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Lucera. Fabrizio Abate: «Il Progetto Fenice è un vero e proprio scempio!»

LUCERA – Nella sua seconda interrogazione durante la seduta di Consiglio Comunale del 7 ottobre trascorso, il consigliere Fabrizio Abate ha parlato di un vero e proprio scempio. Questa volta la richiesta era indirizzata al sindaco Giuseppe Pitta nonché all’assessore all’Urbanistica la cui delega è in carica allo stesso primo cittadino.

Nei giorni precedenti avevano appreso dalla stampa locale, e poi si erano documentati tramite indagini interne recuperando documenti agli atti, che era in procinto di essere realizzato un progetto, denominato “Fenice”, il quale prevede l’installazione di cinquantuno aerogeneratori da 7,2 megawatt ciascuno e alti 175 metri distribuiti, fra gli altri, nei comuni di San Severo, Lucera e Torremaggiore.

Secondo la documentazione pubblicata sul sito del MASE alcune di queste torri ricadrebbero a ridosso del limite dei tre chilometri dalla fortezza di Lucera: «Stiamo parlando di almeno tre aerogeneratori alti quanto la collina del nostro castello, che dunque venendo da San Severo non vedremmo più per via della visuale occultata da quelle torri». Ora, il problema è che il Comune di Lucera è l’unico ad aver dato parere favorevole alla realizzazione del progetto che prevede tre aerogeneratori a ridosso della Fortezza, ma l’aspetto davvero paradossale, a dire di Abate, è che nel parere fornito dalla Regione Puglia si dichiara che l’intero parco è previsto in area non idonea, in quanto tutti gli aerogeneratori ricadono nei coni visuali del castello di Lucera e di Castelfiorentino; inoltre, molti ricadono in aree di connessione ecologica, di pregio paesaggistico e ambientale e di pregio agricolo. Quindi praticamente si conclude dando parere negativo.

Il consigliere ha chiesto dunque al sindaco se fosse mai possibile che seppur alla luce di tutto ciò il Comune di Lucera fosse l’unico ente a dare parere favorevole: «Proprio chi dovrebbe tutelare il nostro castello fa ciò: come mai vi è venuta in mente una cosa così assurda? È uno scempio ecologico e paesaggistico!». Abate ha anche domandato a Pitta se fosse concorde col proprio dirigente e perché: «E se non lo sei, che fai a fare l’assessore all’Urbanistica? Vorrei sapere come la pensa da questo punto di vista, perché in una maniera o nell’altra c’è qualcosa che non va».

Il sindaco ha voluto quindi chiarire ogni aspetto di quell’argomento. Si tratta di tre aerogeneratori, facenti parte di un grosso parco eolico che sconta un’autorizzazione ministeriale oltre che regionale, che ricadono nel territorio del comune di Lucera nei coni visuali a tutela della Fortezza Svevo-Angioina. I coni visuali previsti dal PUG sono tre: il primo, quello di massima tutela, è a tre chilometri, poi c’è fino a sei e poi ancora da sei a dieci chilometri e infine oltre i dieci, limite, quest’ultimo, oltre il quale essi non sarebbero visibili dalla Fortezza non rientrando più nel cono visuale.

Questi tre aerogeneratori previsti da richiesta autorizzativa rientrano nel secondo cono visuale, non in quello di prima salvaguardia bensì intermedio, quindi dai quattro chilometri (il cono finisce a 3) dal castello.

Ora accade ciò: arriva la richiesta e l’ufficio esprime il proprio parere, mentre il Comune di Lucera doveva esprimersi tecnicamente soltanto sulla conformità urbanistica. Nel PUG vi è tutta una serie di regole, tra le quali vincoli di salvaguardia e quant’altro, e lo strumento urbanistico del Comune di Lucera è ovviamente conforme al piano regionale PPTR. Comunque, gli uffici hanno fatto l’estratto dei certificati di destinazione urbanistica per vedere che cosa si potesse fare su quei terreni e che destinazione abbiano le particelle nelle quali ricadono queste pale eoliche, quindi hanno valutato il certificato rispetto alle NTA e alle previsioni del PUG e hanno indicato che quello che si chiedeva rispetto a quello che si poteva fare era conforme. Questo toccava agli uffici, senonché quando Pitta si è reso conto in un secondo momento che si trattava di un grosso parco e soprattutto che queste pale eoliche sono molto grandi, anche esuberando quella che è la sua competenza ha fatto una nota integrativa al primo parere dichiarando che c’era la conformità urbanistica ma che si doveva tener conto del fatto che tali pale così grande andavano a incidere sulla visuale del castello. Questo è stato il riassunto molto breve della vicenda.

Ora, le due note sono agli atti della procedura e pubbliche sul sito del MASE, così come è pubblico il rilievo politico del sindaco, il quale esprime parere politico fortemente contrario all’installazione di quelle pale nei coni visuali: «Gli uffici hanno fatto quello che andava fatto e che potevano fare e non possono fare altro, ma il parere di conformità paesaggistica e quello di conformità di tutela del bene non attengono al Comune di Lucera, bensì rispettivamente alla Provincia in sede di commissione Paesaggio, dove è presente anche la Soprintendenza, e a quest’ultima direttamente rispetto alla tutela del monumento. Il Comune, invece, quando ha espresso il parere di conformità urbanistica, non ha detto di volere le pale. Quanto poi alla Regione, a parere del primo cittadino essa ha fatto una cosa grave non esprimendosi e non definendo quelle che sono le aree idonee e non, perché se la stessa avesse per tempo individuato quelle non idonee, «noi non saremmo stati ancora a ragionare di questo». Infatti, come ha continuato a spiegare Pitta, la procedura di individuazione delle aree idonee e non, parte dal Governo e obbliga tutte le Regioni a individuare le aree idonee e non all’insediamento dei FER: «Ma il punto non è questo, bensì il fatto che la politica ha espresso parere contrario».

Abate ha chiesto allora dove fosse questo parere e il sindaco ha risposto che è pubblico e che è pubblicato sul sito del MASE: «Io ho inviato il parere al MASE dicendo che siamo un’amministrazione fermamente contraria, ancor più per quelli che sono gli aerogeneratori che rientrano nei coni visuali del castello, e ciò a tutela di esso». Ciò detto, Pitta ha informato che si sarebbe dovuta esprimere rispetto alla tutela del bene la Soprintendenza. «Vi dico di più – ha concluso –, anche con tutti i pareri contrari, come afferma la legge, se la Presidente del Consiglio dei Ministri si esprime dicendo che si deve fare lo stesso, non possiamo fare nulla, zero, se non metterci là quando installano le pale».

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