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Antonio Ciacca: «Il titolo: “Cacciat’i sold!
E niente chiacchiere”»

Conferenza stampa con il musicista collegato da New York e l’Orchestra Giovanile lucerina

Lucera, 10.05.2016 - Una sinfonia in anteprima mondiale. Un compositore. Due musicisti e direttori d’orchestra lucerini. Tante giovani promesse. Un direttore di giornale appassionato di musica.
Questi gli ingredienti di una serata che promette di essere memorabile, quella in programma per il 13 maggio 2016 alle ore 20:00 e che vedrà esibirsi l’Orchestra Giovanile “Teatro Garibaldi” di Lucera nel Gran Gala ospitato dalla splendida cornice dell’omonimo teatro cittadino. In programma l’esecuzione della Sinfonia n. 1 in Sol minore composta dal Mº Antonio Ciacca oltre che la performance del maestro Ciacca nella veste di jazzista al pianoforte in duo con il chitarrista Lucio Ferrara.
Gli ingredienti però c’erano già tutti ieri sera nell’auditorium di Bollenti Spiriti in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.
Antonio Ciacca, pianista e compositore di caratura internazionale interveniva in videoconferenza dagli States (New York), mentre nell’auditorium erano presenti, tra i relatori, il maestro Francesco Finizio, il maestro Fabrizio Rongioletti, il prof. Giovannino Iuliani presidente del sodalizio, oltre che l’assessore alla cultura Federica Triggiani ed il presidente del Rotary Davide Calabrìa. Più tardi giungeva anche il maestro Domenico De Biase. Il parterre vedeva la presenza dei consiglieri comunali Francesco Niro e Imma Cibelli, oltre che dei rappresentanti degli organi di stampa.
Ma non bastano gli ingredienti. Per fare una buona pietanza serve soprattutto un quid che mescoli sapientemente i sapori sino a renderli armoniosi. Sì, un’armonia.
Nulla c’è di più armonico della musica. Già, la musica! Questo è il catalizzatore, il filo conduttore che ha creato magicamente l’alchimia, rendendo partecipi dello stesso progetto persone lontane, non solo geograficamente. A spiegarlo valgano le parole accorate dei due musicisti e nostri concittadini, che amichevolmente (non se ne vorranno) mi permetto di chiamare Francesco e Fabrizio o, anche, l’accorato appello del direttore del Frizzo alla cittadinanza perché si renda sostenitrice di una fondazione che promuova ed accompagni i nostri giovani, i nostri figli a crescere negli anni a venire sino a far parte, non più di un progetto, un’idea episodica, ma di una istituzione culturale della nostra città: l’Orchestra Giovanile “Teatro Garibaldi”. Auspicabile esempio per altre discipline del mondo della cultura.
Se il progetto vi sembra troppo ambizioso, se le parole che lo descrivono vi sembrano troppo cariche di enfasi ebbene, ciò è nulla confronto all’energia che è emersa dall’intervista in videoconferenza con Antonio Ciacca.
Energia allo stato puro: un musicista della nostra terra (di origini volturinesi ma lucerino di adozione), che vi ha studiato negli anni del Liceo, proveniente dalla Germania ove era, quasi accidentalmente, nato e dove i suoi genitori erano emigrati.

