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Palchi vuoti, scarsa partecipazione. E la politica se ne sbatte
L'avv. Raffaele Preziuso su Facebook ribadisce la sua rabbia per l'assenza dei politici e finalmente ammette di far politica: «L'assenza ASSORDANTE dei c.d. politici... Noi invece tutti assieme abbiamo fatto politica… ed intendiamo gridarlo dappertutto!»

Lucera, 20.01.2013 - Il conduttore Sergio De Nicola, giornalista di RaiTre che ha rimpiazzato all'ultimo momento il collega Enzo Magistà, direttore del TG-Norba, l'ha fatto rilevare in apertura: «Sono molti gli assenti della politica oggi». La platea del Teatro Garibaldi di Lucera, durante la mattina del convegno sui "Sei tribunali da salvare" – svoltosi sabato 19 gennaio scorso, – contava diversi avvocati. Invero la partecipazione, nel complesso, è risultata assai scarsa e deludente. I palchi vuoti sembravano bocche spalancate che intonavano l'inno alla resa. Eppure l'evento ha visto il coinvolgimento degli altri cinque presidi di giustizia che, insieme a quello di Lucera, sono stati inghiottiti dalla famosa legge delega decretandone la soppressione ed hanno formato il super comitato "Sei da salvare". Di "super" non si è visto molto sabato scorso. Di minimo senz'altro. Sul palco erano altresì presenti un rappresentante nazionale dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura e il presidente del Coordinamento dei tribunali sub-provinciali nazionale. Poco rumore, insomma, rispetto al roboante esordio della protesta protrattasi per mesi fino a toccare la cronaca nazionale. Sinceramente così come è attualmente messa la situazione (per il procuratore Domenico Seccia la verità è che «dell'avvocatura, per la quale ho grande rispetto, se ne fregano», ma di questo riferiamo a parte – leggi) si ha l'impressione che la vicenda si sia trascinata sin qui su due canali: l'uno (considerata la ristretta partecipazione, per di più limitata ai soli addetti ai lavori), riguarda il fatto che il salvataggio dell'antico tribunale interessi a pochissime persone. L'altro (che ha teso a smorzare, se non a soffocare, i sentimenti di rivalsa e di orgoglio della popolazione di un vasto territorio), è che ci sia stato chi (ad un certo punto?) non ha mosso un dito per la causa (anzi…). C'è poi un altro dato che mi lascia alquanto perplesso e che probabilmente è del tutto… marginale: la coincidenza di certi fenomeni su cui si sarebbero da tempo accesi i riflettori da lassù.
Ma veniamo al convegno del 19 gennaio scorso, dove ha colpito, oltre all'assenza dei politici (seppure invitati, ma pare che alcuni abbiano avvisato prima di non poter intervenire), quella di gran parte degli amministratori locali, fatta eccezione per un paio di consiglieri ed altrettanti assessori.
Dopo il riepilogo delle puntate precedenti (ormai le similitudini con la telenovela ci stanno tutte) da parte del presidente dell'Ordine degli Avvocati del Circondario del Tribunale di Lucera, l'avv. Pippo Agnusdei, che ha evidenziato ancora una volta il trattamento del governo tecnico con il metodo "figli e figliastri", è stata la volta dell'avv. Paolo Agostinacchio, politico che si presenta candidato al Senato per "La Destra". «È una riforma teorica – ha affermato – che mostra una evidente disorganizzazione di un governo tecnico non sostenuto da politici». Ma il prossimo governo «sarà politico», precisando anche che «non so quanto durerà». Il dato certo è che «Lucera è un tribunale che ha dato risposte importanti» e per questo bisognerà «fare in modo che questa soluzione» della soppressione «non abbia continuità».
Giuliano Volpe, rettore dell'Università di Foggia che si è autosospeso (gli studenti pare volessero le sue dimissioni) perché candidato per le prossime Politiche, ma nel SEL del suo amico Nichi Vendola, la soppressione del presidio di giustizia lucerino «è un regalo alle mafie in un territorio di mafie». Suggerisce, Volpe, di mettere da parte le tentazioni demagogiche tipiche della campagna elettorale: «Niente steccati in questo caso – ha detto – ma obiettivi comuni».
