LUCERA – (Comunicato stampa) «Ho letto con attenzione la nota dell'Assessore ai Lavori Pubblici e ai Finanziamenti, Giacomo Capobianco che conferma il problema che ho sollevato in Consiglio Comunale.
Purtroppo ho l'impressione che l'Assessore abbia risposto a un'interrogazione diversa da quella presentata in Consiglio Comunale, oppure che non ne abbia colto il reale contenuto.
La mia interrogazione, infatti, non contestava esclusivamente l'assenza del progetto esecutivo né riguardava soltanto il bando "Sport e Periferie 2026". Il tema era molto più ampio e riguardava il metodo con cui questa Amministrazione affronta le opportunità di finanziamento, la capacità di programmare, di organizzare il lavoro degli uffici e di costruire candidature realmente competitive.
L'Assessore, invece, dedica gran parte della propria risposta a una disamina tecnica sulla progettazione delle opere pubbliche, spiegando come ogni bando abbia caratteristiche differenti, come cambino i prezziari regionali e come spesso sia necessario adeguare i progetti.
Tutto corretto. Peccato che nessuno abbia mai sostenuto il contrario. Nessuno ha mai affermato che un progetto esecutivo possa essere utilizzato indistintamente per qualsiasi bando o che basti avere un'opera nel "cassetto" per ottenere un finanziamento.
Quello che ho sostenuto è ben diverso.
Oggi i Comuni possono accedere a centinaia di bandi regionali, nazionali ed europei che riguardano praticamente ogni settore dell'azione amministrativa: sport, cultura, turismo, scuola, politiche sociali, digitalizzazione, sicurezza, ambiente, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, innovazione tecnologica, giovani, imprese e molto altro.
Ridurre il dibattito esclusivamente alle opere pubbliche significa spostare il confronto su un tema che non era quello posto in Consiglio Comunale.
Quando parlo di programmazione dei bandi, mi riferisco alla necessità che il Comune si doti di un'organizzazione stabile capace di monitorare costantemente le opportunità, pianificare gli interventi, predisporre le candidature con anticipo, costruire partenariati e mettere gli uffici nelle condizioni di lavorare con metodo, anziché rincorrere ogni volta le scadenze.
Ed è proprio questo il nodo della questione.
So bene che gli uffici comunali operano quotidianamente con organici ridotti, carichi di lavoro elevati e continui adempimenti normativi. Proprio per questo ritengo che sia compito della politica organizzare l'Ente affinché gli uffici possano lavorare per programmazione e non in continua emergenza. Se necessario, ricorrendo anche a professionalità esterne specializzate nella progettazione e nell'ntercettazione dei finanziamenti, come già avviene in tanti altri ambiti dell'attività amministrativa.
Questa è la differenza tra un Comune che partecipa ai bandi e un Comune che costruisce nel tempo una reale capacità di attrarre risorse.
- Ed è questo il punto sul quale avevo chiesto risposte.
- Esiste una programmazione stabile dei bandi regionali, nazionali ed europei?
- Esiste un'attività permanente di monitoraggio delle opportunità?
- Esiste una strategia che consenta a Lucera di arrivare preparata quando vengono pubblicati gli avvisi?
A queste domande, purtroppo, la nota dell'Assessore non risponde. Anzi, contiene un passaggio che conferma proprio ciò che avevo evidenziato. L'Amministrazione ammette infatti che il Comune ha partecipato al bando "Sport e Periferie" con un punteggio di 72 punti e che, anche ottenendo i sei punti aggiuntivi derivanti dal progetto esecutivo, avrebbe raggiunto appena 78 punti, mentre l'ultimo Comune finanziato ne ha ottenuti 85.
Questa affermazione dimostra che il problema non era soltanto il livello della progettazione. Il problema era la competitività complessiva della candidatura.
Ed è proprio su questo che avrei voluto aprire una riflessione seria.
Partecipare ai bandi è un dovere. Presentare candidature realmente competitive dovrebbe essere l'obiettivo.
Vi è poi un altro aspetto che continua a non trovare risposta.
Nei mesi scorsi questa candidatura è stata accompagnata da comunicati e dichiarazioni dal tono particolarmente enfatico, tali da trasmettere ai cittadini l'idea che il Comune fosse concretamente in corsa per ottenere un importante finanziamento.
Oggi, invece, è la stessa Amministrazione ad affermare che il punteggio conseguito era ben lontano da quello necessario per accedere alle risorse.
Ed è qui che nasce la mia osservazione politica. La nostra osservazione politica!
Se era già evidente che la candidatura presentava margini estremamente ridotti di successo, era davvero corretto costruire una comunicazione così celebrativa?
Ritengo che la comunicazione istituzionale debba essere sempre completa, equilibrata e trasparente. È giusto informare i cittadini della partecipazione a un bando. Ma è altrettanto corretto rappresentare con onestà il livello di competitività della candidatura e le reali probabilità di ottenere il finanziamento.
Diversamente si rischia di trasformare la semplice presentazione di una domanda in un'operazione di propaganda, alimentando aspettative che gli stessi dati tecnici dimostrano essere poco realistiche.
Infine, resta senza risposta anche un'altra questione.
Se il Comune non dispone internamente di tutte le competenze necessarie per affrontare bandi sempre più complessi, perché non programmare per tempo il ricorso a professionalità specialistiche esterne?
Il Comune affida regolarmente incarichi professionali quando ritiene che siano nell'interesse dell'Ente. Perché non investire con la stessa convinzione nella progettazione strategica, che rappresenta il presupposto indispensabile per attrarre risorse regionali, nazionali ed europee?
La domanda rimane la stessa.
Quanto costa affidare un incarico qualificato? E quanto costa, invece, perdere un'opportunità di finanziamento per la città.
Continuerò a sostenere che il problema non è aver perso un bando. I bandi si possono perdere.
Il vero tema è un altro: costruire un'organizzazione capace di lavorare tutto l'anno, programmare gli interventi, preparare candidature realmente competitive e raccontare ai cittadini la realtà dei fatti con trasparenza, senza trasformare ogni semplice partecipazione in un successo da celebrare.
È questo il metodo sul quale continuerò e continueremo, come Fratelli d'Italia, a chiedere conto all'Amministrazione.
Perché la capacità di attrarre finanziamenti non si misura dal numero dei comunicati stampa, ma dalla qualità della programmazione, dalla competitività dei progetti e, soprattutto, dai risultati concreti che si riescono a portare a casa per Lucera.
Concludo ironizzando (e non troppo): fortunatamente, l'interrogazione è pubblicamente disponibile ed è stata integralmente pubblicata sui canali social, per cui invitiamo l'Assessore a rileggerla con attenzione. Sono certo che, in questo modo, potrà evitare in futuro di rispondere a questioni diverse da quelle effettivamente poste in Consiglio comunale, esponendo involontariamente l'Amministrazione a considerazioni che non affrontano il merito del dibattito.
Lo dico senza alcuno spirito polemico, ma con il rispetto dovuto alle istituzioni: un Assessore, quando interviene pubblicamente, rappresenta l'intera Amministrazione comunale e, di conseguenza, anche il Consiglio comunale e tutti i cittadini, maggioranza e opposizione comprese. Proprio per questo ritengo che il confronto istituzionale debba sempre svilupparsi rispondendo alle domande realmente formulate, senza spostare il dibattito su argomenti che nessuno aveva posto».
Nicola Di Battista
Consigliere Comunale Fratelli d'Italia Lucera


