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Napoli Capitale. Vita e personaggi nell'epoca dei Borbone

Napoli Capitale: quando una città era grande, la storia deve avere il coraggio di raccontarlo!

Ci sono libri che raccontano la storia e libri che, finalmente, restituiscono dignità alla memoria di un popolo, orgoglio alla sua identità e voce a una verità troppo spesso dimenticata. Napoli capitale. Vita e personaggi della città nell’era dei Borbone, il nuovo straordinario lavoro di Gigi Di Fiore, appartiene a questa seconda, preziosa categoria.

Con la sua consueta competenza, il rigore della ricerca e la passione di chi sa che la storia non è una semplice successione di date, ma il respiro vivo di uomini, donne, idee e civiltà, Di Fiore ci accompagna in un viaggio affascinante nella Napoli dei secoli XVIII e XIX: una metropoli colta, vivace, elegante, ricca di fermenti intellettuali e capace di dialogare con le maggiori capitali europee.

Napoli non era soltanto la città dei Borbone: era una capitale europea nel senso più pieno della parola. Era musica, teatro, arte, architettura, scienza, diritto, cultura e innovazione. Era il San Carlo, i suoi conservatori, le meraviglie archeologiche di Pompei ed Ercolano, il fascino irresistibile del Grand Tour. Era una città capace di attrarre viaggiatori, artisti e intellettuali da ogni angolo d’Europa, suscitando ammirazione e curiosità.

Ma il merito più grande di questo libro è forse un altro: Gigi Di Fiore non si limita a raccontare i sovrani, ma restituisce centralità alla società che rese grande quella capitale. Ci fa incontrare persone, personalità, professioni, talenti e ambienti culturali; ci restituisce il volto di una comunità complessa, dinamica e straordinariamente ricca, andando oltre le narrazioni convenzionali e le semplificazioni di una storiografia troppo spesso incapace di cogliere tutta la profondità della storia meridionale.

E poi c’è quella data, il 6 settembre 1860, che segna una frattura dolorosa: la partenza di Francesco II e Maria Sofia verso Gaeta. Non soltanto la fine di una dinastia, ma l’inizio di una trasformazione radicale per una città che avrebbe perso il suo ruolo di capitale, vedendo progressivamente ridimensionate importanti funzioni amministrative, economiche e culturali.

È proprio qui che il lavoro di Di Fiore acquista un significato che va oltre la ricostruzione storica. Raccontare ciò che Napoli era significa anche interrogarsi su ciò che è accaduto dopo, sulle conseguenze dell'unificazione, sui cambiamenti che hanno investito il Mezzogiorno e sulla formazione di stereotipi e pregiudizi che ancora oggi pesano sulla sua immagine.

Senza fermarsi alla nostalgia e senza trasformare la storia in una bandiera, l’autore ci invita a fare ciò che ogni cittadino consapevole dovrebbe fare: conoscere, approfondire, confrontare le fonti e non accettare passivamente una memoria raccontata sempre da una sola prospettiva.

Perché un popolo che non conosce la propria storia rischia di ereditare i giudizi degli altri anziché costruire una coscienza critica della propria identità.

Ecco perché questo volume merita attenzione, rispetto e diffusione. Perché dietro le sue 464 pagine non c’è soltanto la ricostruzione di un’epoca, ma la volontà di restituire alla storia di Napoli la complessità che merita e alla sua gente la consapevolezza di appartenere a una tradizione culturale di straordinario valore.

Un plauso sincero a Gigi Di Fiore, storico e giornalista che, attraverso il suo lavoro, continua a dimostrare quanto sia importante studiare il passato con serietà, passione e indipendenza di giudizio.

Questo non è soltanto un libro su Napoli. È un invito a riscoprirla, a comprenderla e a guardarla senza pregiudizi. È un’occasione per ricordare che la storia del Mezzogiorno non può essere ridotta a una nota a margine di quella nazionale, perché ne costituisce una parte essenziale, con le sue grandezze, le sue contraddizioni e le sue ferite.

A chi ama Napoli, a chi ama la storia, a chi desidera andare oltre i luoghi comuni e a chi crede che la conoscenza sia il primo passo verso la consapevolezza, questo volume merita di essere letto.

“NAPOLI CAPITALE. Vita e personaggi della città nell’era dei Borbone” – Gigi Di Fiore, UTET

Un libro da leggere, da approfondire e da custodire. Perché la memoria non è un esercizio di nostalgia: è uno strumento per capire il presente e guardare al futuro con maggiore coscienza.

Grazie, Gigi Di Fiore, perché stai continuando ad illuminare pagine fondamentali della nostra storia. La verità storica non ha bisogno di retorica: ha bisogno di studiosi capaci di cercarla, raccontarla e restituirle tutta la sua ricchezza.

GIGI DI FIORE, storico, già redattore al “Giornale” con Indro Montanelli, è editorialista del “Mattino” di Napoli, di cui è stato inviato (Premio Saint-Vincent per il giornalismo nel 2001; Premio Pedio per la ricerca storica; Premio Melfi per la saggistica; Premio Guido Dorso per gli studi sul Mezzogiorno; Premio Marcello Torre per l’impegno civile).

Nelle sue pubblicazioni si occupa prevalentemente di criminalità organizzata, di storia di Napoli e di Risorgimento in relazione ai problemi del Mezzogiorno.

Tra i suoi ultimi libri: Briganti! Controstoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi (2017), L’ultimo re di Napoli. L’esilio di Francesco II nell’Italia dei Savoia (2018), Napoletanità. Dai Borbone a Pino Daniele, viaggio nell’anima di un popolo (2019), Pandemia 1836. La guerra dei Borbone contro il colera (2020), Il gerarca che sfidò Mussolini. Aurelio Padovani e il fascismo meridionale (2022) e Le Borboniche. Le grandi regine delle Due Sicilie (2024), tutti pubblicati da Utet.

Eduardo Gemminni

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