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Lucera. Favilla e Di Matto sul potenziamento del Lastaria: «Proclami e demagogia»

A relazionare sul quinto punto dell’ultimo Consiglio Comunale dello scorso 11 settembre – Ordine del giorno: Contrarietà all'aumento dell'addizionale regionale Irpef e richiesta di interventi correttivi sulla gestione del disavanzo sanitario regionale – è stato il consigliere di minoranza Nicola Di Battista, il quale ha approfittato della trattazione dell’argomento in esame per chiedere, tra le altre cose, un progetto serio, concreto e credibile per l’ospedale Lastaria.

Degno di nota in particolare l’intervento di Carolina Favilla, la quale ha preso la parola per esprimere con assoluta fermezza la propria idea su tale ordine del giorno, un provvedimento, a suo dire, che avrebbero potuto tranquillamente ritenere improcedibile, dato che «quest’aula non ha alcuna competenza deliberativa sulle imposte regionali», cioè si sarebbe potuto non portarlo affatto in Consiglio Comunale, eppure «quest’atto approda oggi in Consiglio anche grazie al mio impegno di vicepresidente dello stesso», perché «nella conferenza dei capigruppo avremmo potuto decidere di non portarlo» e invece «la sottoscritta ha voluto garantire la massima agibilità democratica e il confronto aperto senza preclusioni o censure», un approccio, secondo Favilla, di rispetto istituzionale autentico che la consigliera ha rivendicato con orgoglio e che – ha suggerito con una battuta – ha voluto suggerire volentieri come modello a forze politiche come FdI, «spesso più solerti nei proclami che nella tutela del pluralismo».

Entrando nel merito della questione, Favilla ha osservato che la politica nazionale penalizza la sanità, così ha invitato a unire le voci per chiedere al governo centrale di rifinanziare in modo adeguato il fondo sanitario nazionale e di consentire lo sblocco immediato delle assunzioni di medici, infermieri e personale socio-sanitario, colmando quel divario storico che continua a penalizzare il Mezzogiorno.

In fase di dichiarazioni di voto, invece, è stato determinante l’intervento del consigliere Ivano Di Matto, il quale a nome del gruppo consiliare del PD ha dichiarato il proprio voto contrario rispetto all’ordine del giorno in discussione, «ordine del giorno che noi come gruppo consiliare riteniamo demagogico e anche pericoloso dal punto di vista politico». Il consigliere ha poi detto di ritenere che oggi tutte le amministrazioni e i governi regionali del sud Italia abbiano il dovere di difendere la legge che garantisce l’universalità dell’accesso al sistema sanitario nazionale.

Anche il sindaco Giuseppe Pitta ha preannunciato il proprio voto contrario, così l’accapo non è stato approvato.

Greta Notarangelo

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