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POLITICA
Politica

Nicola Di Battista contro Pitta e gli ex colleghi della maggioranza
«Di fronte ad un modo di fare politica che non ci appartiene oltre che ad un’attività amministrativa che procedeva a rilento non ce la siamo più sentiti di continuare»

Lucera, 31.05.2021 – Dopo il consigliere Vincenza Checchia è intervenuto nel corso della conferenza stampa tenuta a partire dal pomeriggio dello scorso 29 maggio dalle liste “Agricoltori per Lucera” e “CON Lucera” presso la piazza antistante alla biblioteca comunale “R. Bonghi” Nicola Di Battista, il quale ha esordito chiarendo subito che erano state tante le occasioni in cui essi avevano subito decisioni, in modo prepotente ed illiberale, che avevano riguardato anche la scelta di qualche assessorato all’interno di qualche lista. In ultimo, si sarebbe imbastita ai danni della lista “Agricoltori per Lucera” un’operazione che attraverso la fuoriuscita del consigliere Rosa Travaglio e la costituzione di un nuovo gruppo, la lista “Popolari per Emiliano”, insieme ai transfughi de “La Pagnotta” Maria Barbaro e Giovanni Paolo Conte non solo voleva scompaginare gli equilibri politici, ma guardava direttamente alle elezioni provinciali mediante accordi con forze politiche, fino a quel momento a loro estranee, mai condivisi col resto della coalizione, che ne era quindi all’oscuro. A tal proposito, Di Battista ha osservato che verrebbe da chiedersi quali fossero i motivi di queste nuove alleanze nate all’ombra di qualche ufficio foggiano o barese e in nome e per conto di chi fossero state strette, ma soprattutto per risolvere quale tema urgente ed importante di interesse pubblico, infatti, a suo dire, nelle precedenti circostanze delle elezioni provinciali certe azioni venivano condivise con tutti e portate avanti sempre e solo utilizzando un’unica merce di scambio, la risoluzione dei problemi della città. Fu così, ad esempio, per la riapertura ed il potenziamento dell’ospedale di Lucera. Oggi, invece, per le ultime scelte non ci sarebbe stata né condivisione né un tema di interesse collettivo da porre sul tavolo, dunque, secondo Di Battista, è verosimile che su di esso a questo punto ci fossero finiti solo ed esclusivamente gli interessi e le ambizioni personali di più di qualcuno.
«È strano, per dirne una, che il consigliere Maria Barbaro non abbia votato per la presentazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato e abbia preso spesso posizioni critiche e addirittura di aperto e netto distacco dall’amministrazione e dal sindaco Giuseppe Pitta tanto da definirsi consigliere di nessuno per poi riscoprirsi fedelissima dello stesso e leader di un neonato gruppo collegato a forze politiche che fino a quel momento nulla avevano a che fare con la nostra coalizione (la consigliera Barbaro ha però spiegato, in un commento su facebook: «Ci tengo a precisare che ero “ASSENTE” al momento della mancata approvazione del “primo bilancio” per motivi familiari che non sto qui ad elencare in pubblica piazza, ma ovviamente mi sono assicurata che ci fosse il numero legale per l’approvazione », ndr), oppure non si comprendono i motivi per i quali Conte, altro membro della lista Popolari per Emiliano, abbia abbandonato La Pagnotta senza mai aver esposto le ragioni del suo allontanamento, circostanza peraltro assai improbabile a verificarsi, dal momento che il consigliere non aveva mai partecipato ad incontri, riunioni o pubbliche assemblee».