Mons. Domenico Cornacchia fece suonare le campane a morto al ritiro della Processione durante la festività patronale: «Solo se siamo in tanti – ha precisato – possiamo fare un coro». E si è augurato «l'aurora di un giorno nuovo» per la vicenda che va avanti da mesi.
Il presidente del "Comitato per la difesa della legalità in Capitanata", l'avv. Raffaele Preziuso, si è ovviamente mostrato contento per la partecipazione dei rappresentanti degli altri cinque tribunali (Chiavari, Pinerolo, Bassano del Grappa, Tolmezzo e Rossano Calabro), «ma sono arrabbiatissimo per la grave assenza dei politici. Ma noi non ci fermeremo, la tensione resterà alta» ha promesso. Poi ha aggiunto di nutrire forte fiducia nella Corte Costituzionale e nel ricorso preparato dal prof. avv. Enrico Follieri che è stato messo a disposizione di tutti. «Oggi in campagna elettorale si parla ancora di IMU
– ha tuonato Preziuso – e di altre tasse, ma della geografia giudiziaria non una sola parola».
Il dott. Giancarlo Pecoriello ha affrontato la proposta del capo dipartimento del Ministero di Giustizia Birritteri circa le piante organiche. «Foggia passa da 49 e 65 magistrati. Il 14 settembre prossimo il tribunale di Lucera non dovrebbe esistere più, anche se entro i cinque anni il Ministro potrebbe disporre l'uso degli uffici delle sedi soppresse». Il problema però è che, per esempio, 4 dei 12 giudici rimasti a Lucera ha fatto richiesta di trasferimento «che hanno ottenuto – ha detto Pecoriello – anche se non ancora c'è l'operatività». Motivo che ha spinto lo stesso Presidente del Tribunale di Lucera a chiedere «il posticipato possesso» affinché il palazzo di giustizia federiciano non continui ad andare in sofferenza. Ritiene, comunque, «che ci sarà qualche proroga» e che «sarà difficile far partire questa riforma». La cosa di cui sembra essere convinto, Pecoriello, è che «sarà prolungata l'agonia in quanto l'organico sarà ridotto all'osso».
E a proposito di presagi e di agonia, già qualche tempo fa pare ci siano stati dei movimenti per quanto attiene al personale che chiese il trasferimento ad altri uffici. A qualcuno sarebbe stato accordato lo spostamento in terra campana ed oggi vorrebbe riavvicinarsi in quel di Foggia… A qualcun altro – già proveniente dal territorio abruzzese e sotto regime di distacco – dagli uffici di cancelleria civile del tribunale di Lucera (o da quelli GIP?), sarebbe stato accordato di portarsi presso quello dei giudici di pace. Miracoli dei governi tecnici? Mah! Si sa che Lucera sorge su tre colli, che fa rima con tre monti e con tre "elle". Lucera una e trina insomma. Amen…
La situazione delle altre cinque realtà non differisce granché da quella di Lucera. Tant'è che l'avv. Roberto Pozzobon di Bassano del Grappa, rappresentante dell'O.U.A., ha confermato che «quando chiedevamo di interloquire non ci hanno voluto ascoltare». A chiedersi «dove sono i politici e che fine hanno fatto?» è il presidente del Coordinamento dei tribunali sub-provinciali Walter Pompeo. E con tono alquanto ironico ha detto di augurarsi un prossimo «governo tanto illuminato, cosa assai difficile, da esercitare quei poteri circa eventuali decreti correttivi». Al coro si sono aggiunte le voci concordi dei rappresentanti di Chiavari (evidenziata anche qui l'assenza di forza politica), Pinerolo («l'avvocatura deve smascherare questa grandissima e tragica bufala»), Tolmezzo e Rossano Calabro.
Resta comunque l'amarezza perché ci si aspettava un maggior coinvolgimento, soprattutto da parte della politica. Leggete cos'ha postato su Facebook l'avv. Preziuso: «L'assenza ASSORDANTE dei c.d. politici... Noi invece tutti assieme abbiamo fatto politica… ed intendiamo gridarlo dappertutto!».
Ma io l'avevo già detto che si era sparsa questa voce di "fare politica". Ora Preziuso è d'accordo con me, nonostante mi avesse contestato l'ipotesi.

Roberto Notarangelo



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