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Lucera. E ci risiamo con gli incarichi ad amici e conoscenti

Dopo l'insuccesso elettorale a Lucera, Tutolo distribuisce un po' di briciole in Regione. Proprio lui e gli amici e conoscenti che andavano sempre predicando moralismo e facendo le pulci a chi in passato riceveva degli incarichi professionali peraltro meritati per competenza e professionalità ed invocando a gran voce sorteggi e selezioni.

Il consigliere regionale Antonio Tutolo è caduto nuovamente come una pera cotta sulla distribuzione di prebende ad amici e conoscenti.

C'è chi fa politica per passione, chi per dovere civico, altri per passatempo facendo credere chissà quale impegno ci mettano. Infine c'è chi la fa addirittura perché "c'ha famiglia".

Incassata la sonora sconfitta elettorale subita in occasione delle scorse consultazioni comunali a Lucera e tramontato il sogno di mettere ancora una volta il cappello sulla macchina amministrativa, gli appetiti di alcuni devono esser rimasti in larga parte insoddisfatti e qualche mugugno si sarà fatto sentire lassù da parte di chi magari si sentiva già assessore o giù di lì.

Non sia mai aspettarsi una qualche preoccupazione del grande capo su come tenere a bada chi probabilmente scalpita o fa i capricci o manifesta qualche mugugno.

Tra le prerogative di un consigliere regionale rientra la facoltà di nominare due collaboratori con mansioni impiegatizie e contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze della Regione.

In gergo sono chiamati "portaborse".
Forse dovrebbero meglio chiamarli "portavoti".
Pochi voti, in questo caso, se si consideri la batosta subita, ma tanto basta evidentemente.

In quest'ottica si inquadra (tutto in regola, per carità!, solo che poi devi giustificare perché quando erano altri a farlo sbraitavi e ti facevi il buon popolo chiedendo selezioni e sorteggi aperti a tutti) l'assunzione della dott.ssa Carmen Antonetti, già iscritta all'albo ma autosospesasi in vista dell'incarico con salario regionale pari ad euro 1.355,00 mensili (netti euro 1.191,00… Anzi Antomillecentonovantunonetti come da CCNL parametrata alle ore svolte).

Certo nulla di paragonabile all'appannaggio di un consigliere regionale il quale per l'espletamento del mandato riceve più di diecimila euro mensili che, se andiamo a parametrare alla produzione svolta mensilmente, al territorio non rimane assolutamente nulla. Senza dimenticare la bella pensione che si va ad incassare terminato il mandato (o i mandati).

Mandato gravosissimo, dicevamo, se si consideri che ad esempio potrebbe essergli richiesto di presenziare vieppiù a pallosissime conferenze ai margini di una chiesa e di un bosco ormai senza più alberi dove, magari con l'avallo di un ex rettore universitario (esistono), si indica come obiettivo la coltivazione di ortaggi nella cinta muraria di una fortezza medievale (e magari, aggiungiamo, una battuta di caccia alla volpe). Per fortuna non siamo in Egitto, altrimenti il buon rettore avrebbe trasformato la piramide di Cheope in una pizzeria.

Funzioni tanto deliranti quanto usuranti come si vede.

Ma non è tutto.

Tra fuochi di artificio e spari di cazzate varie, si può essere chiamati addirittura a barattare l'accorpamento/chiusura di un ospedale (sempre da quelle parti) con una candidatura regionale.

Insomma... compiti pesantissimi per i quali diecimila euro sembrano pochi.

Ma non è il caso nostro. Si tratta soltanto di esempio.

Pertanto restiamo sul tema che attiene più strettamente agli incarici agli amici stretti com'è il caso della dottoressa Antonetti (anzi, Antomillecentonovantunonetti), la quale non può ambire a diecimila euro al mese e sembra abbastanza soddisfatta del minincarico tanto da autosospendersi dalle funzioni di avvocato con una felicità che traspare anche dalla foto pubblicata sul social ove in compagnia di ben noti amici si recava a Bari, probabilmente per formalizzare l'assunzione apponendo il suo prezioso autografo sulla documentazione. Al riguardo fa fede la data. «Anche se ho abbandonato il mare per qualche ora, ho trascorso una bella giornata in vostra compagnia!» è stato il suo commento.

In ogni modo, se lo stipendio le potrà sembrare stretto, sempre meglio di quando diceva di essere stata scambiata con un forno a micro-onde per preparare la colazione a casa, costretta com'era ad adempiere alle difficilissime funzioni di consigliera comunale, magari consolandosi la sera, prima di consegnarsi alle braccia di Morfeo, per addormentarsi guardando ammirata il portaritratto (che pure diceva di tenere fisso sul suo comodino) con la foto del suo beniamino-benefattore del fresco contratto in Regione Puglia.

In fin dei conti il nostro caro (molto caro!) consigliere regionale ha finalmente riabilitato quei politici che egli stesso definiva "maiali" da palchi e camioncini. E lo ha fatto con un revisionismo storico senza precedenti.

Alla fine la colonna sonora di questo bellissimo film ai titoli di coda non è mai cambiata, anzi ha raddoppiato o, forse, triplicato: "CHE COLPA NE HO SE IL CUORE È UNO ZINGARO?".

E VÀ…!

Il Frizzo

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