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“Festival della critica fotografica – Lucera Photos”. Partita la 1ª edizione nella "luce" di Giuseppe Cavalli
Il secondo evento si terrà questa sera nel giardino del “Circolo Unione 1860” e a seguire, a partire dalle ore 20:00, ci sarà all’interno della corte di “Palazzo D’Auria Secondo” l’inaugurazione della mostra collettiva “Il senso della luce a Lucera”

Lucera, 22.08.2021 - È stato “il senso della luce” a Lucera a dare avvio al “Festival della critica fotografica – Lucera Photos”, la cui ideazione e direzione artistica sono di Marcello Sparaventi con la collaborazione di Giuseppe Trincucci ed Alessia Venditti. Il primo appuntamento ha avuto luogo nella serata dello scorso 21 agosto presso il chiostro della biblioteca San Pasquale (per la cronaca e per l’amministrazione, va sottolineato che il portone d’ingresso è messo male e andrebbe restaurato; Trincucci lo ha fatto presente all’assessora alla Cultura del Comune di Lucera evidenziando che ci sarebbe anche un donatore della somma per sistemare la struttura in legno). Il 22 agosto si svolgerà, invece, il secondo evento presso il giardino del “Circolo Unione 1860” e a seguire, a partire dalle ore 20:00, si terrà all’interno della corte di “Palazzo D’Auria Secondo” l’inaugurazione della mostra collettiva “Il senso della luce a Lucera”, a cura dello stesso Sparaventi, la quale vedrà la partecipazione di undici fotografi (Nicola Ritrovato, Paola Celestina Ricucci, Michelino Palumbo, Nicola Loviento, Alfredo Ingino, Bambina Giantomaso, Giusi Fontana, Luigi Di Napoli, Daniele De Luca, Bianca Costanza De Luca, Antonio Carbone) che hanno realizzato nell’estate del 2019 un laboratorio fotografico con una mostra di immagini ad opera degli stessi autori i quali hanno seguito tre giornate di studio e pratica, dal 5 al 7 agosto del 2019 a Lucera, presso l’Osservatorio di Fotografia “Dalla Puglia alle Marche”, evento culturale dedicato al fotografo Giuseppe Cavalli (Lucera, 1904 - Senigallia, 1961). In particolare, dopo gli incontri di discussione sulle immagini, le uscite nei luoghi del territorio lucerino erano spinte dalla ricerca della luce mediterranea che ogni giorno scolpisce la materia dei muri e delle strade, e i soggetti cavalliani sono stati evocati dai racconti e dalle storie di Trincucci. Inoltre, la luce interpretata dagli autori, specialmente quella dei fotoamatori degli anni Cinquanta, è stata l’argomento basilare degli incontri svolti da Venditti e Sparaventi. Infine, sono stati prodotti undici pannelli espositivi contenenti alcune immagini attentamente selezionate per far emergere lo stile e la sensibilità dei singoli artisti, che hanno dimostrato di essere stati degnamente ispirati dal grande maestro.

Ebbene, proprio la figura di Cavalli è stata l’oggetto dell’incontro del primo appuntamento, nel corso del quale è stato presentato il libro “Fotografia, esordi della critica - Giuseppe Cavalli 1947 - 1961”, curato da Sparaventi e Cristian Vescovi con una postfazione di Trincucci. La serata, come ha spiegato in apertura quest’ultimo, era inserita in un discorso ambizioso che si spera venga portato avanti con successo: «Partendo dallo studio degli scritti di Cavalli vorremmo che quest’iniziativa continuasse nel tempo come vero e proprio festival di critica fotografica: tale avventura è iniziata diversi anni fa con una serie di mostre fotografiche effettuate nella nostra città a Palazzo D’Auria ed è poi proseguita senza interruzione». Peraltro, di Cavalli, personaggio chiave nell’ambito della storia della fotografia italiana ed internazionale, ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario della morte. Egli era uno dei tanti artisti che non ebbero vita facile nella città d’origine, così, ad un certo punto decise di fermarsi a Senigallia, dove si consolidò la sua attitudine alla fotografia, che ebbe in seguito degli sviluppi precedentemente insperati, tanto da portarlo a fondare una scuola fotografica nelle Marche. Oggi egli è ricordato per lo più attraverso i suoi scritti critici, pubblicati in un arco temporale piuttosto breve, fra il 1947 ed il 1961. Come ha spiegato Venditti, storica della fotografia, il suo lavoro di ricognizione si è concentrato sull’opera di Ferruccio Ferroni, l’allievo prediletto di Cavalli, e il volume presentato, che «mancava tra quelli relativi alla storia della fotografia contemporanea», raccoglie una serie di articoli comparsi sulla nota rivista di fotografia “Ferrania” e su quelle più importanti dell’epoca. Cavalli cominciò ad operare negli anni Quaranta, quando era ancora diffusa la fotografia di matrice documentaristica, ponendosi agli antipodi ed affermando che la fotografia poteva essere tale anche come forma d’arte e non necessariamente solo in funzione di altro. L’artista proponeva una fotografia rigorosa e con una riconoscibilità geometrica, che avesse una luce in cui i contrasti non fossero preponderanti e nella quale il soggetto fosse un pretesto per esprimere il sentimento dell’autore dell’opera. Determinante, in particolar modo, fu la pubblicazione del manifesto de “La Bussola” – in cui furono coinvolti altri fotografi di spessore – che apparse su “Ferrania” nel 1947 ed al quale sarebbe seguito nel 1954 il gruppo “Misa”.
Ora l’archivio Cavalli è in fase di riordino e a tal proposito Sparaventi non ha mancato di evidenziare gli sforzi fatti per trasferirlo da Roma a Lucera, che adesso può dunque vantare di possedere l’archivio fotografico più importante del dopoguerra: «Questo volume è merito di Ferroni, che si preoccupò di fotocopiare gli articoli dei suoi autori critici di riferimento, tra i quali i più rilevanti sono sicuramente quelli di Cavalli; Vescovi, invece, è stato fondamentale perché insieme abbiamo cercato di comprendere come valorizzare la figura dell’artista». Sparaventi ha concluso riconoscendo che parte della cultura fotografica marchigiana – si pensi, ad esempio, a Mario Giacomelli – si deve proprio a Cavalli, e ha auspicato che questo festival – che proprio a Lucera parte con la sua prima edizione – possa attirare a partire dall’anno prossimo critici della fotografia da tutta Italia.

Greta Notarangelo


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