Doveva essere un'interrogazione, quella del consigliere comunale Franco Angelo Ventrella nel contesto della seduta di Consiglio dello scorso 18 marzo, ma siccome prevedeva che, come al solito, il consiglierte Mario Coccia avrebbe vista accolta la sua richiesta di posticipare il punto sulle interrogazioni alla fine della trattazione degli argomenti, ha provato a girarla in comunicazione, perché le comunicazioni non possono essere posticipate. Alla fine il presidente del Consiglio Comunale Pietro Di Carlo ha comunque annoverato la "comunicazione" di Ventrella tra le interrogazioni che, puntualmente, sono scivolate in coda all'ordine del giorno. Ventrella aveva comunque ottenuto lo scopo.
E allora la riportiamo appunto come interrogazione.
Il quesito riguardava una vicenda gioridica in forma civile che aveva portato all'emissione di due sentenze di condanna di primo grado e di secondo e definitivo grado presso la Corte d'Appello di Bari. Si è rivolto al Presidente del Consiglio, Ventrella, e per notifica al segretario comunale dott. Luigi Caso, ma anche «a tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda che andrò ad esporre, relativamente a una situazione amministrativa e contabile che investe il nostro comune».
Il consigliere ha detto quindi di attendersi dal dott. Caso una risposta scritta e dettagliata sulla situazione descritta.
L'oggetto riguardava una vicenda «in ordine al mancato incasso di somme derivanti da sentenza di condanna della Corte di Appello di Bari a carico della società Format di Lucera».
In premessa Ventrella ha evidenziato quanto segue:
«Risulterebbe emessa una sentenza di condanna da parte della Corte di Appello di Bari (Sezione Civile) a carico della società Format, che obbligherebbe la stessa al pagamento di somme a titolo di risarcimento e/o restituzione in favore del Comune di Lucera. In particolare risulterebbe che con sentenza n. 491/2025 pubblicata il 4.4.2025 l’Ente di Formazione FORMAT sia stato condannato, a seguito di appello alla sentenza n. 2329 del 13 ottobre 2021 del Tribunale di Foggia, alla rifusione di euro 14.317, oltre IVA, cap e rimborso forfettario, nonché al pagamento di contributo unificato, a favore del comune di Lucera. La sentenza trae origine da una precedente condanna, sempre a carico del precitato ente, di un precedente contenzioso con il quale in primo grado lo stesso ente era stato condannato al pagamento di euro 8.000 sempre a favore del comune di Lucera – sentenza 2329/2021 del 13.10 2021 - Tribunale di Foggia. Come dovrebbe essere ben noto – ha proseguito il consigliere del Partito Liberal Democratico –, le due sentenze hanno come oggetto un presunto comportamento omissivo da parte di questo ente nel non aver fatto partecipare il proprio personale a un corso di formazione gestito dalla Format, e finanziato dalla Regione Puglia, per ben 254 mila euro circa, mai realizzato e che, devo presumere, il predetto ente ha dovuto restituire alla Regione Puglia. È altresì noto come, compito degli uffici comunali, sotto la vigilanza del Segretario Generale, garantire la tempestiva riscossione dei crediti certi, liquidi ed esigibili per evitare potenziali danni erariali all’Ente. Del predetto ristoro – ha concluso nel suo prologo – doveva essere dato conto, stante la situazione di dissesto finanziario di questo ente, generata dalla precedente amministrazione a guida del Sindaco Geometra Tutolo, dall'organismo deputato a decidere la debitoria (cioè ad accertare, rilevare e liquidare la massa passiva) cioè l’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) cui ovviamente il Segretario Comunale, o chi per esso, doveva rendere notizia della predetta condanna dell’ente Format».
Di qui le considerazioni successive alla premessa.
«Considerato che:
- ad oggi, non risulterebbero tracce contabili o atti amministrativi (determine di accertamento di entrata) che confermino l'avvenuto incasso delle somme stabilite dall'autorità giudiziaria;
- non risulterebbe nemmeno il mancato avvio delle procedure di esecuzione forzata o di recupero crediti tanto da doversi configurare una responsabilità per inerzia amministrativa».
Insomma Ventrella ha chiesto di sapere:
«(Stato del Credito) se la sentenza della Corte di Appello di Bari citata in premessa sia passata in giudicato o se sia stata notificata in forma esecutiva alla controparte;
(Azioni Intraprese) quali atti formali di messa in mora o procedure esecutive siano stati attivati dagli uffici competenti per ottenere il pagamento del dovuto dalla società Format;
(Motivazioni del Ritardo) qualora il pagamento non sia ancora avvenuto, quali siano le ragioni tecniche o amministrative che hanno impedito il recupero delle somme e se sia stato fornito parere legale in merito;
(Tutela dell'Ente) se siano state verificate le garanzie patrimoniali della società debitrice per assicurare il soddisfacimento del credito del Comune».
