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Il Caporal Maggiore Pasquale Bozza torna a casa dall'Afghanistan e Lucera gli fa festa
Pasquale, fisico da granatiere e animo nobile, ad un certo punto della cerimonia si è anche commosso, quando il volto della fidanzata si è rigato di lacrime, diluite nei sentimenti della riconoscenza e della gioia per un ritorno a casa tanto atteso

Lucera, 09.10.2011 - Un’odissea lunga sei mesi, tanti quanti il Caporalmaggiore scelto, Pasquale Bozza da Lucera, ha trascorso in Afghanistan, dov’era impegnato con il battaglione – di istanza a Barletta – in una fascia di territorio martoriata dalla guerra tra il nuovo governo di transizione e le tribù talebane che in più parti lo abitano.
A riscaldare una fredda serata d’autunno, in piazza Duomo alle ore 20:30 di sabato 8 ottobre, ci hanno pensato trenta tra sbandieratori, chiarine e tamburini dell’associazione culturale “I Federiciani”, a cui il nostro Pasquale è ancora iscritto, malgrado gli impegni in un lavoro pericoloso e di responsabilità che spesso lo tiene lontano da Lucera e dai suoi affetti.
È stata una vera e propria festa a sorpresa per il militare lucerino, che per il carattere schivo e riservato non avrebbe mai preso parte all’evento organizzato in suo onore.

 

Per rendergli omaggio sono intervenuti anche il Vicario Generale della Diocesi Lucera-Troia, don Ciro Fanelli e, poco dopo, il Vice Sindaco Mario Alfonso Follieri. Prima uno e poi l’altro si sono congratulati con il giovane soldato lucerino.
Pasquale, fisico da granatiere e animo nobile, ad un certo punto della cerimonia si è anche commosso, quando il volto della fidanzata si è rigato di lacrime, diluite nei sentimenti della riconoscenza e della gioia per un ritorno a casa tanto atteso.
Dino De Simone, fungendo da cerimoniere all’ingresso della Cattedrale dell’Assunta, ha voluto affidare all’applauso della folla la commemorazione per le vittime pugliesi e italiane nella missione afghana, dedicando un pensiero anche ai morti nel crollo della palazzina di Barletta avvenuto in settimana.
Proprio dalla città della Disfida, nell’occasione, sono giunti quattro archibugieri dell’associazione storica “Brancaleone” che hanno esploso diversi colpi di bombarda d’epoca, a salve, richiamando l’attenzione di curiosi e malgrado il tempo quasi gelido.
Quello striscione dai colori variegati e i palloncini con i messaggi di “Bentornato a casa” hanno fatto sì che praticamente tutta la città rendesse il suo saluto a Pasquale Bozza, un gran bravo ragazzo ben voluto da tutti.

Roberto Notarangelo



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