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Fragole amare, di Adelia Mazzeo

Non siamo un Paese libero. Non siamo un Paese civile. Non lo siamo finché continuiamo ad assistere impotenti a crimini efferati come quello che è costato la vita a quattro giovani braccianti agricoli bruciati vivi all'interno del minivan che li stava portando al lavoro nei campi della costa ionica. Raccoglievano fragole.

Ancora una volta giovani lavoratori extracomunitari "puniti" per aver rivendicato i propri diritti più elementari: poter usufruire di un alloggio dignitoso e venire pagati per il duro lavoro svolto. Giovanissime le vittime, un pakistano e tre afgani; pakistani anche i due assassini, presumibilmente in contatto con la mafia locale.

Ancora una volta il fenomeno odioso del caporalato.

La storia dunque si ripete: diversi gli attori, identico il copione.

E poi il silenzio, il silenzio dell'indifferenza, dell'assuefazione al male che non ci tocca da vicino:dopo il clamore dei primi giorni, cala il sipario su questa ennesima tragedia di vittime senza volto e senza nome. E invece un nome ce lo avevano i quattro giovani bruciati vivi: Waseem, Amin, Safi, Ullah.

Il video che ritrae gli assassini impedire con forza l'apertura dall'interno delle portiere nel disperato tentativo di sfuggire ad una morte atroce è un pugno nello stomaco e si fa davvero fatica a pensare che l'uomo possa arrivare a concepire tale malvagità e a realizzarla con spietata, lucida freddezza. Avrei voluto essere lì, ad aprirle quelle portiere, a sottrarre quelle giovani vite al fumo e alle fiamme, a una morte precoce e ingiusta.

Nelle coscienze di chi la coscienza ce l'ha risuona il monito accorato e dolente del compianto Alessandro Leogrande che nel suo saggio "Uomini e caporali" scriveva: "Li vedo arrivare, sono i morti.I caduti di tutte le guerre dei campi. I morti per la fatica e per le sofferenze patite. I morti di tutte le lotte, utili e inutili, di questa terra. I MORTI AMMAZZATI PER ESSERSI RIBELLATI. I morti ammazzati ancora prima di essersi ribellati. I morti che nessun libro di storia, nessun articolo di cronaca ha mai menzionato. Coloro che nessuno ricorda… La loro legione non ha epoca, le raccoglie tutte risalendo fino alla notte dei tempi.Vengono dal passato remoto e dal passato prossimo… E ora sono lì, formano una nuvola scura che non ha fiato. Sono muti,ma se parlassero, si affiderebbero a idiomi diversi, tra loro incomprensibili. Sono muti, ma se parlassero, direbbero che non pretendono la vita eterna, la ricomposizione dei cocci,la risurrezione dei corpi. Non rivendicherebbero la restituzione del maltolto. Vogliono solo essere considerati per quello che effettivamente essi furono: uomini, donne, bambini, ragazzi… Questo direbbero, questo dicono i loro occhi vivi. Vogliono solo un pò di dignità".

Waseem, Amin Safi, Ullah raccoglievano fragole.

Fragole amare.

Adelia Mazzeo

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