Un musicista costretto nuovamente ad emigrare negli Stati Uniti per trovare quella fortuna (nemo propheta in patria) che la sua patria d’origine, probabilmente, gli aveva negato.
Una spigolosità nel suo discorrere che non è mai fuori luogo, anche perché frutto di passione sincera, per la musica e per la propria terra, maturata negli anni di lunghi sacrifici. Sacrifici anche economici, vista l’attenzione che Antonio Ciacca, autore del dono – assolutamente gratuito – di un’anteprima mondiale per la sua Sinfonia n. 1 e di un suo concerto con Lucio Ferrara, ripone negli aspetti economici di una giusta mercede per i giovani musicisti componenti dell’orchestra sinfonica, ragazzi che si avviano ad una carriera lunga e difficile. Impossibile da intraprendere senza un adeguato supporto economico. Di qui l’appello alla cittadinanza lucerina perché si formi il gruppo dei fondatori dell’orchestra, mediante il primo modesto contributo che sarà raccolto in occasione del Gran Gala e del concerto del 13 maggio prossimo.
Ma, anche, la provocazione del maestro Ciacca rivolta a noi del Frizzo: «Il titolo dell’articolo? “Cacciat’i sold! E niente chiacchere!”».
Il gioco vale la candela (proprio Ciacca ricorda che piccoli centri dell’Inghilterra, della Germania, degli USA, con appena seicento anime, hanno la loro orchestra sinfonica e se la tengono stretta perché amano la propria terra) visto che la contropartita è una scommessa: una sinfonia per musicisti professionisti, affidata a esordienti che non si sono tirati indietro, però, quando si è trattato di esibirsi a teatro con Katia Ricciarelli o con l’ex chitarrista di Vasco Rossi, Maurizio Solieri. Una sfida, insomma, che è stata orgogliosamente raccolta da Francesco Finizio e Fabrizio Rongioletti e dai loro giovani allievi. Che li emoziona e li rende trepidanti in vista dell’appuntamento di venerdì prossimo.
Una sfida che è stata così spiegata dallo stesso maestro Ciacca: «In Italia di cazzate se ne fanno tante, come le canzonette di Sanremo, per questo io ho voluto fare una cosa difficile. No pain, no gain» (senza sofferenza non c’è profitto, nda).

Una filosofia di vita maturata in anni di sacrifici e di impegno, ma anche una rabbia comprensibile da pochi.
Una rabbia che, scuserete l’immodestia del paragone, a me ha fatto ricordare lo stato d’animo di noi avvocati quando chiusero il nostro Tribunale.
Ecco, appunto: «In Italia di cazzate se ne fanno tante». Anche quella – aggiungo io – di chiudere un Tribunale che funzionava benissimo per accorparlo ad uno che è un tempio della perdizione. Non nel senso che vi si può perdere l’anima, ma nel senso che, la perdita dei documenti e dei fascicoli è all’ordine del giorno.
Sembra una barzelletta ma non lo è in una provincia che ai primi posti nelle classifiche degli omicidi.
Una provincia che costringe all’esilio personalità come Antonio Ciaccia. Una città, Lucera, che un collega diceva essere stata un tempo un’isola felice, salvo essere rimbrottato dall’avv. Raffaele Preziuso con la precisazione: «Lucera è l’isola che non c’è».
 Al momento Lucera non c’è ma può e deve ritrovarsi. Resta da chiedersi quale potrebbe essere la ricetta.
Ebbene a me piace sperare che l’alchimia creatasi in occasione del concerto dell’Orchestra Giovanile non vada smarrita, non resti episodica. Mi piace pensare che possa essere la musica il filo conduttore (il logos, vero Francesca Niro?) di un percorso alla ricerca della nostra identità. La musica – disse Ludwig van Beethoven – è una rivelazione, più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia”. I primi segnali sono incoraggianti. Si aggiunga la lungimiranza del presidente del Rotary, Davide Calabria, che ha voluto sposare in pieno il progetto mettendoci anche una firma, quella di incastonare tra i due momenti della serata un “Premio alle Eccellenze di Lucera e del Territorio”. Una risposta più che positiva non è mancata dalle scuole, come la Manzoni-Radice, dove i nostri giovani dell’Orchestra si sono formati. Ma anche l’apprezzamento e l’elogio espresso dall’IPSSAR-IPIA (che per l’occasione curerà il coffee break del “Matinee” con le sue grandi risorse umane) il quale ha voluto essere partner di questo progetto. E poi ancora il Liceo “Bonghi-Rosmini” ed altre realtà formative così come tanti singoli che hanno voluto far sentire la propria vicinanza soprattutto ai ragazzi prima che all’idea. Molti hanno dato la loro adesione chiedendo la tessera del “Club dei 200”. Un numero simbolico preso a riferimento dalla capienza media del Teatro Garibaldi, piccola bomboniera che meriterebbe più vita culturale, al di là della mera stagione o di un semplice eventi.
Mi piace chiudere con questa massima postata su facebook dal direttore de Frizzo alcuni giorni or sono: “Per salvare una città dal declino bisogna essere capaci di emozionarsi, non di illudersi, pensando all’unica strada possibile: la cultura. Ma bisogna essere in tanti... Più di quanti hanno scelto la via dell’illusione”.

Ettore Orlando



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