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POLITICA
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Francesco Di Battista: «Il confronto venga portato in Consiglio Comunale»
«Da parte di CON e degli Agricoltori sto avvertendo dei tentennamenti, infatti, hanno chiesto di rinviare l’incontro dal notaio, ma con noi devono essere chiari, e soprattutto non pensino di usarci per attuare qualche strategia non precisata»

Lucera, 04.06.2021 – Si è tenuto ieri sera a partire dalle ore 20.00 in Piazza Duomo il comizio di “Lucera 2.0” sulla crisi politico-amministrativa in atto al Comune di Lucera. Ad introdurre l’evento è stata Maria Pia Altieri, la quale ha esordito informando che Lucera 2.0 ha fatto un ulteriore passo avanti, dal momento che pochi giorni fa il gruppo si è formalmente costituito come associazione politico-culturale, presieduta dalla stessa Altieri, la quale ha così commentato la lieta notizia: «Sappiamo tutti che Lucera è stata teatro di una grande mobilitazione civica in una stagione che ha visto una vera rivoluzione, ma oggi possiamo dire che essa è finita, siamo stati i primi a prenderne atto un anno fa, e la nostra decisione di correre da soli alle scorse elezioni sicuramente ne è stata la riprova: oggi noi vogliamo inaugurare una nuova stagione e vogliamo farlo senza incorrere negli errori passati, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti».
Ha quindi preso la parola il consigliere comunale di minoranza Francesco Di Battista, il quale ha innanzitutto ripercorso le tappe fondamentali che hanno portato il Comune di Lucera alla crisi politica. A partire dallo scorso 20 maggio, durante l’ultima seduta di Consiglio Comunale, è accaduto che il sindaco ha perso la maggioranza perché quattro consiglieri appartenenti alla lista “CON Lucera” hanno deciso di lasciare la medesima maggioranza per passare all’opposizione. A seguire, la lista “Agricoltori per Lucera” ha fatto lo stesso. Il risultato è comunque che ora quattro consiglieri di “CON Lucera” ed uno degli “Agricoltori per Lucera” sono passati nelle file della minoranza, e tre assessori, due di “CON Lucera” e uno degli “Agricoltori per Lucera”, che peraltro rivestiva anche il ruolo di vicesindaco, si sono dimessi. «È chiaro, dunque, che i numeri non ci sono più». Non solo: «Già nei mesi precedenti si notava che qualcosa non andava», infatti, c’erano stati degli «smottamenti» in Consiglio che hanno portato alla nascita di nuovi gruppi consiliari ed all’abbandono da parte di alcuni consiglieri del gruppo in cui erano stati eletti per passarne ad altri, cosicché oggi i gruppi “Polis Futura”, “Lista Tutolo” e “La Pagnotta” non esistono più, e la lista degli Agricoltori, che originariamente aveva tre consiglieri, ora ne ha soltanto uno, mentre gli altri due si sono posizionati – rimanendo in maggioranza – uno nel gruppo misto ed un altro nel neonato movimento “Popolari per Emiliano”. Ovviamente, tutto ciò è accaduto nel giro di pochi mesi: si è votato lo scorso ottobre e in poco tempo si è consumato questo strappo molto importante. Ciò, per Di Battista, «la dice lunga su come è nata quella coalizione»: la sensazione di Lucera 2.0 è che essa abbia avuto origine «non dalla condivisione di un’idea progettuale o di un programma, ma evidentemente soltanto dalla volontà di andare a vincere le elezioni». Chiaramente, come ha continuato a dire il consigliere, qualcuno dovrà pur assumersi la responsabilità di ciò, a cominciare da quello che viene individuato come il fondatore della coalizione in questione.

