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Alla Bozzini-Fasani per non dimenticare
L’intera manifestazione è stata presentata e condotta dalla prof.ssa di Italiano e Storia Marina Tozzi ed ha visto la partecipazione dell’orchestra della scuola, formata da circa ottanta allievi

Lucera, 29.01.2012 - Venerdì 27 gennaio scorso, l’Italia intera ha ricordato le vittime della Shoah, ovvero lo sterminio di massa operato dai Tedeschi a danno di Ebrei e di razze considerate inferiori a quella ariana, durante la Seconda guerra mondiale. D’altronde come si può rimanere indifferenti di fronte a tanta sofferenza umana e tanta crudeltà che non ha risparmiato neppure donne, anziani e bambini in quei campi della morte, altrimenti definiti lager o campi di concentramento? Ebbene, particolarmente attive e solerti nel commemorare questa giornata sono state le scuole italiane che hanno organizzato manifestazioni, mostre, dossier e tante altre iniziative molto toccanti. Anche a Lucera le scuole di ogni ordine e grado si sono date davvero molto da fare per ricordare dignitosamente l’immane sacrificio di ben sei milioni di ebrei.
Tra le tante iniziative e i tanti lavori realizzati sulla Shoah, grande merito deve essere riconosciuto all’Istituto Comprensivo di Lucera “Bozzini-Fasani”. La sede centrale, con plessi annessi, ha dedicato l’intera giornata del 27 gennaio al ricordo e alla memoria. Gli alunni delle classi di 5ª elementare e delle scuole medie, hanno realizzato, con gli insegnanti di disciplina, dei lavori tematici che poi sono stati presentati nell’auditorium dell’istituto: video, fotogrammi, letture di poesie e di testimonianze storiche, mini books… Le classi quinte hanno proposto un cortometraggio bellissimo di gruppo, con bambini che hanno recitato versi di Primo Levi o di Joice Lussu e che hanno espresso semplici considerazioni su un argomento al limite del considerabile.

L’intera manifestazione è stata presentata e condotta dalla prof.ssa di Italiano e Storia Marina Tozzi ed ha visto la partecipazione dell’orchestra della scuola, formata da circa ottanta allievi. I momenti musicali – che hanno commosso davvero tutti, fino alle lacrime – sono stati egregiamente preparati e diretti dalla violoncellista prof.ssa Maria Antonietta Gramegna con la collaborazione del prof. Massimo Marcantonio (sassofono), della prof.ssa Stefania Trematore (violino) e della prof.ssa Maria Rosaria Speranza (pianoforte). Il pubblico è stato piacevolmente intrattenuto con musica Klezmer, un genere molto particolare che affonda le sue radici nei paesi balcanici e in Russia, tutte zone toccate dalla Shoah e dall’olocausto, e che è l’espressione folcloristica di quei popoli. Tre i brani di repertorio scelti: "Klezmeron", "Shindler's list" (tre Premi Oscar nel 1996 per film, regia e colonna sonora) e "Haveh nagilah" (Rallegriamoci). Quest'ultimo pezzo è tipicamente ebraico e veniva proposto in occasioni di gioia come matrimoni, nascite o rinascite.
Brano quindi davvero appropriato se si considera che la chiusura del campo di concentramento di Auschwitz, ad opera dell'Armata Rossa quel 27 gennaio 1945, è significato rinascita, nuova vita non solo per i settemila prigionieri trovati ancora in vita ma per tutta l'umanità. Se è stato possibile realizzare tutto questo bisogna ringraziare innanzitutto il Preside della "Bozzini-Fasani" prof. Mario Tibelli, estremamente sensibile a questa problematica storica in qualità di docente di materie letterarie, che ha saputo sensibilizzare tutto il personale della scuola affinché questa data vennisse ricordata e celebrata in modo speciale e per nulla marginale.

Deborah Testa



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