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Non può essere tutto bianco o nero, di Marco Pagliara

In occasione della campagna elettorale per le amministrative lucerine si sono accesi i confronti; è pur vero che questo è il senso della democrazia ma il confronto si sta trasformando in scontri personali o sociali, degli “uni contro gli altri”, con posizioni che invece di essere oggetto di dialogo o discussione, per favorire le scelte consapevoli degli elettori, sono diventate contrapposizioni insanabili, da una parte i “giusti”, dall’altra i “nemici”.

Eppure, le cose non possono essere inquadrate in maniera così distruttiva.

Non può essere tutto “bianco o nero”.

La nostra Citta di Lucera è fatta di relazioni intense, di rapporti familiari, amicali e professionali. Quando la politica esaspera i toni, il rischio è che queste relazioni vengano incrinate, si possono creare fratture personali, rancori che si trascinano oltre le elezioni, divisioni che si insinuano nelle piazze, nelle famiglie, tra gli amici e sui luoghi di lavoro.

Allora mi chiedo: vale davvero la pena pagare questo prezzo? Per cosa o per chi?

La competizione elettorale non dovrebbe essere una guerra che porta a delegittimare gli avversari, ad odiarli o deriderli.

Chi ha fatto una scelta diversa, o la pensa diversamente, non dovrebbe essere considerato come un “nemico da abbattere”, non dimentichiamo che dietro ogni persona c’è una storia, un’esistenza, e che la politica va fatta per il “bene comune”.

Il linguaggio ha un peso e le parole possono costruire idee e alimentare comportamenti virtuosi oppure fomentare odio, anche mediante l’uso dei social network.

I messaggi estremi fanno rumore, raccolgono consenso immediato, ma attenzione alle ferite profonde, alle cicatrici che creano nel tessuto cittadino e tra le persone. Tale dinamica conduce all’applicazione del noto principio, secondo il quale “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”.

La politica dovrebbe servire a trovare soluzioni, a portare alla crescita del tessuto sociale e cittadino, allo sviluppo, non a creare “nemici”, in ogni ambito, e deleterie divisioni. E questo vale non solo per chi si candida, a sindaco o consigliere, ma per tutti i cittadini.

Mi auguro che si possa diventare elettori responsabili, con rifiuto dell’odio, mantenendo rispetto reciproco, perché dopo le elezioni si continuerà a vivere nella stessa comunità, a incontrarsi per strada o nei locali, a condividere le stesse ambizioni per la nostra Città.

Tutto passa prima o poi ma i valori del confronto civile, dell’amicizia e del rispetto vanno sempre difesi, per mantenere la capacità di costruire insieme il futuro, perché da soli, con l’odio, il rancore e la contrapposizione estrema non si va da nessuna parte.

Marco Pagliara
(Collaboratore del Frizzo)

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