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Lucera: Cannavale, Piva, Toriello, Calabrìa. Evento-monito ai mafiosi
L'imbarazzante risposta del sindaco alla domanda se ritenesse di poter invitare il regista a girare un film a Lucera: «Spero che la prossima volta giriate un film più divertente». Sì, che ne diresti di “Giovannona Coscialunga”?

Lucera, 09.04.2016 - Calabrìa sta per Davide, imprenditore lucerino, ma anche Presidente del Rotary Club International di Lucera e attivista di questa organizzazione che, quanto mai, ha bisogno di menti lucide e di onestà intellettuale.
Un’iniziativa senza dubbio degna di lode quella del Rotary: invitare il regista Alessandro Piva, con il suo curriculum di tutto rispetto (La Capa Gira, che gli è valso il David di Donatello, ma anche regista di Henry e non ultimo di Mio Cognato, con Sergio Rubini) a presentare, nelle scuole e alla città di Lucera, l’ultimo lavoro cinematografico “Milionari” (protagonisti: Valentina Lodovini nel ruolo di Rosaria, Francesco Scianna come Marcello Cavani detto “Alendelòn” e Salvatore Striano nel ruolo di ‘O Piragna).
Un film tratto dal romanzo omonimo scritto da Giacomo Gensini col pubblico ministero Luigi Cannavale (presente in sala) che alla fine degli anni ‘90 era titolare delle inchieste che smantellarono il clan di Secondigliano guidato da Paolo Di Lauro (Ciruzzo o milionario), egemone nel traffico di droghe e appalti per la ricostruzione del terremoto. Alla presentazione del film presenti, nella sala dell’Opera San Giuseppe, come detto lo stesso regista con il PM Luigi Cannavale invitati, prima che dal Rotary, da Mario Morlacco, nell’occasione spogliatosi della veste di valente tecnico del comparto della sanità pubblica per assumere quella di ispiratore della manifestazione, prima che di amico dello stesso Cannavale e di Piva.
Non mi soffermo sugli aspetti estetici sul film, che lascio gustare nella loro bellezza a chi ha già visto e a chi consiglio di andare a vedere, ma mi soffermo – se mi è concesso – su quello che potremmo definire “Lato B” della serata: il breve dibattito che ne è seguito e che – a mio sommesso parere – avrebbe dovuto suscitare ben altre emozioni e provocazioni.
Intelligenti le domande poste ai presenti da Silvio Di Pasqua, ma troppo limitato il tempo a disposizione. Pressoché assente dal dibattito il pubblico, che (per il limitato tempo a disposizione) non è stato chiamato ad intervenire.
Troppo breve lo spazio lasciato al regista e al co-autore Cannavale. Pregevole l’intervento del giovane e promettente regista lucerino Luciano Toriello, collaboratore di Piva nel film e autore di un cortometraggio (proiettato dopo il film) girato nel back-stage con una breve intervista all’attore Salvatore Striano (‘o Piragna).
Soporiferi alcuni interventi. Tra uno sbadiglio e l’altro, imbarazzante quello del sindaco. Non mi ci soffermo troppo perché di questi tempi equivarrebbe alla classica bordata sulla Croce Rossa, ma quella risposta alla domanda se ritenesse di poter invitare il regista a girare un film a Lucera è a dir poco imbarazzante: «Spero che la prossima volta giriate un film più divertente». Una gaffe della quale, poverino, mi sono vergognato al posto suo e che ha provocato un gelo tra gli astanti simile ad un iceberg calato sui Padri Giuseppini. Una gaffe – e qui chiudo col sindaco – che cozza violentemente con il contenuto della missiva inviata un paio di giorni orsono dal sindaco al Procuratore della Repubblica di Foggia, vertente su appalti e infiltrazioni mafiose.
Insomma a parte la barzelletta “agghiaggiande” del sindaco, al dibattito è mancato il classico pepe che avrebbe potuto accendere ben altro tipo di discussione, magari sul come e sul perché di una provincia (la nostra) ai vertici per omicidi e traffici illeciti. Ove si annida una organizzazione malavitosa, detta “società” balzata agli onori della cronaca per il proprio primato nazionale nei fatti di sangue e per la propria capacità mimetica e di tessere trame con il potere costituito e con i colletti bianchi e sepolcri imbiancati annidati nelle istituzioni.
In parte un’occasione perduta dunque, ma anche uno stimolo a riflettere e a fare meglio in futuro. Un augurio a ripetersi e – ove possibile – a perfezionarsi per Davide Calabria, molto a suo agio nella veste di organizer.
Una romantica sfida ad Alessandro Piva e Luciano Toriello ad ambientare il loro prossimo film in terra di Foggia e a Lucera, terra di malavitosi e di silenzi ingiustificabili perché (come amava ripetere la zia di Luciano Toriello): ”Molto spesso a Lucera si parla di mafie altrui; altra cosa sarebbe contestualizzare i problemi parlando della nostra mafia e dei nostri problemi”.
Questo è l’augurio che con affetto e simpatia lanciamo ai nostri amici dalle colonne di questo giornale: girare un film “contestualizzato” che parli dei nostri problemi, magari scontentando chi vorrebbe un film sul genere di “Giovannona Coscialunga” forse “più allegro” ma del quale – sinceramente – non se ne avverte l’urgenza né l'esigenza.

Ettore Orlando



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