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Tra Lucciole e Falene, di Marco Pagliara

Sulla luminosa collina si ergeva un grande giardino, non era un giardino qualunque, aveva avuto alberi che raccontavano storie ed era stato crocevia di popoli e culture. Gli abitanti lo amavano profondamente, perché era per loro casa e futuro.

Un giorno comparve una Lucciola brillante e volava alto, accarezzando ogni fiore dicendo: “Questo giardino è tutta la mia Luce. Senza non potrei splendere”.

Gli abitanti, incantati dalla sua luce e dalle sue parole, decisero di affidarle la cura del giardino, così la Lucciola ne divenne la Custode.

All’inizio, tutto sembrava rinnovarsi, la Lucciola volava sempre più in alto, illuminava le aiuole e parlava con il cuore: “Questo giardino è il mio amore”.

Ma col passare delle stagioni, qualcosa cambiò. La Lucciola cominciò a guardare oltre la valle, verso il mare, dove brillavano luci più grandi, più visibili.

Un mattino, senza preavviso, disse: “Il mio amore per il giardino è così grande che devo portarlo oltre. Devo volare ancora più in alto”.

E lasciò il giardino. Alcuni abitanti rimasero confusi. Il giardino continuava a vivere, ma senza quella luce che aveva promesso eterno amore.

La Lucciola quindi apparve sulle sponde del mare e fu accolta come una stella. Ma, come se quella luce non bastasse, tornò a guardare verso il giardino in collina.

Questa volta non tornò da sola. Portò con sé una Falena e disse agli abitanti: “Lei amerà il giardino come lo amo io”. E mentre la Falena si preparava a diventare la nuova Custode, la Lucciola tornò tra i sentieri, non più come guida, ma come una delle tante voci che chiedevano di essere ascoltate.

Gli abitanti iniziarono a sussurrare tra loro:

“…e se ora vola verso il mare, perché torna a cercare spazio qui?”

“È davvero amore… o è il bisogno di brillare ovunque?”.

Un vecchio albero, che aveva visto molte stagioni, parlò con voce lenta: “Chi ama davvero un giardino, resta a curarlo. Chi invece ama solo la propria luce cerca sempre nuovi cieli dove riflettersi”.

Da quel giorno, gli abitanti impararono a distinguere tra chi illumina per amore e chi ama solo essere illuminato. E il Giardino continuò a fiorire, ma con occhi più attenti e radici più profonde.

Marco Pagliara
Collaboratore del Frizzo

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