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“Meditate che questo è stato…”
Gabriele Zanin interpreta "Se questo è un uomo", di Primo Levi in "Cremeria Letteraria"

Lucera, 26.01.2017 - Venerdì 27 gennaio alle 20:30 Cremeria Letteraria onorerà il Giorno della Memoria con una serata intitolata “Meditate che questo è stato”, incentrata su una delle opere in assoluto più importanti che siano state scritte sulla tragedia dell’Olocausto: il libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”, divenuto a ragione uno dei capolavori della letteratura italiana.
Ad interpretare e rendere vive le pagine di Primo Levi sarà Gabriele Zanini, già ospite apprezzatissimo di Cremeria Letteraria (“Leopardi&Battisti”), scrittore ligure di nascita, lunigianese di “crescita” e pugliese di adozione, scrive e recita poesia.
Originario di La Spezia e da circa dieci anni in Puglia tra Bari, Conversano e per amore a Noci, Gabriele Zanini ama condividere con il pubblico tutte le sue emozioni e sensazioni.
Se questo è un uomo è un libro scritto da Primo Levi tra il dicembre del 1945 e il gennaio del 1947. Si tratta di un'opera memorialistica, frutto delle drammatiche esperienze che lo stesso scrittore visse durante la sua permanenza nel campo di sterminio di Auschwitz tra il febbraio del 1944 e il gennaio del 1945, quando il lager venne liberato dalle truppe sovietiche
Il calvario di Primo Levi termina il 27 gennaio del 1945 quando le armate sovietiche entrare nel lager di Auschwitz e liberare i pochi sopravvissuti.
In una celebre intervista del giornalista Enzo Biagi a Primo Levi, lo scrittore torinese parlando della sua terribile esperienza nel campo di sterminio di Auschwitz disse: «I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e obbedire senza discutere… Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà».
Un altro importante commento all’opera di Primo Levi è quella dello scrittore e critico letterario Marco Belpoti, come si legge anche sul sito oilproject.org e in cui tra l’altro afferma: «Elemento caratterizzante del libro è la lingua, innervata dello stile di Dante e Manzoni, che rende Levi un classico della letteratura italiana; significativa, a questo proposito, è la scelta di aprire il romanzo con la parola fortuna, uno dei fondamenti della tradizione letteraria del nostro Paese. L’opera non è un testo letterario in senso stretto: essa rappresenta, al contempo, un documento testimoniale, antropologico, etnografico ed una sorta di analisi delle condizioni dell'animale uomo» nel campo; come l’autore stesso spiega nel capitolo IX, “I sommersi e i salvati”, quello attuato dai nazisti fu un esperimento biologico-sociale.

Info e prenotazioni
3273509326 – 3470850970
email: cremerialetteraria@libero.it

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