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Lucera. Il PUE in zona anfiteatro snellisce le procedure private e pubbliche

LUCERA – La relazione politica sul quarto punto dell’ultimo Consiglio Comunale del 22 dicembre 2025, concernente uno dei PUE sotto esame e da approvare, è stata fatta dal sindaco Giuseppe Pitta, mentre sugli aspetti tecnici è intervenuto il dirigente di settore architetto Antonio Lucera.

A dire del primo la perimetrazione dei sub comparti del comparto anfiteatro era una possibilità che veniva data dal PUG e dalle norme di attuazione, che di fatto con l’approvazione di quel giorno avrebbero reso possibile la suddivisione di quel grande comparto garantendo le condizioni concrete per poter chiedere l’attuazione dei PUE previsti dal Pano Urbanistico Generale così come approvato negli anni scorsi, oltre a vedere con le cessioni delle aree nelle vicinanze dell’anfiteatro la possibilità di tutelare quel bene archeologico e, allo stesso tempo, a dare la possibilità ai privati di investire e riqualificare una zona che è praticamente a ridosso del centro storico. «Questa – ha chiarito Pitta – è una previsione del PUG che noi abbiamo perseguito con forza perché crediamo fortemente che sia una possibilità concreta di sviluppo per la nostra città, e devo dire che questi giorni in più che ci siamo presi per approfondire tali argomenti ci hanno ulteriormente convinti che questa è la direzione giusta e che essa debba essere prima di tutto a tutela del nostro monumento e indirizzata allo sviluppo della città».

È quindi intervenuto il dirigente del settore Urbanistica, che aveva curato in prima persona lo sviluppo e l’istruttoria di quella perimetrazione di sub comparto. L'arch. Antonio Lucera è partito col dire che quell’operazione era definita dall’articolo 41 comma 3 delle norme tecniche di attuazione del PUG, cioè la possibilità di creare sub comparti ovvero anche di modificare i perimetri degli stessi qualora ne venga fatta richiesta oppure quando sia la stessa amministrazione a voler riperimetrare quei sub comparti: «Noi stiamo soltanto dando un nulla osta, quindi stiamo autorizzando queste tre pseudo aree su cui si potrà intervenire autonomamente anche evitando la lungaggine dovuta all’accordo di un numero rilevante di proprietari».

L’architetto ha poi risposto a una perplessità precedentemente sollevata dal consigliere Antonio Dell’Aquila circa la necessità da parte dei consiglieri di comprendere a fondo la questione. L'arch. Lucera ha infatti spiegato, per quanto riguardava in particolare il parco archeologico a cui aveva accennato il consigliere, che vi erano delle cessioni al 70% delle aree e tutte in corrispondenza dell’anfiteatro. Quello era il primo aspetto. La seconda questione sollevata dal consigliere era la necessità di saggi: a tal proposito Lucera ha chiarito che il PUG andava a definire diverse tipologie di rischio archeologico, pertanto il tutto era normato nei dettagli. L’architetto ha poi tenuto a tranquillizzare Dell’Aquila e l’intera assise garantendo che avrebbe chiesto in fase di presentazione del PUE anche il parere della Soprintendenza, la quale avrebbe altresì, tra le altre cose, imposto volta per volta la sorveglianza archeologica. La materia, insomma, era a dire dell’architetto attenzionata. Lo stesso Lucera ha inoltre chiarito che in quella fase non si poteva andare a modificare l’articolo 17.8 delle norme tecniche di attuazione, altrimenti in accoglimento di un qualcosa che andava a disciplinare diversamente quell’articolo si sarebbe dovuta fare una variante al PUG strutturale, e «non credo che sia questa la sede».

Dopo aver ringraziato l’architetto per la replica chiarificatrice, Dell’Aquila ha dunque chiarito che, come PD (a giustificazione della richiesta dei giorni precedenti di rinviare quei punti relativi ai PUE a data successiva), avevano semplicemente invitato a mettere a disposizione dei consiglieri la documentazione, senza apportare alcuna modifica, ma in ogni caso, riconoscendo pienamente le competenze del dirigente in materia ha replicato che «la sua risposta va oltre le mie aspettative, quindi ci riteniamo ampiamente soddisfatti anche per la sua preoccupazione che va oltre la presa in carico della problematica».

Anche la consigliera Francesca Niro ha chiesto chiarimenti all’architetto: «Fatta questa perimetrazione, poi, volendo, i proprietari presenteranno tre PUE per tre sub comparti?».

Lucera ha così spiegato che quella era un’adozione: «Ovviamente l’articolo 41 comma 3 non va a definire precisamente la procedura, ci dice che è materia di Consiglio Comunale, quando c’è una variante seppur al PUG programmatico, perché questa la dobbiamo considerare come tale e non una variante strutturale». Spiegando meglio tale aspetto, l’architetto ha chiarito che le fasi previste erano, nell’ordine, adozione, pubblicazione, osservazioni e approvazione senza il successivo intervento regionale, in quanto quell’approvazione era ai sensi dell’articolo 12 commi 2 e 3 e quindi della legge 20 del 2001, che non prevede l’intervento né della Regione Puglia né della Provincia né della città metropolitana. Si trattava però di fasi successive: «Questa è solo finalizzata ad approvare la creazione dei sub comparti, poi si potranno attivare le procedure di approvazione dei PUE».

Si è quindi passati finalmente alla votazione della proposta, con le integrazioni e gli emendamenti di cui aveva dato precedentemente lettura l’architetto, che è stata approvata all’unanimità.

(Nel video integrale troverete tutta la discussione sul punto all'ordine del giorno).

Il Frizzo

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