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"Invito all'Opera": presentata la III edizione nella Sala Fedora del Teatro Umberto Giordano
Si parte il 6 e 7 febbraio con il Don Pasquale di Donizetti al Teatro Giordano di Foggia e al Garibaldi di Lucera. Assente l'assessore del Comune di Lucera

Foggia, 28.01.2018 - Nella mattinata dello scorso 25 gennaio si è svolta presso la Sala Fedora del teatro Umberto Giordano di Foggia la conferenza stampa con la quale l’associazione “Bel Canto” di Foggia ha presentato – con il titolo di “Invito all'Opera” – il cartellone degli otto eventi che si terranno nell’arco del 2018 e che si svolgeranno all’interno dello stesso teatro Giordano e del Garibaldi a Lucera (in questa pagina, il video della conferenza stampa e le interviste). L’associazione contempla al suo interno la realtà dei “Belcantisti”, nonché una vera e propria scuola di canto frequentata da allievi che provengono da ogni parte d’Italia e addirittura dall’estero.
Come ci ha spiegato a margine della conferenza l’assessore alla Cultura del Comune di Foggia Anna Paola Giuliani, è il terzo anno che tale associazione, guidata dai Maestri Maria Gabriella Cianci e Davide Longo, rinnova con l’amministrazione comunale una convenzione per poter usufruire della Sala Fedora e del teatro: «I Maestri Cianci e Longo si mettono a disposizione dei giovani offrendo strumenti ed opportunità di studio per fare di una passione un lavoro, e l’amministrazione ha il dovere di essere attenta e sensibile a ciò che avviene attorno a noi, soprattutto quando parliamo di cultura in tutte le sue manifestazioni, sottolineando la funzione sociale dell’arte: è un ritorno di cui tutta la città gode, e questo abbiamo già avuto modo di vederlo quando è stata allestita a Foggia l’opera Giove a Pompei, che sta facendo il giro dei teatri italiani (è stata eseguita a Pompei, a Chieti ed è notizia quasi ufficiale che debutterà anche a Novara, ndr)».

Nota dolente, l’assenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Lucera Carolina Favilla, alla quale avremmo voluto chiedere, peraltro, perché il Comune di Foggia in uno stesso contesto ha dimostrato un approccio diverso mettendo a disposizione gratuitamente il teatro Giordano e contribuendo – seppur con piccole risorse economiche – a sostenere un cartellone di tutto rispetto, mentre quello di Lucera (che vede la firma in calce sui manifesti di sindaco ed assessore e la presenza dello stemma dell’ente) continua a fare autolesionismo (non con tutti, però) facendosi pagare la quota di affitto del teatro Garibaldi (anche se in tariffa minima).

Ci sarebbe da aggiungere che il teatro di Lucera è incredibilmente sprovvisto di un pianoforte (costringendo i soggetti terzi a sobbarcarsi anche l’onere del noleggio di questo strumento), cosa che difficilmente accade altrove. Certo comprendiamo che tirare fuori 35mila euro (in delibera l’impegno spesa era di 70mila euro) per la Casa di Babbo Natale non ha permesso di pensare ad un investimento come quello summenzionato (facendo prevalere il concetto infallibilmente propagandistico di “panem et circenses”), ma c’è tempo per porre rimedio, magari reinvestendo quella somma che forse (forse) sarà rientrata con la vendita dei biglietti per la… Cosa Rossa.
Parentesi che andava aperta. Ma chiudiamola tornando alla conferenza stampa.

Al Mº Cianci era già stata consegnata dall’assessore Giuliani una targa per la sua lunga carriera – arrivata dopo la consegna delle chiavi della città –, partita, quando il Mº era diciannovenne, proprio dal teatro Giordano. «La mia città – ha detto Cianci a margine dell’evento – mi ha sempre sostenuto, e l’assessore Giuliani con la sua sensibilità ha percepito l’importanza di quello che proponevo: il nostro intento è creare, attraverso gli stage ed i seminari, un sostegno didattico agli allievi, quindi ogni mese si tengono audizioni». Quando si parla di Gabriella Cianci, però, non si può non parlare di J. S. Bach, nonostante sul territorio nazionale ella sia anche una delle migliori interpreti di Rossini (di cui quest’anno, peraltro, ricorre il 150º della scomparsa). «La musica di Bach – ha spiegato –, e dunque i corali, i mottetti e le cantate, sono la vera scuola per un cantante: senza di lui non ci sarebbe stato nulla in seguito».

Il presidente dell’associazione Davide Longo, invece, che lavora nell’ombra svolgendo comunque un ruolo importante nell’ambito dell’organizzazione degli eventi, ha evidenziato che l’obiettivo da raggiungere è la divulgazione del teatro lirico: «L’Italia è la patria del belcanto, e il nostro intento è quello di attirare giovani che solitamente si fermano a Milano o a Roma per studiarne le tecniche». In particolare, Longo non ha mancato di ricordare l’iniziativa “Giovani all’opera”, che consiste in matinée aperti alle scuole e che «serve a formare il pubblico del futuro».

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