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Cremeria Letteraria: Davide Grittani presenta il suo libro "E invece io"
«Volevo scrivere un romanzo sulla sconfitta, sulla ispirazione che deriva dalla perdita in una società dell’immagine in cui la battuta d’arresto non solo non è concepita ma nemmeno tollerata»

Lucera, 01.02.2017 - Venerdì 3 febbraio alle 20:30 approda in Cremeria Letteraria lo scrittore foggiano Davide Grittani per presentare il suo sorprendente “E invece io” (Robin Edizioni – Biblioteca del Vascello), romanzo uscito a ottobre del 2016, giunto già alla seconda edizione ed in corsa per il Premio Strega.
Il libro narra le vicissitudini di Alberto Arioli, un uomo all’equatore della vita, stagione in cui “le buone maniere, le condotte politically-correct e le prudenze strategiche fanno posto all’istinto di conservazione”. Ed è, appunto, per spirito di sopravvivenza, che accetta un’emigrazione al contrario, dalla Lombardia alla Puglia; che si mette alle spalle la borghesia malandata a cui appartiene; che si fa bastare un giornale in cui si respira il disagio di una professione che ha smarrito il proprio senso. Ma per il compleanno Alberto non scende a compromessi, per il suo “cinquantesimo” si regala un viaggio lungo un mese, in America del Sud. Un viaggio che diventa tragitto dentro se stesso e sentiero contro ciò che aveva creduto potesse bastargli.
Sullo sfondo di questo romanzo, la controfigura di due movimenti che descrivono ironicamente il vuoto in cui langue la politica: da una parte il Partito dei Demiurghi e dall’altra Federazione Illuminata, che assolvono i propri doveri ricorrendo all’abitudine più diffusa nella provincia italiana: l’esercizio della calunnia.
Dopo il debutto nazionale a Foggia (città d’origine dell’autore, che insieme e Pavia è il set di quasi tutto il romanzo) e a Torino (città in cui ha sede Robin Edizioni), il libro è stato presentato anche a Ravenna, Bologna e Milano, quindi il tour di presentazioni farà tappa fino alla prossima estate anche a Cagliari, Palermo, Potenza, Firenze, Cosenza, Ancona e in diverse altre città. Il romanzo incuriosisce soprattutto per la capacità di rovesciare i ruoli, al punto che è proprio un giornalista – come sempre più spesso accade – a subire una vera e propria campagna mediatica diffamatoria senza un’apparente ragione.
Alberto Arioli è colpevole di aver creduto in un mondo che semplicemente non esiste più e a cinquant’anni si ritrova orfano di ideali, di certezze, di presunte protezioni a cui aveva creduto di poter attingere in eterno. Diventa un obiettivo facile, un bersaglio comodo da sacrificare all’altare del Sistema. “Non hai idea di quante persone si possano uccidere pronunciando soltanto un «sì» o un «no», vittime che restano sul campo di battaglia della vita e che prima o poi ti vengono a trovare: sotto forma di fantasmi, sotto forma di guai inattesi, assumendo le sembianze di circostanze che avevi completamente rimosso”.
Sullo sfondo di un Sud “amaro ma molto generoso” come lo descrive Grittani, “E invece io” articola una galleria di personaggi assolutamente verosimili. «Volevo scrivere un romanzo sulla sconfitta, sulla ispirazione che deriva dalla perdita – spiega Grittani – in una società dell’immagine in cui la battuta d’arresto non solo non è concepita ma nemmeno tollerata. Mi piacerebbe portare questa storia silenziosa al Premio Strega, alla prossima edizione del Premio Strega. Anche solo per potervi partecipare, per trovare un megafono attraverso cui dedicare l’eventuale partecipazione a chi ogni giorno viene battuto dal proprio destino. Senza che nessuno lo sappia, nel totale silenzio e soprattutto con una crudeltà fuori dal comune». Il libro è dedicato, tra gli altri, a Gaetano Scirea e Francesco Nuti.
Davide Grittani è nato a Foggia nel 1970, ha pubblicato il romanzo “Rondò” (Transeuropa 1998, postfazione di Giampaolo Rugarli); il saggio-inchiesta “Colpa di nessuno – Viale Giotto una tragedia all’italiana” (Utopia 2004, con uno scritto di Giorgio Bocca) e la raccolta di reportage “C’era un Paese che invidiavano tutti” (Transeuropa 2011, prefazione di Ettore Mo e testimonianza di Dacia Maraini). La sua monografia sul design industriale “Una storia italiana” (con interventi di Sandro Veronesi e Gae Aulenti, CDI 2012) è stata tradotta in francese e inglese. Ha ideato e curato la prima mostra della letteratura italiana tradotta all’estero “Written in Italy”, che dal 2006 è stata esposta a Foggia, Roma, Còrdoba, Leuca, Skopje, Vilnius, Amsterdam, Seul, Torino, Doha, Bologna, Montevideo, Sydney, Santiago del Cile e Algeri. Dal 2000 al 2014 ha lavorato al quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”.
Dialoga con l’autore Michele Colucci.

Cremeria Letteraria – Presìdi del Libro



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