardi di modernizzazione rispetto ai grandi player globali. Serve un piano strategico nazionale per il Made in Italy, l'agroalimentare, le PMI e l'energia, che metta al sicuro gli asset strategici del Paese».

Un alltro punto del manifesto pubblicato sul sito nazionale della Democrazia Cristiana riguarda l'autonomia politica in Europa e il dialogo globale: «Un'Europa forte non si costruisce sul riarmo o sulle divisioni, ma su una reale federazione politica d'ispirazione europeista e atlantica, capace di dialogare con moderazione e fermezza nel bacino del Mediterraneo e nello scacchiere internazionale».

La DC deve inoltre far fede ad una alleanza generazionale per il futuro, proprio perché le giovani generazioni appaiono oggi «vittime di un sistema che ha sostituito i diritti con l'incertezza e la propaganda con l'inganno politico. Educare alla democrazia significa spiegare che pagare le tasse è un dovere civico, ma che pretendere una scuola pubblica di qualità, un lavoro dignitoso, la tutela dell'ambiente e una sanità efficiente è un diritto costituzionale inalienabile».

«La libertà – conclude il nucleo dirigente della Balena Bianca – è stata pagata a caro prezzo e indietro non si torna». Per questo «invitiamo tutte le forze vive del Paese, dal mondo del lavoro a quello dell’impresa, dalle associazioni culturali ai movimenti laici e cattolici, a unirsi a noi per costruire una nuova stagione di riscatto civile, giustizia sociale e stabilità democratica».

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