"Non scholae, sed vitae discimus", recita una celebre sententia di Seneca, e gli studenti di Lucera hanno dato prova questa mattina di aver appreso la lezione sfilando in un corteo pacifico che ha attraversato il centro della città, spostandosi poi al presidio Tamoil per mostrare la loro concreta solidarietà ai camionisti, e giungere infine a Palazzo Mozzagrugno, dove i rappresentanti di Istituto hanno dialogato con il Sindaco ricevendo i suoi apprezzamenti per l'impegno profuso.
Queste le riflessioni di uno di loro, Matteo Galasso, studente di V B indirizzo scientifico del Liceo Bonghi Rosmini: «Vedere lavoratori e studenti scendere in piazza insieme, con questa coordinazione, è la prova schiacciante di quanto siamo uniti e determinati.
Le nostre priorità sono chiarissime: pretendiamo misure concrete contro il carovita e l'aumento dei carburanti, dinamiche che stanno letteralmente mettendo in ginocchio le famiglie e il mondo del lavoro. Allo stesso tempo, contestiamo con forza i tagli all'istruzione, perché stanno svendendo il futuro di noi giovani.
Oggi abbiamo voluto dimostrare questa solidarietà nei fatti: siamo andati a parlare direttamente con i camionisti fermi vicino al presidio Tamoil, ascoltando dalla loro viva voce le difficoltà di chi lavora sulla strada ogni giorno.
A fine manifestazione ci siamo mossi verso il “Palazzo Mozzagrugno”, dove il Sindaco ha ricevuto una delegazione dei rappresentanti di tutti gli istituti (di cui facevo parte anch'io). È stato un confronto davvero positivo e costruttivo: il Primo Cittadino si è mostrato molto comprensivo verso le nostre rivendicazioni e ha espresso un sincero apprezzamento per il nostro impegno civico e per l'interesse che dimostriamo per la comunità.
La partecipazione di oggi dimostra una cosa semplicissima: non abbiamo più alcuna intenzione di rimanere da parte a guardare. Se le istituzioni continueranno a far finta di nulla, saremo noi a fare la nostra parte e a pretendere un cambiamento reale».
Studenti consapevoli, dunque, responsabili, capaci di guardarsi intorno con occhio critico e volontà di migliorare la società in cui vivono, in barba ai brontoloni, ai disfattisti, a tutti quelli che si piangono addosso senza muovere un dito, a quelli che continuano a ripetere stancamente, e ingiustamente, che manifestazioni motivate come quella di oggi siano dei pretesti "per non andare a scuola", a quelli che vedono in un corteo organizzato, pacifico, certamente rumoroso e variopinto, e guai se così non fosse considerata la giovane età dei partecipanti, un "atteggiamento da gita scolastica".
Abbiamo solo da imparare.
L'unico mio rammarico è che poche fossero le figure di educatori presenti a supportarli, impegnati forse ad adempiere ai mille impegni, spesso inutili, di una Scuola sempre più burocratizzata e lontana dalla realtà.
L'educazione civica è ormai giustamente contemplata in tutte le discipline ma dubito che una lezione teorica, per quanto accurata, possa mai sortire l'efficacia di una esperienza vissuta.
"Compiti di realtà" li chiamavano un pò di tempo fa, non so se l'espressione sia ancora in uso...
Espressioni allettanti, sigle innumerevoli e incomprensibili, una altisonante quanto vuota retorica abbondano infatti oggi nelle nostre scuole: l'apoteosi della forma che spesso, come la Grande Storia ci insegna, denota assenza di sostanza.
Ebbene, io quella sostanza questa mattina l'ho vista per le strade di Lucera, in una folla colorata e festante di studenti, con i loro sogni nel cuore e con gli occhi rivolti, per una volta, non allo smartphone, ma al futuro.
Adelia Mazzeo
