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TEATRO
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La compagnia "Alter Ego" incassa un altro successo
“S’adda chjamà Procopio” non verrà facilmente rimosso dalla memoria del pubblico presente semplicemente perché è piaciuto… E tanto

Lucera, 18.11.2015 - Domenica 15 novembre, presso il Teatro dell’Opera di Lucera, la compagnia teatrale “Alter Ego” ha portato in scena il lavoro in vernacolo “S’adda chjamà Procòpio”. Un doppio appuntamento (alle ore 18:00 e alle ore 21:00) all’insegna di tanta allegria e buonumore, che ha fatto registrare grande afflusso di presenze. Liberamente tratta dall’opera “A p’nd’det” ovvero “La puntellata” di C. Gaudiano e R. Randazzo, la commedia ha visto un accurato adattamento del maestro e regista Lello Di Gioia, che ormai da anni delizia con la sua minuziosa opera il pubblico e la piazza lucerina. La storia proposta è semplice ed ingarbugliata nello stesso tempo; nel lontano 1966 una coppia di giovani sposi, costretti dalla necessità a convivere con i suoceri, si accorge di aspettare un figlio. Iniziano i problemi perché la società di allora vorrebbe che il nascituro ereditasse il nome del nonno paterno per garantire ai posteri “la casata” ma i genitori non sono d’accordo in quanto il nome da tramandare è impronunciabile. Come si fa a chiamare un bambino “Procopio”? Questo è il nocciolo della questione. Si pensa allora di chiamare il piccolo con il diminutivo di Procopiò cioè Pio. Inutile immaginare la reazione di nonno Procopio che, quasi fuori di sé, pensa addirittura di disconoscere suo nipote e va via di casa. Ma quei giorni di lontananza scenica portano l’uomo a maturare una decisione magistrale che solo un grande poteva prendere e che verrà sintetizzata dal personaggio stesso nelle battute finali: “Se il nipote non può portare il nome del nonno sarà il nonno a portare il nome del nipote”. E infatti Procopio, nel giorno del battesimo del neonato, mostrerà alla famiglia un documento ufficiale  rilasciatogli dall’anagrafe attestante che il suo nome non sarà più Procopio ma Pio. Unica, e a tratti perfino commovente, l’interpretazione di Marino Scioscia nelle vesti di Procopiò Cardella che ha donato ai presenti tanta comicità ma anche momenti di umorismo e di riflessione. Un attore con la “A” maiuscola, con un’insolita verve, capace di trasmettere in poco tempo e con estrema naturalezza sentimenti diversi e comportamenti talvolta contrastanti: la felicità di diventare nonno, la delusione di non essere rispettato da suo figlio, la tentazione di cacciare figlio e nuora di casa, la vergogna di dover essere criticato per questa “umiliazione” dal paese tutto, il nervosismo e la gioia al momento della nascita di suo nipote, lo sfottò dei consuoceri ed infine la storica decisione.

Un cast di tredici interpreti ha reso il lavoro amabile ed intessuto di divertenti dialoghi. Ottima la performance della bravissima Gabriella Aufiero nei panni di Nannina, moglie di Procopio, e di Elena Mastroluca, alias Chiarina, nuora di Procopio e moglie di Tonino (Giuseppe Forte). Singolare la comicità umoristica della coppia Rocco Cascetta (Giovanni Ciccarelli) e Comare Maria, vicina ficcanaso, impersonata da Vanessa Salinno. Molto simpatici i ruoli di Maria Longo (prof.ssa Truffa), di Vittorio Abbruzzese (Don Biagino), di Annita Scioscia (Pasquina, figlia di Procopio), di Rosanna Di Canio (Felicetta, consuocera), di Antonio Venditto (consuocero), di Daniele Palmadessa (Assicuratore) e di Martina Di Gioia (Annunziatina).
La scenografia, curata da Gina Rubino e Antonio Mancaniello, è stata molto apprezzata, semplice e con elementi che non passavano inosservati come il calendario ben in vista che segnava inesorabilmente l’anno 1966 e lo scorrere dei mesi.
Non c’è che dire: “S’adda chjamà Procopio” è stato per la compagnia “Alter Ego” un altro indiscusso successo che non verrà facilmente rimosso dalla memoria del pubblico presente semplicemente perché è piaciuto… E tanto.



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