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Lucera. Paolo Campo, la cultura sotto attacco e lo sviluppo industriale del sud

LUCERA – Lo scorso 14 novembre ha avuto luogo a Lucera presso l’Hotel Palace una Convention col candidato consigliere regionale del PD Paolo Campo e il senatore Francesco Boccia in vista delle Regionali in Puglia del 23 e 24 novembre.

Il primo a intervenire davanti ai numerosi presenti è stato colui il quale, insieme a Franco Forte, Umberto Cifaldi ed altri hanno organizzato l'incontro, vale a dire il consigliere Antonio Dell’Aquila, il quale ha in primo luogo evidenziato il legame forte e l’amicizia di lunga data che c’è tra lui e Campo: «Paolo l’ho conosciuto nel 1993, quindi sono più di trent’anni d’amicizia, e posso assicurare che è una persona di straordinaria capacità politica, mai calato dall’alto ma voluto dalla gente, oltre ad aver sempre avuto un bel rapporto con Lucera e i Monti Dauni». Dell’Aquila si è detto altresì felice di vedere tra il pubblico il segretario cittadino del partito Ivano Di Matto e l’assessore del PD Claudio Venditti.

D’altronde, se la politica consiste nel farsi carico dei problemi e nel rispettare e amare la propria terra, si può affermare con certezza che proprio Dell’Aquila non ha mai lasciato il partito soprattutto nei momenti di grande difficoltà dello stesso: non si può non ricordare quando il PD rischiò di svuotarsi ed egli si candidò sindaco mettendo insieme in tempi record una coalizione fatta di grandi appassionati della politica, anche se poi per pochissimi voti non riuscì a fare il consigliere comunale, salvo riscattarsi tempo dopo.

Con grande sorpresa dei presenti ha poi preso la parola il senatore Costantino Dell’Osso, figura storica della politica lucerina e non solo, il quale ha lamentato che la sua città oggi manca di valori. Dell’Osso ha tenuto poi a fare un passaggio sui due grandi scippi subiti da Lucera, il tribunale e l’ospedale, quest’ultimo da lui diretto in passato: si tratta di due temi che dovranno necessariamente essere affrontati da Campo, definito dallo stesso senatore persona onesta nonché l’unica figura giusta per portare avanti le istanze del territorio. «Se ciò porterà dei risultati – ha poi aggiunto – chiederò per Paolo il riconoscimento della cittadinanza lucerina».

È stato invece breve e chiaro l’intervento, o meglio il saluto, del segretario cittadino del PD Ivano Di Matto. A suo parere queste saranno delle elezioni che vedranno una grande affermazione del centrosinistra perché la vittoria di Decaro non è in discussione: «Per i lucerini è importante votare PD e vi invito a votare Paolo perché Lucera ha bisogno di essere inserita in un contesto politico istituzionale all’interno del quale deve avere dei referenti, e oggi l’unica forza politica a Lucera che può consentire a questa città di partecipare al dibattito politico regionale e di portare i suoi problemi, esigenze e istanze alla Regione Puglia è solo ed esclusivamente il PD, in questo momento lo strumento più utile che questa città possa avere quantomeno per affermare quelle che sono le sue esigenze; in Paolo, poi, noi in questi anni abbiamo sempre trovato un punto di riferimento, un amico che si è messo a disposizione di questa città senza riserve».

A confermare l’ormai riconosciuta e imminente vittoria del centrosinistra è stato subito dopo lo stesso Campo, il quale ha parlato di campagna elettorale in cui appare non esservi competizione in quanto l’avversario, il centrodestra, sembra scomparso, inabissato, con un candidato presidente oggettivamente non percepito dalla gente, tanto che molti danno per scontato che Decaro sarà il presidente e che addirittura lo sia già. «Mi sento davvero onorato – ha poi aperto una parentesi il candidato – delle parole che ha usato il senatore Dell’Osso, parole che mi toccano particolarmente perché sono consapevole che le questioni a cui egli ha fatto riferimento vanno prese sul serio». Quindi, Campo ha ricordato che le campagne elettorali le fanno i partiti e che le stesse servono anche a costruire relazioni, avviare processi e indicare possibili vie da percorrere sul piano politico: «Stasera si è creta un’occasione per mettere insieme tutti i protagonisti del riformismo lucerino, dunque comincerei dal valorizzare quest’aspetto: vuol dire che allora c’è un terreno possibile, uno spazio politico che si può percorrere assieme per provare a costruire un dialogo, un confronto, una visione a seguito di una lunga stagione caratterizzata da uno strabismo politico che ci ha fatto perdere una parte del nostro popolo». L’obiettivo per Campo deve essere il socialismo, non «quel che capita esercitandosi nella prassi riformista», a partire da una finanziaria in cui si spostano risorse da chi ne ha tante a chi non arriva a fine mese. Passando poi alla riflessione sull’attuale panorama politico nazionale, ha invitato a considerare che la cultura è sotto attacco e che è scomparso dall’agenda politica, fra le altre cose, il tema dello sviluppo industriale del sud.

Tornando alla politica locale, per il candidato a Lucera la sinistra ha vissuto anni di subalternità, così ora bisogna provare a mettere attorno a un tavolo le forze che si riconoscono in un progetto di centrosinistra per riguadagnare un peso politico, per il quale c’è bisogno di una classe dirigente coesa e stabile con capacità di mediare tra interessi diversi: «Bisogna tornare nei luoghi di discussione e partecipare alla vita di partito, e credo che Lucera sia una città che abbia questa possibilità».

È quindi intervenuta la sanseverese Mariella Romano, assessore al Comune di San Severo nonché candidata alla Regione con Decaro. Romano ha espresso delle bellissime parole di stima nei confronti di Campo, il quale a suo dire resta attualmente uno dei pochi fuoriclasse della politica nell’ambito di un centrosinistra che oggi è forte e vede protagonista un PD altrettanto forte: «Mi raccomando, cittadini di Lucera, sfruttate bene questa campagna elettorale che paradossalmente serve più alla città che ai candidati qui presenti stasera: sappiate far rinascere questa città ponendo fine al civismo, che non porta a nulla».

L’ultimo a prendere la parola è stato il senatore Boccia, il quale ha invitato a osservare che la destra in Italia non è maggioranza e che pertanto il nostro Paese non è nazionalista, anzi ha nelle sue radici il triplice solidarismo, quello di matrice cattolica, socialista e marxista, con la persona al centro e il mercato che non è altro che uno strumento per distribuire risorse e ricchezze a chi è meno fortunato. «La Meloni – ha poi constatato con amarezza Bocciaprende ordini da Trump e non fa squadra in Europa, e finora quello che ci ha regalato è solo conflitti, rabbia e l’aumento di decreti e pene ma, allo stesso tempo, dei reati contro il patrimonio e la persona».

Il senatore ha concluso dicendo di essere convinto che sia la Puglia che la Campania, che egli ha legato nella sua campagna elettorale, sono due grandi regioni del Mezzogiorno che si confermeranno essere di centrosinistra e avranno due Consigli Regionali molto forti.

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