Questa sera il montaggio del lungometraggio "Una poltrona per tutti" (Prima parte) dovrebbe essere completo, con il taglio della scena finale che prevede la condivisione o meno di un documento tra le forze ed i soggetti singoli (per un totale di una trentina di attori non protagonisti) che circa una settimana fa hanno avuto un confronto a dire il vero intriso di schermaglie e di accuse reciproche ma purtroppo svuotato di politica. C'erano quasi tutti, tranne Antonio Tutolo che in un primo momento veniva dato per sicuro partecipante, probabilmente preso com'è dalla prossima proiiezione di "Vacanze romane 2027", quando si voterà per rinnovare il governo centrale italiano.
I bene informati hanno raccontato (e riso a tratti) dello scorso confronto-scontro, descrivendo una situazione alquanto imbarazzante e a tratti infantile, fatta di invito al sindaco uscente Giuseppe Pitta a liberarsi al più presto di Forza Italia e di accettare di mettersi in gioco nel campo largo affrontando le Primarie. Non solo: a Pitta è stata rimproverata la fuga in avanti per l'uscita di quei manifesti presso quella che dovrebbe essere la sede del suo comitato elettorale in Piazza Duomo. Il tutto in una discussione condita di qualche accenno timido a schierarsi con l'attuale primo cittadino e con tanto di rimprovero all'uso di alcune parole, come se si fosse in presenza di un compito in classe da correggere. Accuse pesanti all'indirizzo di Pitta sarebbero volate anche da parte di qualche ex assessora.
Il PD sembrerebbe ancora diviso tra chi insiste per il campo largo, sul modello che ha portato alla vittoria in Regione Puglia di Antonio Decaro e chi, più cautamente, vorrebbe proseguire l'esperienza dell'attuale maggioranza. Intanto solo recentemente Forza Italia è venuta fuori con dichiarazioni inequivocabili che sigillano l'intenzione di proseguire l'esperienza tracciata dalla maggioranza e dal sindaco uscenti. A sorpresa, anche il coordinatore cittadino di Italia Viva, Francesco Antonio Forte, ha seguito la stessa linea schierandosi apertamente con Pitta ed ha informato il coordinatore regionale, Aldo Ragni, della situazione di Lucera e del lavoro che si sta portando avanti. Nella sua risposta, Ragni ha anche autorizzato l'uso del simbolo "Casa Riformista".
Non manca chi immagina uno scenario con il ritorno di Forza Italia nel centrodestra (ed è quello che si augurano Fratelli d'Italia, Lega, UDC e Noi Riformatori, oltre che il PD ovviamente), liberando così la strada a quel campo largo che vuole a tutti i costi le Primarie. Non impossibile, ma alquanto improbabile, poiché Pitta difficilmente accetterebbe di strappare i manifesti per mezzo dei quali ha già annunciato la sua ricandidatura. Sarebbe ancora una volta un dietro-front che replicherebbe quello del 2020, quando fece la stessa cosa con tanto di inaugurazione della sede allestita per la sua candidatura alle Regionali che sappiamo come andò a finire: fu invitato a farsi da parte per lasciare campo libero a Tutolo il quale battezzò, per ristoro, la candidatura a sindaco di Giuseppe Pitta che dopo soli sette mesi si trovò a fare i conti con una sfiducia ad opera proprio del gruppo vicino a Tutolo.
Tornando al "film d'azione" di questa sera, sarà curioso conoscere quali riscontri scatenerà la lettura del documento da sottoporre ai partecipanti. Un documento a quanto pare già corredato di programma elettorale con le solite promesse di affrontare i problemi delle politiche sociali, della legalità, della sicurezza, del centro storico, degli eventi culturali, dell'agricoltura, dello sviluppo economico, della scuola, dei giovani, delle infrastrutture… Insomma del solito, benedetto e sempre primario BENE DELLA COLLETIVITÀ!
Un fatto alquanto strano che venga già stilata una bozza di programma senza prima sapere chi sarà il candidato sindaco e la coalizione. Il documento, peraltro, sembra dare per scontato che i firmatari dopvranno riconoscersi in un "fronte unitario nazionale" e nei soli valori del centrosinistra (quindi esclude automaticamente Forza Italia), sottolineando di lavorare per contrastare la destra che governa attualmente in molte realtà del Paese e nel governo centrale con la premier Giorgia Meloni.
Stasera il taglio finale?
Intanto cominciamo a dire: fuocherello… fuoco… fuochissimo! E tutto s'incendia.
Il Frizzo


