La seconda interrogazione del consigliere di minoranza Nicola Di Battista era rivolta all’assessore Daniela Pagliara. Il consigliere ha chiesto, durante il Consiglio Comunale dello scorso 24 luglio, quali iniziative vengano solitamente messe in atto per intercettare in tempo i bandi, infatti, «se gli uffici non riescono a predisporre una progettazione adeguata, è compito della politica intervenire programmando per tempo ed eventualmente ricorrendo a personalità esterne». Di Battista ha quindi chiesto perché non si investa nella progettazione strategica, ma la vera domanda era un’altra e cioè quanto costi affidare un incarico qualificato e quanto invece perdere un’opportunità di finanziamento per la città. «Signor sindaco – ha proseguito il consigliere –, il problema non è perdere i bandi, cosa che può capitare, ma è aver dato ai cittadini l’impressione che il Comune fosse realmente in corsa per ottenere un finanziamento e invece si scopre che non è così». Per Di Battista, dunque, la politica deve avere il coraggio di dire la verità non solo quando arrivano i finanziamenti ma anche quando non ci sono le condizioni per ottenerli.
A rispondere è stata Daniela Pagliara, perché nelle deleghe ha anche lo sport e gli impianti sportivi, che rimangono comunque a suo carico. L’assessore ha spiegato che si parte da una programmazione sul Palazzetto dello Sport, in quanto vi è da circa quattro anni un progetto regalato da un professionista ma non adeguato al nuovo Codice degli appalti. In ogni caso, «vorrei far capire ai cittadini e magari anche a voi colleghi che non vi siete interfacciati con la Struttura Tecnica che preparare un bando non è una cosa che si può fare nel giro di dieci giorni». Pagliara ha altresì fatto presente che col nuovo Codice degli appalti mettere su un progetto di fattibilità tecnica ed economica equivale a fare un bando definitivo col vecchio Codice degli appalti, pertanto è una cosa che porta via tempo e richiede lavoro, ma soprattutto, ogni bando ha delle peculiarità. Per quello in questione, come ha continuato a chiarire l’assessore, non si è partiti svantaggiati perché si è fatta una programmazione non corretta, bensì per alcuni fattori determinanti di questo bando che non era possibile modificare, come la scheda che è stata compilata e i codici che sono venuti fuori prestabiliti direttamente dal portale: «Noi abbiamo inserito tutto ciò che c’era da fare e abbiamo preso punteggi quasi pieni in tutte le categorie che facevano riferimento al bando, quindi io penso che una programmazione noi l’abbiamo fatta, non è vero che non l’abbiamo istituita». Pagliara si è fermata qui concludendo con l’invito a vedere quello che c’era nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche negli anni precedenti, dove non figuravano solo i finanziamenti intercettati, ma risultava anche una vera e propria programmazione quinquennale.
Di Battista ha però ribadito nella controreplica di aver contestato soltanto la comunicazione fatta ai cittadini di un finanziamento che pareva già preso e invece non è stato così: «Probabilmente c’era qualcosa che non andava già da prima e lo sapevate già».
Greta Notarangelo


