Le spiagge e i borghi da cartolina attirano turisti, ma chi vive qui affronta lavoro scarso, giovani in fuga e un sistema sanitario sofferente.
La Puglia che tutti celebrano non esiste. O meglio: esiste solo per chi la guarda da fuori. Per chi ci vive, la realtà è ben diversa. Dietro le spiagge da copertina e i borghi instagrammabili, la regione si svuota, si impoverisce e si indebolisce.
I numeri della Banca d’Italia sono impietosi: +0,3% di crescita nel primo semestre 2025, una stagnazione che descrive non un’economia viva, ma una regione ferma. Ferma mentre il resto d’Italia – persino il Mezzogiorno – corre più veloce.
IL TURISMO NON BASTA
Da anni la narrazione è la stessa: Puglia star del turismo mondiale. Bene, anzi benissimo. Ma il turismo non crea industria, innovazione o stabilità: arricchisce tre mesi l’anno e lascia scoperti gli altri nove.
Sotto la superficie, il lavoro stabile scarseggia, il tessuto industriale si restringe e i giovani fuggono.
GIOVANI IN FUGA: IL FUTURO CHE SE NE VA
La Puglia perde la sua parte più vitale: studenti, laureati, tecnici, professionisti. Se ne vanno perché qui non trovano prospettive, retribuzioni adeguate, crescita. È un’emorragia silenziosa che svuota città, università e imprese.
E mentre il turismo cresce, la popolazione attiva diminuisce: una terra bellissima abitata da sempre meno persone.
SANITÀ: UN SISTEMA SOFFERENTE
Il sistema sanitario pugliese è sofferente. Pronto soccorso saturi, carenza cronica di personale, liste d’attesa interminabili, medici e infermieri in fuga. Curarsi è un percorso a ostacoli: chi può va al privato, gli altri attendono.
In una regione che invecchia e perde popolazione attiva, questa è un’emergenza sociale.
INDUSTRIA E CONSUMI: LA CRESCITA CHE NON C'È
Siderurgia in crisi, mezzi di trasporto in calo, export debole. L’alimentare resiste, ma non può sostenere l’intera economia regionale.
I consumi delle famiglie stagnano, la fiducia è bassa, gli ammortizzatori sociali aumentano.
L’unico segnale positivo arriva dalle costruzioni, ma è una crescita drogata dal PNRR, destinata a dissolversi quando i fondi finiranno.
UNA REGIONE CHE VIVE DI IMMAGINE
La Puglia investe più sulla propria immagine che sulla sua struttura. Il risultato? Perfetta da fotografare, difficile da vivere. Una terra splendida che rischia di trasformarsi in un gigantesco resort: ospitale per chi arriva, ostile per chi resta.
Il futuro non si costruisce con i tramonti, ma con lavoro, sanità, istruzione, ricerca, imprese solide e politiche lungimiranti.
SERVE UNA SVOLTA POLITICA CULTURALE
La Puglia ha bisogno di strategie industriali, di una sanità rifondata, di politiche per riportare i giovani e investimenti veri. Serve una politica che guardi oltre la stagione estiva e le campagne elettorali.
Oggi la Puglia è un capolavoro estetico.
Domani, senza una svolta radicale, rischia di essere un capolavoro… disabitato.
Eduardo Gemminni
