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Il messaggio del Vescovo S.E. Mons. Domenico Cornacchia
(…e i rintocchi delle campane a morto)

Non poteva che assicurare la sua puntuale intensità il Vescovo della Diocesi di Lucera-Troia, S.E. Mons. Domenico Cornacchia, così come ogni anno fa al termine della processione in piazza Duomo. In questo video c'è la testimonianza di quanto altrettanto intenso sia stato «il momento di fede vissuto intorno all'antica e prodigiosa» immagine della Santa Patrona di Lucera, alla quale la storia ci racconta che il popolo federiciano si è affidato nei momenti più bui e tristi trovando in essa conforto. Un patrimonio «spirituale e religioso tramandatoci dai nostri padri» e con il quale siamo chiamati a rapportarci quotidianamente. In che modo? «Un autore teologo del '900 dice: "La bocca del passato non parla se l'orecchio del presente non ascolta"» ha sottolineato il Vescovo che ha aggiunto: «Chiediamoci: in che misura siamo ascoltatori e custodi degli insegnamenti di vita, delle testimonianze della ricchezza umana, culturale e religiosa del passato che i nostri antenati ci hanno tramandato?». In che modo possiamo essere maestri di vita delle future generazioni? Ebbene con rossore dobbiamo dire che «solo l'incuria, la superficialità, l'ingratitudine sono la moneta con cui sappiamo ripagare gli immensi sacrifici delle generazioni che ci hanno preceduto». E gli inganni, le illusioni, che ci allontanano da Dio e ci avvicinano all'Io? «Abbiamo trasformato la nostra pacifica convivenza nella Torre di Babele». Poi, la commozione finale nel silenzio dell'immensa folla in piazza Duomo e l'eco dei rintocchi delle campane che hanno suonato a morto per l'amaro destino di una città che sta perdendo tutto – ma non la fede per fortuna – e si rifugia nell'unica via possibile: la preghiera e l'invocazione, l'intercessione, come nei secoli scorsi, della Santa Patrona di Lucera.

Roberto Notarangelo