LUCERA – A relazionare sul quinto accapo dell’ultimo Consiglio Comunale, “Patto dei Sindaci per il clima e l'energia - Redazione del Piano di Azione per l'energia sostenibile e il clima (PAESC) - Approvazione Piano d’Azione - CUP: F22I23000020002”, è stato l’assessore al ramo Daniela Pagliara (foto), la quale ha in primis ricordato che già nel settembre del 2022 si era aderito in Consiglio allo stesso patto, che aveva come obiettivo appunto anche la redazione del PAESC, Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima: «Come Comune, subito dopo il Consiglio che si tenne il 14 settembre di quell’anno, il 30 settembre inviammo la richiesta di candidatura e ottenemmo dalla Regione Puglia un finanziamento di 12.000 euro per la redazione del piano». Quest’ultimo, come ha spiegato l’assessore, altro non è che uno strumento attraverso il quale vengono portati avanti quelli che sono gli obiettivi della Comunità Europea entro il 2030, ovvero la decarbonizzazione e la riduzione dell’emissione di CO2 nell’aria, con l’obiettivo di portare la seconda al 55%.
«Diciamo – ha proseguito Pagliara – che a Lucera abbiamo dei punti di forza e di debolezza che sono stati riscontrati nel piano, ma siamo in soglia leggermente inferiore rispetto alla Regione Puglia, quindi comunque siamo virtuosi». Il piano comunque, come ha continuato a dire l’assessore, è costituito sostanzialmente da cinque parti. Per quanto concerne invece l’inventario base delle emissioni è stato fatto maggiormente richiedendo a quelli che sono i sottoservizi che forniscono sia l’energia elettrica che il gas metano i consumi che si sono avuti e per l’ente Comune e, in generale, per gli altri settori, nella fattispecie i privati e il settore industriale. È stata fatta dunque la valutazione dei punti di vulnerabilità e uno di questi già si conosce, quello della siccità, pertanto nel settore agricoltura si è dovuta riscontrare un’alta vulnerabilità proprio a causa della siccità. È stata poi fatta la valutazione della povertà energetica e «diciamo che noi da questo punto di vista, considerando tutta l’energia rinnovabile che abbiamo nel nostro territorio, questo è un punto di forza per noi piuttosto che uno di debolezza». Per quanto riguarda poi le azioni di mitigazione, che sono quelle atte alla riduzione della CO2 in atmosfera, «è stato più che altro effettuato un resoconto di quello che è stato fatto dal 2012 a oggi per abbassare quelle che sono le emissioni nell’aria della CO2 appunto e di quello che sarà», quindi una programmazione di azioni e adattamento fino al 2030.
«Noi come Comune – ha detto ancora l’assessore – abbiamo la redazione del PAESC che è stata collegiale, cioè di tutti gli assessori». Questa avrebbe interessato maggiormente il settore delle opere pubbliche, infatti le azioni si sarebbero concentrate sugli edifici scolastici e in generale su quelli comunali, quindi «tutto ciò che riguarda l’efficientamento energetico, come la sostituzione degli infissi piuttosto che la realizzazione di un cappotto termico, che vanno ad abbassare quello che è poi il consumo del fattore energia, che è sia di gas metano che di energia elettrica, oltre alle azioni di istigazione che sono state fatte anche per i cambiamenti climatici». Si sa benissimo, inoltre, che con l’avanzare degli anni le nostre piogge sono sempre più rade e torrenziali in città, così adesso «abbiamo tanti cantieri aperti e stiamo cercando di realizzare e realizzando specialmente nelle zone più depresse della città la fogna bianca, che in qualche modo va ad aiutarci evitando gli allagamenti».
Pagliara ha altresì informato che il piano verrà rinnovato con cadenza biennale e che ad oggi hanno fissato degli obiettivi che potranno essere comunque aggiunti o migliorati fino al 2030.
È poi intervenuto il consigliere Fabrizio Abate, il quale ha chiesto in che maniera incidano, se incidono, gli impianti eolici e quelli fotovoltaici su questo piano presentato dall’assessore. Pagliara ha dunque risposto che il piano redatto è semplicemente una fotografia di quello che è oggi, quindi quegli impianti non vanno a incidere su alcunché. «Sicuramente – ha poi dichiarato – il fatto che noi abbiamo una grossa produzione di energia verde nell’entourage della città ci dà un punto di forza, perché l’energia verde, essendo prodotta in loco, viene consumata in loco, pertanto è caratterizzata da una perdita di energia inferiore, ed è questo l’unico fattore di forza che ci dà, ma comunque il quantitativo di impianti eolici e fotovoltaici presenti sul territorio non va a incidere». In ogni caso, negli obiettivi non ci sarebbe quello di incrementarli: «Le strategie di adattamento sono quelle messe in piedi fino a oggi, quindi quelle che abbiamo già realizzato, poi fino al 2030, ripeto, ci saranno degli obiettivi da rinnovare poco alla volta».
Il voto sull’accapo è stato unanime.
Il Frizzo
