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Peppino Melillo dona "Sapori lungo il sentiero"
«Tutto sommato, le vicende umane sono regolate da quella forza misteriosa e imprevedibile che, tracciando passo dopo passo il sentiero, riserva sapori ancora sconosciuti»

Lucera, 30.09.2015 - «Raccontare avvenimenti personali, territoriali, nazionali e internazionali di mondi che via via stanno scomparendo vuol dire non solo porre resistenza all’oblio, ma anche lasciare alle generazioni future uno straordinario patrimonio, una palestra di vita fondata sulle proprie radici», mentre «per chi narra, la passione avvertita per il proprio passato si trasforma in un sogno di vita ulteriore».
Le dichiarazioni di Giuseppe Melillo sono riferite al suo libro autobiografico “Sapori lungo il sentiero”, che sarà presentato il 1º ottobre alle ore 19:00 presso l’IPSIA e che, come ha ricordato l’autore, oltre a comprendere la sua vita dall’infanzia ai nostri giorni, contiene anche «spaccati di vita vissuta dalle civiltà del nostro territorio». In particolare, include storie ed aneddoti reali riguardanti Lucera e Volturino. A tal proposito, Melillo ricorda che il suo principale intento è quello di «voler donare gratuitamente il libro alle due comunità in segno di gratitudine: alla cittadinanza lucerina per avermi dato l’onore di servirla professionalmente e politicamente e a quella volturinese per avermi donato i natali».
È dalla campagna che si inizia, con i lavori e i riti contadini quali l’uccisione del maiale e la tosatura delle pecore, fino ad arrivare al progresso e al primo trattore. Poi arrivano l’adolescenza con la scuola di Avviamento, la prima chitarra e la band “I Gabbiani”. E con la maturità giunge anche l’insegnamento.
Solo tre, invece, ma intensi sono i capitoli dedicati all’impegno politico. D’altronde, il titolo stesso sembra dare maggiore importanza agli aspetti più semplici relativi alla quotidianità: “sapori” lungo il sentiero della vita. Il sentiero, però, è anche quello “classico” che ze Ggùanne percorre con l’asina e che porta verso la campagna, permettendo a Peppino di «evadere dalla nonna». E che dire della strada da percorrere a piedi per raggiungere la scuola elementare rurale del borgo Carignano?
L’autore ha scelto di raccontare la propria storia usando la terza persona, e questo contribuisce senz’altro a rendere più divertente il tono, soprattutto quando si descrivono le marachelle pianificate dal piccolo Peppino o quando si ricordano le situazioni di difficoltà che tutti i giovani si trovano ad affrontare. Il racconto è dunque organizzato in episodi inseriti nel quadro più ampio della storia nazionale ed internazionale, pertanto è facile trovare un aneddoto buffo dopo un avvenimento importante a livello mondiale accaduto parallelamente in quegli anni. Attraverso la narrazione di pochi ma significativi avvenimenti, l’autore conduce un po’ alla volta a quello che lui stesso definisce «l’approdo», dove il titolo del libro viene chiarito con una sua considerazione alla luce di quanto detto: «Tutto sommato, le vicende umane sono regolate da quella forza misteriosa e imprevedibile che, tracciando passo dopo passo il sentiero, riserva sapori ancora sconosciuti».

Greta Notarangelo



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