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Ferragosto Lucerino: lettera del Comitato Feste Patronali e della Diocesi Lucera-Troia
L'appello ai cittadini a sostenere anche quest'anno la riuscita della tradizionale festa «tanto religiosa quanto civile»

Lucera, 07.05.2014 - «Con l’approssimarsi delle “Feste di Agosto”, è nostro dovere innanzitutto non interrompere una secolare tradizione di valori condivisi, ma proseguire su questa strada di civiltà e di fede, facendo tesoro dell’esperienza e della professionalità maturata per continuare ad assicurare al Ferragosto Lucerino una seria programmazione e un futuro duraturo e di alto livello culturale e istituzionale.
La complessa organizzazione degli eventi in programma, il loro coordinamento e la loro presentazione al pubblico richiedono tempo e dedizione, ma innanzitutto buoni propositi e sana passione per il servizio da svolgere. Quella stessa dedizione e benevolenza che ogni anno affidiamo anche alla Vostra sensibilità di Cittadini intraprendenti e consapevoli che una festa non rappresenta solo un motivo di orgoglio, ma è anche una delle fonti di sussistenza economica e di benessere per l’intera città.
Siamo certi, pertanto, che anche quest’anno non farete mancare il Vostro generoso sostegno alla Festa principale della nostra città, la Festa di tutti, da vivere insieme in piazza Duomo, all’ombra della storica Cattedrale, sotto lo sguardo materno di Santa Maria. Il momento in cui il patrimonio spirituale, culturale e sociale, parte essenziale e non semplice corollario della nostra vita cittadina, viene recuperato, riconsiderato ed arricchito e non ridotto ad inutile ricordo.
Siamo altresì certi che col Vostro generoso impegno e col Vostro interessamento di benemeriti Cittadini, particolarmente in questi momenti di crisi e di sfiducia, non interromperemo una nobile e duratura tradizione, tanto religiosa quanto civile, ma rilanceremo nel tempo l’attesa, necessaria, imprescindibile nostra Festa di Agosto.
Tanto premesso, giunga sin da ora a Voi e alle vostre Famiglie, anche a nome di S. E. Mons. Domenico Cornacchia il nostro ringraziamento per la fiducia e la collaborazione che ancora una volta riterrete di accordarci.
Chiunque volesse contribuire può recarsi presso la sede del Comitato Feste Patronali sito in Piazza Duomo, Sala Giorgio La Pira, oppure utilizzare il bollettino di C/C postale n. 15688716 intestato  a “Diocesi di Lucera-Troia – Ufficio Cancelleria – Piazza Duomo, 13 – Lucera (FG). Causale PRO FESTA PATRONALE”».

Comitato Feste Patronali - Lucera
Il Presidente: Claudio Finizio
Il Coordinatore: Paolo Monaco

L’immagine mariana proposta a ricordo delle Feste Patronali 2014 è lo stesso simulacro ligneo della Patrona e Protettrice di Lucera, opera di committenza angioina che si può far risalire ai primi anni del Trecento, quando Carlo II, dopo la distruzione della colonia saracena, volle rinnovare la città e dedicarla alla Vergine con il nome di Città di Santa Maria.
Nell’immagine la statua della Vergine in trono con il Bambino è ritratta durante una processione, dal vivo, tra il cielo azzurro della città di Lucera. Il lampione posto a lato della sacra e miracolosa icona rappresenta la luce di grazia che l’Augusta Regina spande tra i suoi fedeli. Anche la preghiera che accompagna l’immagine è stata scritta direttamente dal nostro Vescovo, Mons. Domenico Cornacchia.
La più antica notizia sul colorito bruno della Madonna è nell’opera del frate domenicano Serafino Montorio (1715), che la definisce «alquanto bruna di volto». Nei dipinti e nelle riproduzioni a stampa tra il Sette e l’Ottocento la Vergine appare con il volto bruno. Il sovrapporsi nel tempo di più ridipinture può spiegare l’esito contraddittorio dei restauri effettuati nel secolo scorso. Nel 1937 nei visi e nelle mani fu cancellato il colore nero-bruno che ormai da secoli caratterizzava la statua, per far riemergere il sottostante incarnato roseo, ritenuto il colore primitivo. Quindici anni fa, nel 1999, per merito del Rotary Club di Lucera, venne eseguito un secondo restauro. In tale occasione, al di sotto delle vesti dipinte a fiorami della Madre e del Bimbo, riapparve lo sfavillante strato d’oro zecchino; inoltre, rimosso l’incarnato chiaro dei volti e delle mani, venne riportato alla luce il colore bruno, anche in questo caso riconosciuto come originario. Da allora l’icona ha recuperato quell’aspetto di “Madonna Nera”, già familiare a generazioni di lucerini. Una recente indagine archeometrica sul manufatto ligneo, nel registrare il sovrapporsi nel tempo di ridipinture e vernici, ha messo in evidenza l’incarnato roseo risalente alla originaria stesura, confermando che l’annerimento della statua si collocherebbe in età post-medievale.



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