Stessa cosa dicasi, in base a quanto riferito da Di Battista, per Travaglio, la quale non avrebbe mai palesato alcuna divergenza con gli altri membri della lista e che anzi più volte era stata sollecitata ad una maggiore partecipazione all’attività ed agli incontri pubblici: «Ci duole riscontrare che ad ogni buon conto siamo stati forse tra i più presenti, partecipi e fattivi rispetto alle progettualità ed alle attività istituzionali: noi lavoravamo mentre altri erano in altre faccende affaccendati, e ora che tutte le carte sono sul tavolo, chi ha barato preferisce ancora una volta il silenzio e rifugge dal confronto coi cittadini: siamo ancora più convinti di aver deciso per il meglio nel totale rispetto dell’impegno assunto con chi ci ha sostenuto». Del resto, come ha continuato a spiegare l’ex assessore, il fatto che una parte importante della minoranza sia in procinto di passare in pochissimi giorni armi e bagagli in maggioranza lascia tutti molto perplessi sulla serietà e la meticolosità con cui fino ad ieri essa ha svolto la sua azione di controllo sugli atti e sulle decisioni amministrative: «Vorrà dire che nell’interesse di una città che amiamo più di qualsiasi altra poltrona tale incombenza la svolgeremo noi dalle file di una seria e fiera opposizione, e siamo qui a comunicarlo insieme a tutte le motivazioni del caso al contrario di chi invece all’ombra di cene ed accordi vecchia maniera pur di restare al comando della nave prenderebbe a bordo chi ne aveva ostacolato la partenza e ne comprometterà l’arrivo, un progetto senza prospettive che vivrà su quanto di buono abbiamo fatto finora e destinato all’estinzione».
Passando ai fatti, Di Battista ha spiegato che i tre assessori di riferimento delle due liste che hanno convocato la conferenza coprivano insieme oltre tre quinti delle totali deleghe assegnate all’esecutivo: si tratta di assessori che avrebbero lavorato duramente e quotidianamente conseguendo risultati nonostante fossero oberati da incombenze. La stessa distribuzione delle deleghe avrebbe determinato un andamento a doppia marcia dell’amministrazione: da una parte assessorati pieni di incarichi, dall’altra assessori con una o due deleghe che poco avrebbero inciso nell’attività complessiva, salvo in qualche caso rallentare, mancando di interloquire con cittadini e referenti, le varie iniziative, perdendo finanziamenti o semplicemente essendo totalmente improduttivi. A questo si è aggiunta la scelta, per Di Battista infelice, del sindaco di trattenere per sé deleghe importanti quali Ambiente e Bilancio, la qual cosa ha finito per frenare ulteriormente l’attività amministrativa: «Potremmo fare tanti esempi di come l’approssimazione, la disorganizzazione o più semplicemente l’ignavia ha condizionato l’attività amministrativa impedendo il raggiungimento di alcuni obiettivi anche di facile portata».
Con particolare riferimento al primo cittadino poi, «riscopertosi contemporaneamente esperto di contabilità pubblica e di urbanistica e tecnologo ambientale, salvo poi dimostrarsi più assorbito da giochi finalizzati alla conservazione del potere», erano stati più volte lamentati ritardi ed inefficienze. Di Battista pensava, ad esempio, alla questione Maia Rigenera, ex Bioecoagrim: com’è noto, l’azienda è stata interessata da un provvedimento autorizzativo provvisorio della durata di cento giorni per avviare un solo ciclo produttivo e verificare che non si rispettano tutte le condizioni. A tal proposito, una parte della maggioranza aveva più volte sollecitato Pitta a richiedere, producendo osservazioni in Provincia, la riduzione delle quantità lavorate proprio alla luce dei problemi pregressi, ma la sua richiesta si è rivelata lettera morta. Inoltre, tutti sanno che il non rispetto delle prescrizioni, tra cui figura anche la corresponsione delle compensazioni ambientali, comporta la revoca dell’autorizzazione e la sospensione dell’attività. Ebbene, il Comune attende ancora da Maia le somme relative alle compensazioni ambientali rimaste insolute dalla vecchia gestione dei Montagano: anche in questo caso, però, il sindaco, più volte sollecitato a provvedere a ciò, non avrebbe battuto ciglio, pertanto, ora l’azienda riapre «e il Comune si dimostra incapace di far valere i suoi diritti».
Un altro esempio venuto in mente a Di Battista è stato quello della circolare dell’Agenzia della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti indirizzata sempre al sindaco nonché assessore all’Ambiente, la quale chiedeva al Comune di attivarsi relativamente alla possibilità di acquisire in comodato d’uso gratuito delle fototrappole utili a presidiare il territorio dall’abbandono dei rifiuti, un’opportunità che a loro avviso andava sfruttata immediatamente, dato che l’Ente ha poche ed obsolete fototrappole, alcune delle quali neanche più funzionanti, per agevolare il lavoro della Polizia Municipale e delle Guardie Ambientali, specie poi alla luce della campagna di sensibilizzazione che proprio Di Battista ha portato avanti in qualità di assessore all’Efficienza dei servizi «col prezioso contributo del Rotary Club» al fine di prevenire comportamenti incivili che deturpino spazi e beni comuni, «ma anche su questo il sindaco era evidentemente molto impegnato, tanto che la circolare dell’AGER Puglia è rimasta lì a prendere polvere sulla scrivania» senza che essi ne sapessero nulla.
Questi, come ha detto in chiusura Di Battista, sono solo due piccoli esempi utili a comprendere come si sia lavorato finora: «Di fronte ad un modo di fare politica che non ci appartiene oltre che ad un’attività amministrativa che procedeva a rilento non ce la siamo più sentiti di continuare, non potendo più stare lì fermi ad essere spettatori di tutto ciò: arriva il momento in cui devi per forza dire basta, altrimenti diventi complice di un certo modo di fare».

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