LUCERA – A relazionare sul quarto punto dell’ultimo Consiglio Comunale (Art. 172, comma 1, lett. b) del d.lgs. n. 267/2000 - verifica della quantità e della qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza ed alle attività produttive e terziarie che potranno essere ceduti in proprietà o in diritto di superficie), è stato il sindaco nonché assessore al ramo Giuseppe Pitta, il quale ha spiegato brevemente che si trattava della medesima delibera prodromica al bilancio che si vota tutti gli anni. Si è quindi subito proceduto alla votazione dell’accapo e la proposta è stata approvata con quindici voti favorevoli e otto contrari.
Si è così passati al quinto accapo (Piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio comunale 2026-2028), sul quale ha relazionato l’assessore al Patrimonio avv. Sefora Tetta. Quest’ultima ha esordito chiarendo che quest’anno c’è una novità e cioè si è partiti dall’unificazione della gestione tecnica con quella amministrativa del patrimonio mentre in passato le due venivano trattate rispettivamente dall’ing. Pietro Savoia e dal dott. Raffaele Cardillo. Oggi si è dunque pensato invece che possa essere ottimale per la città far confluire le due gestioni sotto un unico dirigente, l’ing. Savoia. Quanto ai beni esposti nella proposta, Tetta ha informato che la Giunta Municipale con una delibera del 30 gennaio ha approvato un intervento di adeguamento a norma e completamento del campo di calcio comunale con sostituzione del piano di gioco in erba artificiale: quest’intervento vale 512.000 euro e il Comune si è impegnato a cofinanziare tale progetto per 112.000 euro, ovverosia l’Ente metterà il 20% con fondi comunali in caso di concessione del finanziamento da parte della Regione Puglia. L’altra novità era quella relativa all’immobile di via Federico II: il riferimento era a uno degli immobili destinati per beni confiscati alla mafia e al fatto che la Giunta qualche giorno prima aveva espresso atto di indirizzo affinché quel bene fosse affidato in concessione amministrativa e a titolo gratuito mediante procedura ad evidenza pubblica. «Chiaramente – ha continuato a dire in merito l’assessore – abbiamo stabilito che la concessione debba perseguire finalità di promozione della legalità e dello sviluppo del territorio, oltre all’inclusione lavorativa e all’utilità sociale». L’altro aspetto era che non si sarebbe proceduto a vendere immobili perché non v’era la necessità di alienare beni.
La prima a intervenire sul punto è stata la consigliera Francesca Niro, la quale ha osservato che tra i beni confiscati alla mafia c’erano anche i due di Piazza San Giacomo: «Ho letto di recente che il Comune di Lucera non ha visto ammessa la sua domanda di finanziamento per la ristrutturazione di questi due immobili, da destinare al centro antiviolenza». A tal proposito Pitta ha informato che il progetto era stato ripresentato e che se ne stava occupando l’ing. Savoia. Quanto invece alla valorizzazione dei chioschi cittadini, Niro ha ricordato che era passata un’altra estate senza il chiosco in villa, ma l’assessore le ha fatto presente che all’ordine del giorno era prevista tra le altre cose l’acquisizione del chiosco Tennis bar, che «potremo mettere tra poco a disposizione della collettività».
Fabrizio Abate è invece intervenuto per mostrare in primo luogo il proprio scetticismo relativamente alla valorizzazione dei canoni e agli impianti sportivi, come il palazzetto, ad esempio: «È stata tolta la concessione a chi c’era prima: attualmente chi ne usufruisce e a quale titolo? Stessa cosa per il campo sportivo: si farà o no un bando?». Si trattava, a dire del consigliere, di questioni irrisolte da anni. Sul campo sportivo poi: «Abbiamo approvato un PUE per spostare degli impianti sportivi nella zona dove attualmente insiste il mulino Sacco». In sostanza dunque Abate non riusciva a capire quale fosse la reale volontà dell’amministrazione in merito a quei beni. Circa quelli confiscati alla criminalità organizzata, peraltro, «stiamo aspettando da cinque anni il bando per l’assegnazione, non un atto di indirizzo».
Per quanto riguardava la gestione del palazzetto, a rispondere è stato lo stesso Pitta, il quale ha ricordato ad Abate che il Consiglio Comunale si è pronunciato ormai diversi mesi fa per una gestione internalizzata del bene. Il Comune inoltre aveva già internalizzato il palazzetto a seguito di una grossa debitoria che aveva interessato lo stesso: «Chi c’è attualmente al suo interno ha fatto regolare domanda al Comune di poterne fruire in alcuni suoi locali e paga regolarmente il dovuto».
Questo concetto a dire del sindaco si poteva applicare in maniera identica al campo sportivo, che «ha diverse problematiche a partire dal manto erboso sintetico». Per quanto riguardava poi la riscossione dei fitti delle abitazioni di proprietà del Comune, si starebbe cercando di regolarizzare il più possibile la situazione a favore del Comune.
Sul palazzetto è intervenuto anche il consigliere Vincenzo Checchia, il quale ha chiesto se allo stato attuale una qualsiasi associazione possa fare regolare domanda per usufruirne. Il sindaco ha risposto che i base al vigente regolamento ciò è possibile.
«Ovviamente – ha dichiarato Abate in fase di dichiarazioni di voto – trattandosi di un documento propedeutico al bilancio, anche questo non lo voteremo, cioè esprimeremo voto contrario, e ricordo a me stesso che fra non molto torneremo a votare, quindi i farò e i vedrò ricadranno su chi subentrerà».
La proposta è stata così approvata con quindici voti a favore e otto contrari.
Il Frizzo