Tra l’altro, «se a questo si aggiunge anche una totale mancanza di leadership da parte del sindaco, il fallimento è totale sia sul piano politico che su quello amministrativo». Di Battista continua a sostenere, infatti, che Giuseppe Pitta «è totalmente incapace», e ha fatto una lista di esempi a dimostrazione di questo. «Basti pensare al dirigente del IV e V settore, il quale aveva un contratto a tempo determinato scaduto il 31 maggio, per cui sarebbe bastato suddividere momentaneamente le sue deleghe tra gli altri dirigenti, ovvero la dott.ssa Domenica Franchino e il dott. Raffaele Cardillo, oltre al segretario generale, ma ciò non è avvenuto, pertanto quella figura attualmente manca». Per non parlare «di tutte quelle ordinanze restrittive fatte durante il periodo in cui si è stati in zona rossa, le quali non avrebbero fatto altro che creare confusione». Ancora, «…lo scorso 6 maggio c’era una conferenza di servizi convocata in Provincia il cui oggetto erano i trasporti: in particolare, stava per essere fatta una gara a livello provinciale con lo scopo di aggiudicare ad un unico soggetto l’intero servizio di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano, ma erano presenti tutti i Comuni tranne quello di Lucera. Non solo: non bisogna dimenticare – ha proseguito – tutte quelle interrogazioni sollevate in Consiglio Comunale rispetto alle quali il sindaco non ha mai dato risposta, una su tutte la famosa questione della festa».
Alla luce di tutto ciò, come ha spiegato in seguito il consigliere, «se la maggior parte delle forze politiche presenti in Consiglio ritiene che questo sindaco non sia idoneo, la naturale conseguenza è che ci si dovrebbe recare dal notaio, si raccolgono le firme e si scioglie il Consiglio, dopodiché vengono indette nuove elezioni, a meno che non si voglia effettuare il cosiddetto ribaltone per cui tradendo il voto espresso dai cittadini soltanto sette mesi fa si effettui un salto dalla minoranza alla maggioranza tra l’altro in nome del bene della città, ipotesi che si vede sempre più nitidamente e che pare stia per concretizzarsi con le forze del centrodestra e con Italia in Comune, per un totale di quattro consiglieri». Questo, per Di Battista, «è un tradimento che si profila all’orizzonte rispetto al corpo elettorale». Dal canto suo, il consigliere avrebbe cercato di convincere Pitta a provare a ricucire con quella che è l’originale maggioranza: «Dico questo anche perché da parte di CON e degli Agricoltori sto percependo dei tentennamenti, infatti, hanno chiesto di rinviare l’incontro dal notaio, ma con noi devono essere chiari, e soprattutto non pensino di usarci per attuare qualche strategia non precisata». Queste, insomma, sarebbero le ragioni per cui solo i due consiglieri di Lucera 2.0 si sono recati dal notaio, mentre quelli del centrodestra e di Italia in Comune hanno comunicato di non condividere quell’iniziativa. Di Battista ha anche tenuto ad informare che è stata fatta una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale sottoscritta da dieci consiglieri comprendenti quelli di Lucera 2.0, del PD, di CON e degli Agricoltori: tale iniziativa sarebbe nata dal fatto che se non si fosse raggiunto il numero per sciogliere il Consiglio, si sarebbe fatto sì che quest’ultimo continuasse a lavorare. I punti all’ordine del giorno previsti sono la crisi politico-amministrativa, appunto, e due accapi rinvenienti dall’ultima seduta, ritirati perché era scoppiato il caos.
Nel frattempo, in questi giorni i consiglieri hanno ricevuto dal sindaco un calendario con le date del confronto con le varie forze politiche, che inizierebbe oggi, ma dato che i primi ad essere convocati sono stati proprio quelli di Lucera 2.0, che non si presenteranno per evitare di legittimare quella che Di Battista ha definito «una porcheria istituzionale», si procederà a tenere quelli successivi. In ogni caso, l’idea di Lucera 2.0 è che se si porterà a termine l’operazione “ribaltone”, i due consiglieri continueranno in modo ancora più convinto a fare opposizione rimanendo esattamente lì dove i cittadini li hanno collocati; poi, come ha spiegato Di Battista, il sindaco potrà comunque leggere il loro programma elettorale, «…che dovrebbe servirgli per allargare un po’ i suoi orizzonti. Se il sindaco vorrà sviluppare le nostre idee, noi ovviamente ci saremo, ma attenzione, da un punto di vista amministrativo, non certo politico: questo è il bene della città, non i ribaltoni».

Greta Notarangelo

 
 
 

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