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Un altro convegno «di qualità» per la Camera Penale di Lucera
Al convegno svoltosi a Teatro Garibaldi sabato scorso, 24 novembre i massimi vertici dell'Unione Camere Penali Italiane e l'inaspettata visita di vice presidente, segretario e Camera Penale di Campobasso. Significativa l'assenza foggiana

Lucera, 26.11.2012 - Lo ha affermato nel suo intervento di saluto il vice sindaco di Lucera, Costantino Dell'Osso (leggi l'intervento), rivolto al presidente della Camera Penale di Lucera, l'avv. Raffaele Lepore: «Conosco da tempo la tua capacità di organizzare convegni di qualità e di novità che, per lo spessore culturale dei relatori, lasciano il segno e rendono onore alla nostra città». Dopo quello di ottobre del 2011, intitolato "Processo penale e ruolo dell'informazione: processo mediatico?", la Camera Penale di Lucera il 24 novembre scorso, nella prestigiosa cornice del Teatro Garibaldi, ha registrato la presenza nel centro federiciano nientemeno che dell'Ufficio di Presidenza dell'Unione Camere Penali pressoché al completo. La mattina di sabato sono giunti infatti a Lucera, oltre agli ospiti in programma (il presidente della Giunta dell'UCPI avv. Valerio Spigarelli e il presidente del Consiglio delle Camere Penali Italiane avv. Beniamino Migliucci), anche il vice presidente della Giunta dell'UCPI avv. Giuseppe Conti ed il segretario avv. Vinicio Nardo. Visite che l'avv. Lepore non si aspettava e che ha gradito non poco. Come la vicinanza e l'affetto fatte sentire per l'occasione dalla presidenza della Camera Penale di Campobasso. Altrettanto "illuminante" l'assenza della Camera Penale di Foggia.
Tra gli interventi di sicuro prestigio al convegno organizzato dalla Camera Penale di Lucera, avente per titolo l'attualissimo tema su "Geografia giudiziaria: vera riforma epocale?" (guarda il video integrale), reso possibile grazie al lavoro di coordinamento messo in atto dal segretario avv. Antonio Santacroce e dall'avv. Antonella Damiani con altri componenti della segreteria, la platea ha potuto apprezzare senza dubbio (oltre che l'intervento introduttivo di Migliucci e quello conclusivo di Spigarelli) le riflessioni del presidente della Camera Penale di Bari avv. Egidio Sarno e l'oratoria del dott. Francesco Bonito, consigliere di Cassazione nella prima sezione Penale.
Di rilievo sono stati anche i saluti portati per l'amministrazione comunale dall'assessore alla Cultura e vice sindaco di Lucera Costantino Dell'Osso, del presidente del Tribunale di Lucera dott. Giancarlo Pecoriello, del presidente dell'Ordine forense del Circondario di Lucera avv. Giuseppe Agnusdei, del presidente del Comitato per la difesa della legalità in Capitanata avv. Raffaele Preziuso (leggi l'intervento) e del presidente dell'Associazione Avvocati Garganici avv. Sabatino Del Priore (leggi l'intervento) che con grande maestria retorica e satirica ha spezzato l'atmosfera accademica ironizzando sulle scelte operate dal governo Monti e dal ministro Paola Severino.

Unanime il coro a difesa del presidio di giustizia del Circondario di Lucera e delle sezioni distaccate. A cominciare da Dell'Osso («Un avvocato, ministro di Giustizia e un giudice hanno decretato lo spegnimento di un faro di verità e di giustizia, sovvertendo il primo e fondamentale ordine della vita italiana: quello delle prerogative parlamentari clamorosamente violate»); poi Pecoriello («Dobbiamo fare di tutto… Lo dobbiamo ai giovani, specie a molti di coloro che qui si sono formati… Nonostante tutto, non sono pessimista circa il risultato a cui si mira»); e ancora Agnusdei, che ha lasciato temporaneamente il congresso forense in quel di Bari, come molti altri intervenuti, per poter essere al convegno della Camera Penale di Lucera e per la causa del palazzo di giustizia di Lucera; o il battagliero Preziuso («La verità è che ancora una volta dobbiamo registrare l’impotenza – e spero sia solo tale e non anche incapacità – di tutti i politici di riferimento del nostro territorio e di quello degli altri tribunali soppressi»); quindi Del Priore, come già detto, che ha esclamato ironico: «Finalmente! Non vedevamo l'ora! Aspettavamo da trent'anni questa riforma epocale!». E il quesito di Migliucci: «Chi l'ha detto che i "piccoli" tribunali sono inefficienti e si da' per scontato che i grandi presidi lo siano? E poi, la realtà grande non sempre è sinonimo di efficienza e qualità. Lucera rispettava tutti i criteri ed i parametri indicati dalla legge delega. Per questo le situazione vanno valutate volta per volta». Non si è detto «né fiducioso né pessimista, ma consapevole, perché bisogna capire come proseguire, se con la demagogia o con la testardaggine». Sarno ha invece ricordato che la Camera Penale di Bari ha sempre condiviso questa battaglia «e l'appoggeremo, perché quando sono giuste, le battaglie si vincono».
«Una pessima riforma che sposta l'attenzione dall'efficienza all'economicità. Ma il criterio economico non può essere il criterio ispiratore della riforma. Una riforma con tutti i presupposti di una controriforma. Le riforme richiedono tempo». Questo il pensiero di Bonito, magistrato e politico di lungo corso legato a Lucera dai tempi in cui era pretore. Ha evidenziato che le riforme, come quelle di cui è stato artefice nei governi di cui ha fatto parte, richiedono una gestazione lunga. Ha ribadito, come fece in una intervista rilasciata al nostro net-journal, che «la firma del presidente Napolitano non poteva essere messa principalmente perché mancava la copertura finanziaria». Poi, la convinzione che «a settembre 2013 il governo sarà obbligato al differimento, perché la situazione sarà ingovernabile».
Per Spigarelli, infine, nel ministro Severino c'è «un difetto di intelligenza strategica. Il risparmio? È virtuale». A detta del presidente dell'UCPI si tratta di «una gestione del scelte di governo che ha prodotto un forte malcontento». Ed è ciò che deve far riflettere non poco. Ha detto di essere comunque convinto «che vi siano dei tribunali da chiudere, ma la gestione deve essere intelligente e deve evitare il più possibile il malcontento». Ha parlato di «scelta di darwinismo sociale che puntano a fare di tutto – per esempio – affinché cause di un certo valore non avvengano». Infine, «si è tenuto conto del costo beneficio effettivo, ma non di quello sociale».
Al prossimo "convegno di qualità" con la Camera Penale di Lucera.

Roberto Notarangelo



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