LUCERA – Consiglio Comunale di Lucera dell'11 dicembre scorso: nel contesto delle dichiarazioni di voto sull'accapo relativo al Piano di diritto allo studio per l'anno 2026 il consigliere comunale di minoranza del Partito Liberal Democratico, Giuseppe De Sabato, ha formulato quella che egli stesso ha definito «una vera e propria denuncia» di carattere soprattutto politico-elettorale. Stiamo parlando di una indiscrezione circolata immediatamente a ridosso delle elezioni regionali recenti del 23 e 24 novembre 2025 a proposito di una ipotesi di inserire tra le offerte dei corsi di studio presso il Convitto R. Bonghi un nuovo indirizzo, precisamente quello della disciplina sportiva.
A quanto pare presso quella scuola, dopo il tentativo di prevedere tale indirizzo tra le discipline di studio, sarebbe arrivata all'istituto una comunicazione di diniego per mancanza del requisito necessario. In altre parole quella possibilità, per trovare conferma, aveva bisogno che la scuola in questione fosse configurabile anche come "Liceo", caratteristica non riscontrabile nel caso del Convitto.
Ebbe alcuni giorni dopo sarebbe stata trovata la soluzione semplicemente istituendo presso quella struttura proprio un Liceo in modo tale da soddisfare il requisito necessario. E qui De Sabato non si è trattenuto dal dire: «Ma lo sappiamo che a Lucera è stato istituito un nuovo Liceo?».
Silenzio misto a imbarazzo in aula.
Un doppione rispetto a quello già esistente, come ha sottolineato il consigliere che ha proseguito: «Questo nuovo Liceo è stato istituito presso presso il Convitto Nazionale di Lucera e, di ciò, dovremmo essere tutti felici. Ma non è un vero Liceo, si tratta di un Liceo artefatto per giustificare l'inserimento di un indirizzo di studio. Certamente un fatto positivo anche questo, ma mi chiedo – ha aggiunto rivolgendosi soprattutto alla collega consigliera Francesca Niro, vieppiù docente nello storico Liceo che oggi fa coppia con il Rosmini –: se in città noi abbiamo già un Liceo, peraltro tra i migliori della nostra provincia, forse non sarebbe stato sbagliato guardare ad una realtà già presente da tempo per integrare quell'indirizzo sportivo?». Poi, da esperto e navigato uomo di scuola, rivolgendosi al consigliere Tonio De Maio (che riveste altresì il ruolo di consigliere provinciale) ha domandato: «Scusi, ma la Provincia si è assunta gli oneri previsti per questa nuova istituzione? Sta di fatto che se la Provincia mi dice di non saperne nulla, allora io mi domando: come mai l'indirizzo sportivo non è stato assegnato al Liceo che già avevamo? Cui prodest quella soluzione?».
Un altro aspetto evidenziato dal consigliere, dopo essersi rivolto al sindfaco, ha riguardato il fatto che «il Convitto, nei piani di ridimensionamento non entra, quindi il timore che il Convitto perdesse degli alunni e di conseguenza l'autonomia non esiste affatto». Non solo: «Il curriculo dell'indirizzo sportivo non è diverso da quello del Liceo. La differenza la troviamo solo per alcune materie, ma nel triennio e non nel bennio. Quindi continuo a chiedermi perché non sia stato creato quell'indirizzo sportivo, legittimamente, nel Liceo già esistente. Ragion per cui ritengo si sia trattato di una decisione illegittima, pretestuosa e, a questo punto, politica. E qui lo denuncio a gran voce: PO-LI-TI-CA!, perché fatta a ridosso delle elezioni regionali. È una vergogna il fatto che si faccia politica sulla scuola con l'effetto che tale istituzione potrebbe portare a situazioni di sovrannumerazione di docenti, un fatto che mi sconvolge e del quale – ha concluso De Sabato – informerò in qualità di organizzazione sindacale anche il Ministero dell'Istruzione e la Corte dei Conti per eventuali accertamenti di danni erariali».
Emblematico il fatto che spesso, durante questo suo intervento, il consigliere De Sabato rivolgesse lo sguardo verso la consigliera Niro, come a dire: ma non dovrebbe essere lei la prima a contestare o almeno a mettere in discussione queste scelte?
Da parte sua il sindaco Giuseppe Pitta ha tenuto subito a sollevare qualsiasi dubbio circa il coinvolgimento non solo dell'ente Provincia ma del Comune di Lucera: «Non mi risulta – ha affermato – che la Provincia si sia mossa rispetto all'istituzione di un nuovo corso a Lucera o addirittura di un nuovo Liceo, però posso dire con certezza che il Comune che amministro non è stato in alcun modo interessato. Io stesso ho appreso la notizia da voci di popolo o da articoli di giornali».
Roberto Notarangelo
