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"Ze Necole": 40 anni e non sentirli
Senza la performance di Arturo Monaco la commedia riapparsa sul palcoscenico dopo decenni forse non avrebbe avuto il meritato successo. Cosa non ha combinato sul palco! Di tutto e di più fino a far scompisciare dal ridere gli estasiati spettatori

Lucera, 13.01.2017 - A distanza di quarant’anni il Gruppo teatrale “Amici dell’Arte” ha presentato a Lucera la divertentissima commedia in vernacolo di Germano Benincaso “Ze Nicole”. Quattro appuntamenti in tre giornate (6 e 7 gennaio alle ore 21:00 e domenica 8 ore 18:00 e 21:00) che hanno portato al Teatro dell’Opera una grande affluenza di pubblico per nulla demoralizzato dalle avverse condizioni meteorologiche delle rispettive giornate. E ne è valsa davvero la pena. Risate fino alle lacrime e tanti consensi hanno accompagnato questo lavoro in due atti che ha sancito per certi versi la nascita del teatro dialettale lucerino riproponendo attori già presenti tempo addietro e nuovi interpreti.
Ambientata nella Lucera di anni di alcuni decenni fa, la commedia ruota intorno alle difficoltà della famiglia Matone, Luzzille (Germano Benincaso) e sua moglie Ginella (Lina Carratù), a cui la sorte ha dato in prole Liline (Arturo Monaco), un giovane “non tanto normale” divenuto tale a causa di una ipotetica meningite che lo avrebbe colpito da piccolo. I problemi economici, il lavoro carente e la scarsa voglia di lavorare di padre e figlio hanno portato il nucleo famigliare a contrarre debiti e a firmare molte cambiali. Un po’ di sollievo sembra arrivare quando ai Matone viene recapitata da Giggine U Pustir (Luigi Follieri) una lettera che li  avvisa dell’arrivo imminente a casa loro di uno zio malato ma molto ricco, residente a Roma. Duplice è la reazione generale; c’è disperazione perché per accogliere Ze Necole (Antonio Cuppone) purtroppo la famiglia deve indebitarsi ancora, ma anche speranza in quanto un domani, a sopraggiunta dipartita del parente, l’eredità sarebbe toccata di diritto proprio ai Matone. Ma le cose non andranno così. Vuoi per la sconsideratezza di Liline, vuoi per le pretese poco convenevoli di Ze Necole e della sua infermiera Floriana (Marcella Cogato), la convivenza risulta impossibile e la padrona di casa Ginella caccerà via a malo modo lo zio e la sua accompagnatrice. E poco importa se con lo zio riccone va via pure la speranza di entrare in possesso dell’eredità. Ginella non accetterà mai di essere maltrattata in nome dell’impellente bisogno; anche la gente in difficoltà ha una dignità da difendere e un amor proprio. Insomma tra battute e risate emerge un grande insegnamento di vita: mai prostrarsi al vile denaro a discapito del rispetto della persona.

Intorno alla suddetta trama si sono mossi, risultando altrettanto necessari all’azione scenica, i personaggi di Geruzze, socio di Luzzille (Lello Spagnuolo), la vicina di casa dei Matone, Cuma’ Marije (Maria Strazioso), l’usciere Don Carmine (Domenico Tutolo), l’assistente di Don Carmine, Rosetta (Ida Salvatore) e il becchino Don Saverio (Michele Ieluzzi). Originariamente il personaggio di Liline era interpretato da Michele Ieluzzi quando l’attore aveva soltanto nove anni. Successivamente, per mutate esigenze, sul medesimo personaggio è subentrata la performance di Arturo Monaco. Sul quale tutto quello che la penna può scrivere e la voce può dire è sempre troppo riduttivo: bravissimo, semplicemente bravissimo e con una spigliatezza unica. Sembra che per il collaudato Arturo il copione non esista. È lui il copione di se stesso. La sua naturalezza incuriosisce e sbalordisce sempre. Cosa non ha combinato sul palco! Di tutto e di più fino a far scompisciare dal ridere i presenti. La sua verve in concomitanza con la sicurezza e la competenza scenica di Germano Benincaso e di Lina Carratù sono stati determinanti per riconfermare a Lucera il successone di “Ze Necole”. Ricordiamo che il lavoro è molto conosciuto e apprezzato anche fuoriporta e vanta moltissime repliche, traduzioni e riadattamenti da parte di altre compagnie teatrali.
Non c’è piazza italiana che non conosca la commedia di Germano Benincaso, la cui popolarità come autore, attore e regista è risaputa. Non a caso al Festival Nazionale FITALIA 2016, Germano Benincaso è stato premiato come “migliore attore protagonista” nell’ambito della rappresentazione della “Filumena Marturano” proposta dagli “Amici dell’Arte”. E nello stesso contesto lo scenografo del gruppo lucerino, Giuseppe Grasso, è stato premiato per il “miglior allestimento scenografico”.
Un successo dopo l’altro, dunque, e tanti riconoscimenti di cui la nostra Lucera va orgogliosamente fiera. Eccezionali come sempre.



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