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Lucera. Antonio Bernardi, lettera aperta a Sal Da Vinci e Nino D'Angelo

Cari Sal Da Vinci e Nino D'Angelo, desidero rivolgervi fin da ora un sincero ringraziamento per aver scelto Lucera e per aver deciso di regalare, nel prossimo mese di agosto, qualche ora di felicità, emozione e spensieratezza alla nostra comunità in occasione della festa di Santa Maria Patrona.

La vostra presenza sarà molto più di uno spettacolo. Sarà una festa popolare nel senso più autentico del termine: famiglie, giovani, anziani, lavoratori e pensionati che si ritroveranno insieme in piazza per cantare, sorridere e condividere momenti di gioia che resteranno nella memoria collettiva della città.

Già si intravedono le prevedibili smorfie di disapprovazione di certi salottini culturali per pochi intimi, sempre pronti a stabilire cosa sia degno di essere apprezzato e cosa no, come se il sentimento popolare avesse bisogno del loro permesso per manifestarsi.

Eppure la cultura non appartiene a una cerchia ristretta di presunti illuminati. La cultura vive anche nelle canzoni che accompagnano la vita delle persone, nelle piazze gremite, nelle emozioni condivise, nei ricordi che attraversano le generazioni e nei linguaggi che il popolo riconosce come propri.

Voi rappresentate da anni un patrimonio artistico capace di parlare direttamente alla gente. Senza filtri, senza snobismi, senza la necessità di compiacere quei circuiti autoreferenziali che troppo spesso confondono la popolarità con un difetto anziché con un merito.

Per questo la vostra presenza a Lucera avrà un significato particolare. Ricorderà a molti che la cultura non è soltanto quella che si consuma tra pochi addetti ai lavori, ma anche quella che riempie le piazze e unisce migliaia di persone attraverso la musica, i ricordi e le emozioni.

Fa sempre sorridere osservare come alcune delle critiche più severe arrivino da ambienti che amano definirsi progressisti. Ambienti nei quali non manca chi guarda con sufficienza il gusto popolare e chi sembra provare fastidio per tutto ciò che riesce davvero a coinvolgere le persone comuni.

Eppure, se davvero si vuole stare dalla parte dei lavoratori, bisognerebbe anzitutto rispettarli. Rispettare chi ogni mattina si alza presto per costruire il proprio futuro e quello della propria famiglia. Rispettare chi affronta sacrifici quotidiani e trova nella musica, nelle feste patronali e nei momenti di aggregazione un'occasione di serenità e condivisione.

Troppo spesso, invece, proprio alcuni nullafacenti da tastiera e professionisti della lamentela permanente si atteggiano a superiori, giudicando dall'alto chi vive del proprio lavoro e chi sceglie semplicemente di trascorrere una serata di festa in compagnia di artisti amati dal grande pubblico.

La verità è che le persone che mandano avanti il Paese con il loro impegno quotidiano meritano rispetto, ascolto e considerazione. E meritano anche momenti di svago e di gioia, senza dover subire lezioni di gusto da chi pretende di parlare in loro nome senza conoscerne davvero la vita.

Per questo vi ringrazio fin d'ora. Per aver scelto di essere a Lucera. Per aver scelto una piazza vera, fatta di persone vere. E per aver confermato, ancora una volta, che il successo più autentico non nasce nei salotti, ma nell'affetto sincero del popolo.

Vi aspetto con entusiasmo nella nostra città, certo che saprete regalare una serata indimenticabile nel cuore delle celebrazioni dedicate a Santa Maria Patrona.

Con stima e gratitudine.

Antonio Bernardi

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