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Il grande chef Pietro Parisi apre la rassegna “Tra palco e realtà” che si terrà al Convitto “R. Bonghi” di Lucera
«Amo il Sud. I suoi colori, profumi, sapori. La sua fantasia, la sua bellezza. L’indole generosa della gente, la sua ospitalità. Ne amo l’orgoglio, la voglia di andare avanti, la sensibilità, il talento, la creatività, la capacità – mai superficiale – di sorridere»

Lucera, 12.12.2016 - Inizia oggi la rassegna “Tra palco e realtà: letteratura, musica, poesia, cinema, diventeranno protagoniste nel prestigioso Convitto Nazionale Statale “R. Bonghi” di Lucera. La rassegna, su cui la dirigente, prof.ssa Anna Maria Bianco, coadiuvata dai suoi vicari, Prof. Calabrese e prof. Pazienza, ha investito molte energie, nasce anche dalla collaborazione fra il Convitto Bonghi di Lucera, il festival Questioni Meridionali di Foggia, la libreria Kublai di Lucera e Lucilio2.0, selezionatore di vini che per la rassegna offrirà a tutti gli ospiti la degustazione della famosa azienda Polvanera.
«Abbiamo deciso di investire su un cartellone denso di suggestioni. Una rassegna di eventi di altissima qualità in grado di mettere insieme narrazione, musica, e sperimentazione per accrescere e diversificare l’offerta culturale non solo della nostra comunità scolastica, ma dell’intera Capitanata. Una boccata di ossigeno per un pubblico appassionato di musica e intrattenimento “di senso”. Ciò manifesta sempre di più la necessità che questi eventi si consolidino e crescano, offrendo possibilità di incontro e di confronto. Il nostro territorio ha l’energia creativa di promuovere e realizzare cartelloni di letteratura e musica dal vivo di qualità per una fascia di pubblico più che mai presente, curiosa e appassionata» dichiara la dirigente del Convitto “Bonghi”, prof.ssa Anna Maria Bianco.
Scrittori, giornalisti, musicisti, scienziati verranno a “raccontarsi” sul palco del Convitto Bonghi. Il fil rouge della rassegna sarà l’impegno e la passione, elementi essenziali per qualsiasi “ricetta” di successo.
«Il Convitto ospita al suo interno l’Istituto Alberghiero, per questo volutamente la scelta di inaugurare la rassegna con un grande chef non è casuale», prosegue la dirigente.
Ad aprire il ciclo di appuntamenti sarà il grande chef Pietro Parisi con la presentazione del suo libro, scritto insieme a Flavio Pagano, “La cucina che mi ha fatto dimagrire”: un romanzo autobiografico in cui tradizione e mito, amori e aspirazioni convergono in un unico racconto. La storia di Pietro Parisi, un giovane onesto e determinato, che attraverso l’impegno e il sacrificio, ha saputo trasformarsi in uno chef internazionale ed un modello di vita positivo per i giovani.
Nel pomeriggio, inoltre, lo chef stellato Pietro Parisi guiderà gli studenti dell’Istituto Alberghiero “R. Bonghi” in una prova pratica di cucina.

Non solo. Pietro Parisi, introdotto dalla prof.ssa Giuseppina Mucciacito, dialogherà insieme a Roberto Calabrese e Vincenzo Pazienza, i moderatori della serata, anche su come “fare azienda”, creare lavoro in modo onesto nel nostro sud, dove le aziende sono poche, ma c’è tutto il resto: terre, olio, pasta, vino, ottimi ristoranti, giovani… e tanto talento: «Amo il Sud. I suoi colori, profumi, sapori. La sua fantasia, la sua bellezza. L’indole generosa della gente, la sua ospitalità. Ne amo l’orgoglio, la voglia di andare avanti, la sensibilità, il talento, la creatività, la capacità – mai superficiale – di sorridere», scrive Pietro Parisi.
Il romanzo di Pietro Parisi e Flavio Pagano, inoltre, diventerà presto una fiction in collaborazione con Mario Rossini, noto produttore televisivo e Monica Zapelli, la migliore sceneggiatrice italiana. Pietro, infatti, proprio al culmine del suo successo lavorativo all’estero, fa una scelta difficile: decide di ritornare nel suo paese a Palma Campania e di aprire il ristorante Era Ora, nel momento in cui si comincia a parlare in maniera incresciosa di “Terra dei Fuochi”. Un mese fa ha ricevuto e denunciato l’ennesima richiesta di estorsione. L’obiettivo di Pietro Parisi è riscattare la sua terra e, in qualche modo, riuscire a combattere la criminalità e il racket e, realizzare, così, il suo sogno più grande: trasformare “la terra dei fuochi” in “Terra di lavoro”, permettendo così al nostro Meridione di emanciparsi da una cultura esclusivamente criminale.
L’appuntamento è per questa sera alle ore 20:00 presso il Convitto Nazionale Statale “R. Bonghi” situato in via IV Novembre.

Nota bibliografica

Pietro PARISI raccontato da Flavio Pagano, La cucina che mi ha fatto dimagrire, Sperling & Kupfer, Ottobre 2016
Non è sempre stata una favola la storia di Pietro Parisi, giovane cuoco napoletano diventato un grande chef internazionale. Fin da adolescente ha avuto gravi problemi di peso, giungendo a sfiorare la quota impressionante di 200 chilogrammi. Ma un giorno ha deciso che era il momento di prendere in mano la sua vita, di scoprire il vero Pietro, e ha perso 130 chili. Quello che però ci raccontano queste pagine, appassionanti come un romanzo, non è un semplice dimagrimento, ma una vera e propria rinascita interiore. Pietro ha sposato la donna di cui è innamorato fin dai banchi di scuola, e la sua carriera è in continua ascesa. Dopo aver lavorato con mostri sacri come Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, è arrivato in tv grazie alla forza delle sue idee, e ha deliziato Papa Francesco, il Presidente Mattarella e Michelle Obama con il suo talento. La sua cucina è il trionfo della semplicità e dei sapori veri, di quella «lealtà» che secondo Pietro è alla base del rapporto tra chi cucina e chi mangia. Il suo rapporto col cibo (e con la vita) da conflitto si è trasformato in una storia d'amore. Ma adesso Pietro sta realizzando anche un altro grande sogno: aiutare la sua terra, valorizzarne i prodotti e le tradizioni, per tenere la camorra – che ha preso di mira anche lui quando ha aperto il suo primo ristorante e con la quale ha avuto il coraggio di lottare – lontana dai giovani. Con la stessa determinazione con cui ha cambiato se stesso, ora Pietro lotta per cambiare la realtà intorno a lui. Per questo la sua storia è così avvincente e toccante: perché ha la forza di ciò che si è vissuto sulla propria pelle, e insieme a forti emozioni ci consegna un grande messaggio di speranza.

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