Dalla legalità all'ambiente, lo “zero assoluto” di De Finis: Palazzo Mozzagrugno tace mentre il suo territorio viene svenduto e sventrata la sua storia.
LUCERA – (Comunicato stampa) A Palazzo Mozzagrugno, va in scena il paradosso più singolare dell’amministrazione Pitta: abbiamo un Assessore alla Legalità, il dottor Micky De Finis, che da un lato vanta una condanna definitiva della Corte dei Conti a risarcire 56.423 euro alla Provincia di Foggia per danno erariale, e dall’altro brilla per un immobilismo amministrativo da record.
Lucera possiede ben 25 beni confiscati alla criminalità organizzata. Un patrimonio enorme che, per legge e per il nostro regolamento comunale approvato con Delibera di Consiglio nel 2019, dovrebbe essere restituito alla collettività per scopi sociali, culturali e di inclusione lavorativa. Invece, scorrendo l'ultimo report del patrimonio aggiornato in tempo reale al 29 gennaio 2026, abbiamo scoperto che per quattro immobili strategici la dicitura ufficiale recita ancora, immutata da anni: “In corso istruttoria avviso per la concessione del bene”. Vogliamo mostrare chiaramente a tutti i cittadini che questi quattro beni fantasma lasciati a prendere polvere si trovano in Piazza San Giacomo, in Contrada Montaratro e in Via Federico II.
Il Regolamento Comunale impone chiaramente all'Articolo 3 che l'Assessore alla Legalità ha il compito di coordinare l'unità tecnica e dare l'impulso politico alla Giunta per l'aggiornamento dell'Albo e la pubblicazione dei bandi. De Finis avrebbe dovuto semplicemente fare il suo lavoro: firmare una direttiva per chiudere queste eterne istruttorie e pubblicare i bandi di gara per assegnare le chiavi di questi locali alle associazioni di volontariato, ai giovani e al terzo settore di Lucera, facendo apporre le targhe della legalità bianche e rosse per dire ai cittadini che lo Stato ha vinto. Invisibili e fermi al palo risultano purtroppo anche i settori del Personale e del Contenzioso: il risultato che ci troviamo davanti in tutti i suoi uffici è lo zero assoluto. Nessun bando, nessun atto d'impulso, nessuna comunicazione alla città.
L'intera cittadinanza ha potuto costatare come l'unica reale attività pubblica dell'Assessore sia rivolta esclusivamente a marcare la propria vicinanza al Movimento 5 Stelle e ai suoi leader nazionali. Poiché il suo mandato ufficiale a Palazzo Mozzagrugno non viene di fatto svolto in nessuno dei settori assegnati, appare chiaro che questo attivismo squisitamente politico sia funzionale soltanto ai futuri progetti e alle strategie personali del Sindaco.
Il paradosso dello zero assoluto si ripete identico nell'altro strategico settore affidato a De Finis: l'Ambiente. Mentre i lucerini respirano da anni miasmi insopportabili senza che l'assessorato abbia mai installato centraline di controllo, sopra le nostre teste stanno per abbattersi tre mega-progetti eolici. Il Comune non ha inviato nessuna osservazione contraria ai ministeri, né fatto ricorso al TAR per difendere il territorio.
Se i progetti minori "Palmori" (49,6 MW) e "Foggia-Lucera-Troia" (80 MW) vengono solo accennati, la vera pietra tombale sul nostro paesaggio si chiama progetto "Fenice" della ditta NVA Fenice S.r.l.
I dati ufficiali di questo mostro industriale sono spaventosi:
- Potenza complessiva: ben 367,2 Megawatt (MW).
- Numero di Maxi-Pale: saranno installati 51 aerogeneratori.
- Potenza e dimensioni: ogni singola pala produrrà 7,2 MW e raggiungerà l'altezza record di 261 metri alla punta della pala, con piloni fissi alti 175 metri.
- I Comuni toccati: le pale e una rete di 234 chilometri di cavidotti interrati sventreranno i territori di Lucera, San Severo, Torremaggiore, Pietramontecorvino, Castelnuovo della Daunia e Foggia.
L'aspetto più grave è il rischio archeologico medio-alto. Le relazioni depositate al Ministero dell'Ambiente svelano che le maxi-pale del progetto Fenice colpiranno direttamente la storia del nostro territorio nei seguenti punti: una delle maxi-pale verrà installata ad appena 280 metri di distanza dall’area dell’antico insediamento dell'età romana.
In zona Masseria Venditti e Contrada Panetteria: il panorama e il sottosuolo verranno stravolti da ben quattro pale posizionate a ridosso di queste due zone storiche.
In zona Masseria Palmori: i lavori delle ruspe sventreranno l'area in cui si trovano importanti tracce del nostro passato, spingendosi fino a una vicina zona sepolcrale.
In zona Masseria Lamiozza: questo importante luogo storico verrà stretto nella morsa ravvicinata di altre due pale eoliche.
Poiché il progetto a Roma è ancora “In attesa concerto”, la partita è apertissima e ad oggi il Comune può attivarsi subito in tre modi: portando d'urgenza in Consiglio Comunale una variante al PUG per dichiarare le nostre contrade e le aree storiche aree non idonee e incompatibili con l'eolico selvaggio; negando i permessi stradali per i tir e i cavidotti in sede di Conferenza dei Servizi regionale per l'Autorizzazione Unica; dando mandato immediato all'ufficio Contenzioso per impugnare il Decreto finale del Ministero non appena verrà emanato, chiedendo a un giudice la sospensione dei lavori. Finché siede sui banchi della Giunta di Lucera, De Finis ha il dovere di tutelare e produrre atti per i lucerini. I beni sottratti alle mafie, la terra e la storia appartengono alla nostra comunità e noi di Orizzonti Futuri continueremo a vigilare affinché quelle porte vengano finalmente aperte e il nostro agro non venga svenduto.
Movimento Politico Orizzonte Futuri
La Segreteria: Francesca Niro, Rosalia Nappa, Giada Montuori
Consigliere Comunale: Francesco Aquilano
