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TEATRO
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“Che guajone n’da case mije”. Nel teatro di Pasquale Iannuzzi la fotografia della nostra terra
L’evento, presentato da Vito de Girolamo e allietato da una squisita tarantella lucerina composta per l’occasione dal maestro Domenico Chiarella e da suo figlio Giuseppe che ne ha curato le percussioni, ha saputo offrire divertimento e trattazione di tematiche attuali

Lucera, 28.02.2017 - Sabato 25 febbraio alle ore 20:30 e domenica 26 alle ore 19:30 ha avuto luogo, presso il Teatro della Parrocchia San Pio X di Lucera, la rappresentazione della commedia “Che guajone n’da case mije” del Gruppo Teatrale Svevo. Il lavoro, tratto dall’opera di Zefferino Di Gioia andato in scena nel lontano 1992, è stato egregiamente riadattato dal regista e attore Pasquale Iannuzzi che per l’occasione ha impersonato il simpaticissimo Geruzze.  Un cast eccezionale di attori veterani e new entry ha determinato il successo dell’evento teatrale regalando al pubblico presente dueore dirisate e consensi.
Ben articolata è risultata la trama. Comincio U’ Scarpare (Alessandro Follieri) e suamoglie Mariuccia (Mary Testa) tra tanti sacrifici allevano il loro unico figlio Giuvannille (Antonio Fiore)facendolo studiare e diplomare. Ma Lucera offre poco, tanto che per cercare di introdurre il ragazzo nel mondo del lavoro i due coniugi chiedono l’intervento del Commendatore (Giuseppe Dambra).Una piccola spintarella per far impiegare quel giovane nullafacente e perdigiorno che così tanto gravava sulle spalle del capofamiglia. Il Commendatore dice espressamente che non si fa nulla senza denaro e Comincio cerca di incrementare i suoi deboli guadagni da calzolaio monoreddito. Sempre al suo fianco ritroviamo il fidato amico Geruzze che gli porta buste e buste di scarpe dalla zona 167 tutte da  riparare. A colorire la vicenda le performance apprezzatissime dei nuovi arrivati  Peppenille, figlio di Geruzze (MicheleBozzino), Rosariella a Ficcanase (FrancescaPilla) e la Vedova (Antonella Volpe)che oltre a recitare hacurato il trucco scenico degli interpreti.

L’evento, presentato da Vito de Girolamo e allietato da una squisita tarantella lucerina composta per l’occasione dal maestro Domenico Chiarella e da suo figlio Giuseppe che ne ha curato le percussioni, è piaciuta davvero tanto; ha saputo infatti equilibrare grande divertimento e trattazione di tematiche attuali su cui riflettere, comuni a tantissima gente al giorno d’oggi tipo la necessità di lasciare la propria terra natìa per lavoro, la disoccupazione in terra nostra, la corruzione di qualche politico senza scrupoli e la preoccupazione e il dolore dei genitori che vedono partire i propri figli. Per fortuna che a Giuvannille tanto male non è andata visto che, alla fine della commedia, troverà impiego nel Comune di Gambatesa in provincia di Campobasso e sempre professerà a viva voce l’orgoglio di essere Lucerino.

Una nota di merito va sicuramente al maestro Pasquale Iannuzzi che ha dato se stesso perché tutto risultasse perfetto nei particolari; mesi e mesi di prove, di organizzazione e di preparazione con il cast e le sue aspettative non sono andate deluse visto che ha fatto un ottimo lavoro. “Che guajone n’da case mije” ha avuto un meritato successo e farà parlare di sé a lungo. La gente si è divertita e ha riso di cuore trascorrendo del tempo in totale spensieratezza. E c’è di più! Il grande Pasquale Iannuzzi ha il piacere di comunicare ai lettori che, in vista di imminenti progetti teatrali, la Compagnia Svevo invita eventuali appassionati del genere, di età compresa tra i tredici e i settant’anni, ad avvicinarsi al meraviglioso gruppo per interpretare eventuali personaggi. Si ringrazia inoltre Gianfelice Gentile per l’originale scenografia e Maria Manella, suggeritrice di palco.
Uno splendido e gratificante cammino a tutto il Gruppo Teatrale Svevo.



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