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"Al bustàn": la rappresentazione teatrale di fine anno alla "Bozzini-Fasani" di Lucera
L’autrice dell’opera, l'insegnante Gelsomina Dragano che ha organizzato ogni cosa nei minimi dettagli, facendo prove su prove con gli allievi affinché tutto risultasse perfetto. E così è stato

Lucera, 03.06.2016 - Venerdì 27 maggio scorso alle ore 18:00 presso l’Istituto Comprensivo “Bozzini-Fasani” di Lucera, ha avuto luogo la rappresentazione teatrale “Al bustàn”, tradotto dall’arabo “Il giardino”, che ha visto il coinvolgimento in prima linea degli allievi della scuola primaria (classe 5ª B) in collaborazione con la secondaria di primo grado (nello specifico la classe 1ª B) e con l’infanzia (Sezione N).  Questo lavoro è stato scritto in occasione dell’anniversario della nascita di Federico II, rappresentato per la prima volta nel 2006 al Castello di Lucera e riproposto, a cotanta distanza temporale, per il trentennale della canonizzazione di San Francesco Antonio Fasani. A volere fermamente che “Al bustàn” tornasse in scena nella sua imponenza e nel suo intrinseco significato è stata la maestra Gelsomina Dragano, autrice dell’opera, che ha organizzato ogni cosa nei minimi dettagli, facendo prove su prove con gli allievi affinché tutto risultasse perfetto.
Nell’iter teatrale la maestra Gelsomina è stata coadiuvata da alcune docenti della scuola secondaria di primo grado: dalla prof.ssa Concetta Labbate, dalla prof.ssa Giulia Di Benedetto, dalla prof.ssa Deborah Testa che ha presentato la serata e dalla prof.ssa Valentina Abate impegnata nell’accoglienza. Si precisa che il lavoro degli insegnanti coinvolti è stato certosino ma totalmente gratuito. L’esito è stato molto positivo. Nulla è stato lasciato al caso con tanti dettagli a fare la differenza. In un battibaleno l’auditorium dell’istituto si è trasformato in un insolito giardino, il giardino del mondo, popolato da personaggi antichi e moderni che solo per lo spazio scenico si sono incontrati per discutere dei loro fatti e misfatti, di vicende e di storie del presente e del passato. Tra lo stupore di un pubblico numeroso e attentissimo è resuscitato lo spietato Hitler ma anche Giulio Cesare, Federico II di Svevia, Madre Teresa di Calcutta, Torquemada, la donna-faraone Hatshepsut, Gesù e tanti altri personaggi ancora. Grande consenso ha fatto registrare il dialogo scenico tra la “sposa bambina” di soli dodici anni e il “ bambino soldato”. Le loro parole e la loro interpretazione hanno fatto accapponare la pelle dei presenti tra racconti di violenza, aborto, AIDS, povertà e sbagliate ideologie. Storie drammaticamente reali in molte parti del mondo!
I temi dominanti della manifestazione sono stati l’umanità, le migrazioni, il rispetto per la varietà etnica nel mondo e l’intercultura. Gli stessi costumi scenici sono stati pensati per rendere omaggio ai popoli e alle multi etnie del mondo. La prof.ssa Testa indossava un abito stupendo dell’Iran e area del Golfo Persico, la prof.ssa Valentina Abate un vestito del Curdistan iracheno e l’allieva Maria Credico un abbinamento tipico del Pakistan. Insomma si è data molta importanza alle tradizioni dei Paesi del mondo o più semplicemente, come è stato detto nella presentazione del lavoro, è stato portato “uno spicchio di globo alla Bozzini-Fasani”.

Inutile ribadire che se è possibile realizzare tante bellissime iniziative, bisogna ringraziare il Dirigente Scolastico prof. Mario Tibelli, sempre disponibile e aperto a qualsiasi proposta o iniziativa. La serata ha visto anche momenti molto toccanti come quando gli allievi hanno chiesto protezione e “celeste patrocinio” a Padre Maestro o quando hanno ricordato il prof. Mario Di Gioia e la collaboratrice scolastica Giuseppina Corposanto scomparsi prematuramente o quando hanno fatto menzione dell’adozione a distanza di un bambino che gli allievi della classe 5ª B della primaria hanno portato avanti fin dalla prima elementare. Purtroppo questo impegno non potrà più proseguire perché i ragazzi prenderanno strade diverse con la frequenza della scuola secondaria di primo grado, pertanto si è fatto appello a tutti i presenti di contribuire con “un obolo” all’offerta di congedo per il ragazzo adottato e per la sua famiglia così tanto bisognosa.

La rappresentazione si è magnificamente conclusa con un buffet etnico allestito proprio dalle mamme degli allievi. Le care mamme hanno dato una grossa mano all’organizzazione dello spettacolo, realizzando i costumi di scena ed accessori, acconciando ed approntando i  piccoli-grandi interpreti; per i costumi storici devono essere invece ringraziate le couturier Pina Di Ianni  ed Enza Dinucci. E un grazie speciale va detto soprattutto agli allievi che sono stati impeccabili e bravissimi nel proprio ruolo, offrendo a tutti grandi spunti di riflessione.

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