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Cremeria Letteraria: "La strage dei congiuntivi", con Massimo Roscia
Congiuntivi che vengono invertiti con i condizionali, verbi intransitivi goffamente resi transitivi, gerundi sfregiati, sinonimi ignorati, troncamenti confusi con elisioni…

Lucera, 09.02.2016 - Un appuntamento imperdibile ed esilarante venerdì 12 febbraio alle 20:30 in Cremeria Letteraria (presso la Cremeria al Duomo in piazza Duomo a Lucera) con “La Strage dei Congiuntivi”, ultimo libro di Massimo Roscia che sarà presentato dall’autore intervistato da Michele Colucci.
Un noir? Un’invettiva contro i depauperatori della lingua italiana? Un esercizio di erudizione?
Per “La strage dei congiuntivi” una definizione univoca sarebbe imprecisa e riduttiva, oltreché impossibile.
Si tratta di un romanzo originalissimo, un gioco, un intreccio stretto di livelli narrativi diversi. Un testo divertentissimo e paradossale, denso di rimandi e suggestioni di borgesiana memoria. Una scrittura ineccepibile, un lessico affascinante, una vera delizia della Lingua!
Chi ha ucciso l’assessore alla cultura? Ma, soprattutto, chi salverà la grammatica? Cinque bizzarri personaggi, abilmente descritti, si uniscono per mettere in atto un grande disegno criminoso a difesa estrema di una lingua quotidianamente vilipesa, deturpata e ferita a morte.
I congiuntivi vengono invertiti con i condizionali, i verbi intransitivi goffamente resi transitivi, i gerundi sfregiati, i sinonimi ignorati, i troncamenti confusi con le elisioni, i vocabolari abbandonati nelle cantine ammuffite. Reggenze errate, fastidiose sovrapproduzioni di avverbi, insopportabili diminutivi iperbolici.
Espressioni trite e banali, frasi mangiucchiate, difettose, frammentate, incoerenti, prive di punteggiatura…
I più si mostrano indifferenti al progressivo diffondersi della non-lingua; altri si indignano, limitandosi a contrarre le labbra in segno di disgusto; altri ancora – Dionisio e i suoi sodali, un analista sensoriale, un bibliotecario, un dattiloscopista della polizia e un professore di letteratura sospeso dall’insegnamento a tempo indeterminato – decidono di reagire, combattere, attuare il loro salvifico piano, costi quel che costi.
Massimo Roscia è nato a Roma nel 1970. Scrittore, critico enogastronomico, docente, condirettore editoriale del periodico «Il Turismo Culturale». Autore di romanzi, saggi, ricerche, guide e vincitore di diversi premi letterari, ha esordito nel 2006 con “Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo”.
L’originale noir sul rapporto cibo-nevrosi ha ottenuto in pochi mesi un grande successo di pubblico e di critica. Da qualche anno insegna comunicazione, tecniche di scrittura emozionale, editing, letteratura gastronomica e marketing territoriale. Nei minuti liberi continua a scarabocchiare e a chiedersi cosa fare da grande.

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