loader

Lucera. Consiglio Comunale, il virus "inverter" di Mario Coccia colpisce ancora

LUCERA – Come sempre accade da molto tempo nella fase delle interrogazioni (a dire il vero accadeva, a volte, anche quando il consigliere di cui parleremo era in maggioranza con Tutolo sindaco), anche durante l’ultimo Consiglio Comunale dell'11 dicembre scorso il consigliere di maggioranza Mario Coccia ha pensato bene, o male, di chiedere lo spostamento dell’accapo relativo alle stesse in coda all'ordine del giorno previsto per quella seduta, e ovviamente, come pure spesso accade, la consigliera Francesca Niro (che invece non aveva nulla da obiettare quando talvolta avveniva la stessa cosa con Coccia insieme a lei in maggioranza e Tutolo sindaco), esausta rispetto a una situazione che si ripete ormai da tempo, ha deciso di intervenire per chiarire una volta per tutte il proprio punto di vista a riguardo: «Presidente, posso dire che mi infastidisce questa goliardia su un punto come quello che viene definito il dogma Coccia? Che secondo me è quanto di più irriverente e irrispettoso delle prerogative del Consiglio Comunale e in particolare dei consiglieri che si fanno portavoce delle istanze dei cittadini e dei problemi della città: mettere in coda le interrogazioni significa dare questo valore alla città e alla voce dei concittadini che noi rappresentiamo». Il riferimento era ovviamente alla battuta, ormai diventata famosa più dello stesso Coccia, fatta puntualmente dal consigliere Davide Colucci, per il quale ogni occasione è buona per scherzare, ogniqualvolta proprio Coccia chiede di mettere in coda le interrogazioni, cioè praticamente sempre. Occasioni in cui mancavano soltanto qualche ciotola di tarallucci e qualche bottiglia di vino.

Non era dello stesso parere il sindaco Giuseppe Pitta: «Purtroppo puntualmente si ripropone il tentativo da parte della consigliera Niro di far passare un messaggio che non esiste: è noto che le interrogazioni non si esauriscono mai nell’ora stabilita dal regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, pertanto, se si chiede la loro posticipazione, è per permettere di affrontare subito senza stanchezza gli accapi all’ordine del giorno per votare scientemente; inoltre, in cinque anni non è stato mai né da parte mia né degli assessori presenti disertato il momento delle interrogazioni».

Niro ha però ribadito nella successiva fase delle dichiarazioni di voto la propria contrarietà a quella proposta che a suo dire non era fatta una tantum, bensì costantemente reiterata in ogni seduta, una costante che «denota mancanza di interesse da parte del Consiglio, il quale non è formato solo dagli assessori, ma anche dai consiglieri che puntualmente alla fine vanno via, quindi mi sembra una mancanza di rispetto nei confronti delle questioni che si sollevano durante le interrogazioni». Ciò ha fatto ritenere alla consigliera che ci fosse la deliberata volontà di metterle in coda per una strategia politica. Allora a quel punto la consigliera, rivolgendosi al presidente, ha fatto una proposta e ha chiesto che venisse apportata una modifica al regolamento del Consiglio Comunale estrapolando il momento delle interrogazioni da quello di discussione delle varie proposte di delibera, in modo tale che le interrogazioni fossero oggetto della medesima attenzione riservata ai punti all’ordine del giorno e non semplicemente «un’appendice mal sopportata».

In realtà, in merito alla proposta di Niro, alla quale il presidente ha detto subito di associarsi, lo stesso Pietro Di Carlo aveva convocato svariate volte una conferenza dei capigruppo, da estendere anche ai gruppi politici non presenti in Consiglio, avente ad oggetto proprio la modifica del regolamento del Consiglio, della quale peraltro aveva già girato una bozza a tutti i capigruppo, ma nessun gruppo consiliare aveva risposto all’appello, cosicché il presidente, pensando che la faccenda non interessasse nessuno, aveva desistito. Va detto che già anni fa furono avanzate delle proposte miranti ad "estrapolare" dall'ordine del giorno le interrogazioni facendole divenire oggetto di singola convocazione, un po' come accade per il "question time" partlamentare, ma non se ne fece nulla.

È intervenuto in fase di dichiarazioni di voto anche il consigliere Francesco Di Battista, il quale ha spiegato che chiaramente il proprio voto era contrario rispetto alla richiesta del consigliere Coccia e ha tenuto a precisare, in merito a quanto detto dal presidente, che in realtà la capigruppo era quasi sempre deserta e non solo per quanto atteneva a quella questione. «Io continuo però a sostenere – ha proseguito Di Battistache comunicazioni e interrogazioni debbano venire prima di ogni altra cosa, per cui non ci sarebbe neanche bisogno di modificare il regolamento, ma basta interpretarlo nel modo che io ritengo essere quello giusto».

Si è quindi passati finalmente alla votazione della richiesta formulata da Coccia di invertire l’ordine del giorno e di posticipare l’accapo 3 all'ultimo punto, dalla quale sono risultati quindici favorevoli e sei contrari, ragion per cui la proposta è stata approvata.

Il Frizzo

Video in Primo Piano

Meteo

Le previsioni del Frizzo

PREVISIONI - LUCERA