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Il gemellaggio Lucera-Trogir: giornata intensa di emozioni
L'assessore al Turismo Giacomo Capobianco non nasconde «la felicità quando abbiamo appreso da una missiva l’entusiasmo per questo gemellaggio, da parte del Sindaco di Trogir, l’Onorevole Damir Rilje, definendolo addirittura “obbligatorio”»

Lucera, 22.04.2012 - Si è rivelata un grande successo la visita a Lucera da parte di Filip Vukac, Ambasciatore di Croazia presso la Santa Sede, per il gemellaggio tra Lucera e Trogir, la città natale croata del Beato Agostino Casotti, le cui spoglie sono custodite nella Cattedrale di Lucera.
L’evento, fortemente voluto dall’assessore al Turismo e Marketing Territoriale, Giacomo Capobianco, è iniziato con i saluti ed i ringraziamenti nella Sala Consiliare di Palazzo Mozzagrugno la mattina di venerdì 20 aprile scorso. Alla cerimonia era presente il dottor Vito Grittani, Responsabile dell’Osservatorio Diplomatico Internazionale «che ha organizzato il tutto – tiene a precisare l’assessore Capobianco – rendendo possibile il raggiungimento di questa importante intesa, una iniziativa della quale ringrazio il Sindaco Dotoli e l’Amministrazione tutta per avermi accompagnato nella sua realizzazione».
L’assessore al ramo ha definito l'evento «un momento importante per la nostra comunità grazie alla sottoscrizione dell’intesa per il gemellaggio con la città di Trogir in nome del Beato Agostino Kazotic, a noi noto come Beato Agostino Casotti, dopo quello con Jesi nel 1970 e con San Cipirello nel 1989».

L’idea ha preso forma per caso, come spiega lo stesso Capobianco. «La scelta di gemellare Lucera alla città di Trogir – spiega – è nata da una semplice curiosità che mi indusse a capire il motivo che portò, nel 2005, una delegazione croata nella nostra città, dotata di telecamere e giornalisti ad uno dei quali chiesi lumi e mi rispose: “Siamo a Lucera per il nostro Santo, Kazotic, tanto amato dalla nostra città e le cui spoglie sono custodite nella vostra Cattedrale”. Solo allora conobbi l’esistenza del Vescovo Casotti e della sua storia. La casualità sta anche nella velocità con cui si è concretizzata questa idea, grazie ad un’altra nuova conoscenza intervenuta in questi ultimi mesi, quella del dottor Grittani. Veramente interessante – aggiunge Giacomo Capobianco – è la concomitanza di questo gemellaggio con l’interessamento delle due Diocesi di Lucera-Troia e di Zagabria per la canonizzazione del Beato».

Un po’ di storia

«Agostino Casotti (a destra, la splendida tela 70x100 dell'artista di adozione lucerina Pasqualino Festa, in arte Murè) fu un religioso dalmata appartenente all’Ordine domenicano; divenne Vescovo di Zagabria e di Lucera. Dal 1317 al 1322 fu, infatti, ospite della Curia Papale di Avignone, dove ebbe modo di distinguersi per le sue conoscenze teologiche. Per accondiscendere al desiderio di Roberto D’Angiò, re di Napoli, papa Giovanni XXII trasferì Agostino a Lucera.
La città, che da pochi anni aveva mutato il nome da “Lucera Saracenorum” in quello di Lucera di Santa Maria (nel 1300), era teatro di una sanguinosa lotta tra i Saraceni superstiti e i Cristiani, ai quali da circa un secolo la dinastia sveva aveva imposto un esilio forzato. Con il fascino del suo esempio e la forza persuasiva della sua parola, in soli dieci mesi, Agostino ridonò alla città desolata un volto cristiano e un tenore di vita sereno.
Persona slanciata, portamento nobile, tratto gentile e affabile, aspetto ieratico, Agostino si interessò anche della cura materiale della città: a lui vanno infatti attribuite l’inizio della costruzione del nuovo Episcopio, la creazione di un Orfanotrofio femminile, il restauro della chiesa di Santa Maria della Tribuna, la fondazione dell’Ospedale delle Cammarelle, la ricostruzione e l’ampliamento, dietro sollecitazione a Roberto d’Angiò, della cinta muraria; tutte opere che il Beato Vescovo non poté veder condotte a termine, perché sorpreso dalla morte il 3 agosto 1323 a seguito di un agguato, ma che a lui vanno attribuite per il merito di averle ideate, promosse e fatte eseguire.
Con la bolla pontificia del 4 aprile 1702, confermando un precedente Breve Apostolico di papa Giovanni XXII del 1326, papa Clemente XI lo proclamò Beato. Il processo di canonizzazione è in corso». (Info tratte da Wikipedia - Ringraziamo l'assessore al ramo per avercele fornite a completamento dell'articolo e il lettore Alessandro De Troia per avercelo segnalato).

Un’altra tessera nel mosaico del turismo religioso?

L’assessore al ramo, a nome del Sindaco di Lucera e dell’intera amministrazione non nasconde «la felicità quando abbiamo appreso da una missiva l’entusiasmo per questo gemellaggio, da parte del Sindaco di Trogir, l’Onorevole Damir Rilje, definendolo addirittura “obbligatorio”».
L’intesa di gemellaggio prevede la promozione di rapporti di amicizia, lo scambio di esperienze sulle gestioni amministrative, cooperazione in materia culturale, promozione del turismo in genere e di quello religioso in particolare, coniugando quest’ultimo con gli aspetti storico-artistici di Trogir, patrimonio mondiale dell’Umanità, e dunque un’altissima testimonianza di arte e di cultura universale.
Nel corso della sua permanenza a Lucera, l’Ambasciatore Vucak ha fatto visita alla Cattedrale e ha sostato dinanzi alla teca con le reliquie e, tra queste, il cranio del Beato Kazotic, che si conserva nella chiesa madre.

Il diplomatico, ha poi raggiunto il Palazzo Vescovile, accolto con tutti gli onori e una visibile emozione dal Vescovo di Lucera Troia, Sua Eccellenza Monsignor Domenico Cornacchia. In questa occasione si è registrato uno scambio di doni con la consegna a Vucak di una biografia in lingua croata del Beato Casotti, ricambiata dall’Ambasciatore con un cofanetto di tre Dvd sui santuari mariani della Dalmazia.
«Un momento di particolare intensità – afferma l’assessore al turismo – si è avuto quando l’Ambasciatore di Croazia e il Vescovo si sono soffermati con lo sguardo sul parato sacro appartenuto a Kazotic e conservato nel Museo Diocesano di Lucera».
Prima di rientrare a Roma, Filip Vukac è rimasto a pranzo, offerto di propria iniziativa dall’Assessore Capobianco e pagato con propri mezzi, senza alcun esborso da parte del Comune.
L’ultima tappa del suo tour nella nostra città, Vucak l’ha dedicata alla nuova sede della Biblioteca e Pinacoteca Comunale di San Pasquale, restando ammirato dalla consistenza e dall’importanza del patrimonio librario e pittorico che vi è contenuto.

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