Alcune Città vivono di numeri, altre di industrie, di commercio o di turismo. Lucera, invece, vive sotto un velo ove è celata la propria storia.
Le pietre dell'Anfiteatro Romano, i vicoli del centro storico, gli scorci della Fortezza Svevo-Angioina, le chiese, la Basilica Cattedrale ed ogni palazzo, raccontano le civiltà che hanno attraversato millenni. È un patrimonio che nessuna amministrazione ha creato e che nessuna generazione può considerare proprio, lo abbiamo ricevuto in eredità e abbiamo il dovere di consegnarlo nel migliore stato a chi verrà dopo di noi.
Eppure la bellezza non coincide soltanto con i monumenti.
La bellezza è una strada pulita, una piazza curata, è il rispetto del verde pubblico e dei beni comuni. La vedi in un edificio restaurato invece che abbandonato, è nel marciapiedi accessibile, è una facciata mantenuta con decoro.
La bellezza è l’opposto del vandalismo e dell’incuria, è il rispetto delle regole civili.
La bellezza è soprattutto una cultura e una visione.
Ogni amministrazione comunale dovrebbe domandarsi, prima di ogni decisione: questa scelta renderà Lucera più bella?
Non semplicemente più efficiente, non soltanto più ricca, ma più bella.
Perché la bellezza produce economia, attrae investimenti, porta turismo e rafforza il senso di appartenenza.
Nella bellezza si elimina il degrado e migliora perfino la sicurezza, perché una città amata dai propri cittadini è una città che viene difesa e rispettata ogni giorno.
È troppo facile attribuire ogni responsabilità alla politica, una Città è il riflesso dei suoi abitanti.
Se pretendiamo ordine ma gettiamo rifiuti per strada, se invochiamo decoro ma imbrattiamo muri e arredi urbani, se chiediamo manutenzione pubblica ma trascuriamo quella privata, allora stiamo contribuendo noi stessi a impoverire Lucera. La cittadinanza non è soltanto un insieme di diritti, è una comunità di doveri.
Avere cura di un balcone, rispettare un’aiuola, ogni gesto di educazione civica contribuisce a costruire una città migliore perché la bellezza è contagiosa.
Quando un quartiere migliora, invita gli altri a migliorare. Quando un edificio viene recuperato, restituisce fiducia. Quando una piazza torna a vivere, crea relazioni. Quando il patrimonio storico viene valorizzato, cresce l'orgoglio collettivo.
Lucera possiede quello che molte città sognano: una storia straordinaria e un patrimonio archeologico unico. Quello che spesso manca è una visione culturale condivisa.
La bellezza non è una voce di spesa, non è un dovere civico, è il più importante investimento per il futuro. Il decoro urbano non è una responsabilità esclusivamente del Comune, bisogna riconoscere che ogni comportamento individuale contribuisce a definire l'immagine della città.
Esiste una forma di bellezza ancora più importante di quella architettonica, è la bellezza dei comportamenti: l'educazione dei giovani, il dialogo civile, il senso del bene comune.
Una Città può avere i monumenti più belli del mondo, ma perde la propria anima se perde il senso della bellezza che deve provenire da ogni cittadino.
Lucera meriterebbe cittadini che si sentano custodi del proprio patrimonio e amministratori che governino "pensando non alle prossime elezioni, ma alle prossime generazioni".
La vera sfida è educare una comunità alla bellezza, come scelta quotidiana, come forma di amore verso la propria terra.
Marco Pagliara