Poi, ha chiesto di inserire nell'ordine del giorno della prossima seduta utile del Consiglio Comunale il quesito sottoposto sollecitando una risposta scritta entro i termini previsti dal Regolamento Comunale e aggiungendo: «…fatte salve, in caso di omissione, la trasmissione della presente alla Delegazione Regionale della Corte dei Conti per l’accertamento delle responsabilità in ordine alla presunta omissione di quanto statuito dalla Condanna da parte sia del Tribunale di Foggia che della Corte di Appello».
LA RISPOSTA IN "DIFFERITA SOCIAL" DI DELL'AQUILA E LA REPLICA DI VENTRELLA
Il consigliere Antonio Dell'Aquila, assente ormai da due sedute di Consiglio Comunale, ha inteso rispondere a Ventrella sul social network Facebook con un post intitolato: «Gli atti parlano chiaro. Fu una manovra di palazzo!!!» e scrivendo: «Dalle carte ufficiali emerge in modo inequivocabile che il corso finanziato dalla Regione Puglia non fu portato a termine non per responsabilità dell’ente FORMAT, ma a causa di una vera e propria interruzione determinata da dinamiche interne al Comune di Lucera.
Le comunicazioni dell’epoca sono inequivocabili: attività sospese, difficoltà organizzative, mancata partecipazione dei dipendenti e continui rinvii dovuti a decisioni e contrasti interni tra dirigenti e struttura amministrativa.
Da qui che nasce il contenzioso.
Noi lo abbiamo detto chiaramente e senza giri di parole: una manovra di palazzo, che ha prodotto un danno concreto ad un ente che aveva portato soldi per formare dipendenti pubblici!
Poi c’è un altro piano, quello della verità processuale.
Il giudice non ha riconosciuto le nostre ragioni. È un fatto. Ne abbiamo preso atto.
Inoltre si allega la richiesta di pagamento da parte del legale di controparte e dunque il comune non deve essere risarcito di nulla per la seconda sentenza!!!
E quando si afferma che le attività formative non sono state svolte si dice il falso e le carte dicono il contrario.
Ma questo non cancella ciò che è accaduto e che i documenti dimostrano.
E proprio per questo, quello a cui abbiamo assistito in Consiglio comunale non è stato un intervento serio, ma un attacco politico costruito ad arte.
Un attacco che arriva non a caso, ma dopo che ho detto una cosa semplice e sotto gli occhi di tutti: quella che oggi viene chiamata “coalizione del campo largo” è, nei fatti, una ammucchiata politica, dentro cui convivono pezzi che fino a ieri stavano dall’altra parte, a partire dal candidato sindaco del centrodestra della scorsa tornata.
E guarda caso, chi oggi alza la voce in Consiglio è un protagonista di quell’area.
È difficile non vedere il filo che tiene insieme tutto questo.
Quando la politica diventa vendetta, si smette di servire la città e si inizia a usare le istituzioni per regolare conti personali (fatto noto).
Lucera merita di più.
Merita verità, serietà e rispetto delle istituzioni.
Ps il comune non si adoperò per trovare una soluzione bonaria - chessò un intervento presso la regione per risolvere il problema - Questo è il frutto avvelenato di una macchina che non ebbe nemmeno la sensibilità di trovare un accordo- dopo tutto stavamo tenendo un percorso di formazione a gratis ripeto a gratis ripeto a gratis per i dipendenti comunali)».
Non poteva farsi attendere la replica del consigliere Ventrella il quale ha sottolineato: «Caro consigliere Antonio Dell'Aquila, "quanto affermato e detto" è stato oggetto di due sentenze, primo e secondo grado.
Tu che sei di sinistra e rispettoso dei magistrati, come pure lo sono io, rispetta quanto deciso e se non hai provveduto, e dico se, a ristorare il comune, credo sia giusto che tu lo faccia subito come cittadino che non può godere dei privilegi perché consigliere comunale.
Resta fermo che il mio intervento non è alla persona ma un monito alla tecnostruttura comunale, affinché recuperi "soldi dovuti", che devono essere incassati. Questo lo faccio anche quale componente della commissione bilancio di cui sono stato anche presidente».
Il Frizzo
