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Il “Canto muliebre” di Vincenzo Vecchiarino in mostra a Lucera dal 7 al 21 agosto
Giuseppe Trincucci: ««Questo nostro tentativo è uno stimolo ed un invito alla pubblica amministrazione lucerina affinché quest’artista abbia il risalto che merita»

Lucera, 09.08.2021 - Si è tenuto a partire dalle ore 19.30 dello scorso 7 agosto presso Palazzo D’Auria Secondo, piazza Oberdan 3, il vernissage dell’evento “Canto muliebre”, pensato da tempo per onorare e ricordare a due anni dalla scomparsa uno dei più grandi interpreti artistici di Lucera, il pittore Vincenzo Vecchiarino.
La mostra, curata da Vincenzo De Matteis, Peppe Sambero, Giuseppe Trincucci e Lucilla Vecchiarino, sarà visitabile fino al 21 agosto nelle ore serali, e con essa si intende ricordare che la città ha un’antica tradizione pittorica: non si possono dimenticare, ad esempio, personalità di spicco come Emanuele Cavalli e Giuseppe Ar, i quali ricevettero onori anche a livello nazionale ed oggi sono attenzionati da molti studiosi, intenditori e cultori di storia dell’arte.
Ebbene, come ha sottolineato Giuseppe Trincucci, Vecchiarino si colloca a pieno titolo in questa tradizione artistica della storia lucerina con una sua particolare identità. Le sue opere, infatti, sono riconoscibili: l’artista passò da un’esperienza figurativa vera e propria fino ad arrivare a nuove espressioni e tipi di ricerca artistica, e la sua produzione, che nel corso di tanti anni è stata cospicua, si trova in molte case sia di lucerini che di estimatori a livello nazionale e soprattutto fiorentino (proprio Firenze, d’altronde, è la città che egli scelse come dimora e zona di maggiore produzione).

Le opere esposte, una piccola antologia, sono state scelte dalla moglie Antonietta, la quale ha voluto in prima persona che Vecchiarino fosse ricordato, e dalla stessa figlia Lucilla, e la mostra è denominata “Canto muliebre” perché presenta donne in varie forme, attività e momenti, infatti si va dallo stile figurativo ad una sorta di pop art per esprimere l’attenzione alla figura femminile. Inoltre, molte delle opere sono realizzate a penna biro di diversi colori (una tecnica tanto cara all’artista), che egli usava magistralmente con risultati eccellenti, anzi, addirittura impensabili oggi in quanto tale tipo di pittura, essendo molto particolare, non consente alcun ripensamento, cancellazioni o ritorno ad aggiustamenti successivi, trattandosi di un’arte pura e che richiede grande maestria.
Vincenzo Vecchiarino merita dunque per Trincucci un posto particolare e maggior attenzione da parte della cultura cittadina, che dovrebbe dedicargli più spazio: «Questo nostro tentativo è uno stimolo ed un invito alla pubblica amministrazione lucerina affinché quest’artista abbia il risalto che merita, magari un giorno attraverso l’esposizione nella pinacoteca della città delle sue opere assieme a quelle di altri artisti locali, a maggior ragione che esse sono state oggetto recentemente di studi critici da parte di alcuni studiosi fiorentini».
Trincucci ha confessato altresì di avere in animo di realizzare un catalogo completo delle opere dell’artista.

Greta Notarangelo


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